diario di bordo dell’economia - centro studi istituto tagliacarne

Laureati, il tasso di occupazione sfiora l’85%

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Il capitale umano presente nel nord-est rivela una variabilità significativa, influenzata non solo dai parametri analitici usati per la sua valutazione ma anche dalla diversità dei territori che compongono l’area. Questa eterogeneità emerge dall’analisi comparativa di diverse misure ottenute tramite i dati del Censimento Demografico Permanente di Istat. Uno degli indicatori utili a quantificare il grado di istruzione di un’area è rappresentato dalla quota di persone in possesso di un titolo di studio magistrale e/o di dottorato (calcolato sul totale della popolazione con almeno 9 anni). Nel nord-est, tale percentuale è del 10,2%, in linea con i valori del Sud ma inferiore a quanto registrato nella ripartizione occidentale del settentrione (10,6%), della Lombardia (11,9%) e del complesso della Penisola (11,4%). A trainare verso il basso i risultati della ripartizione è soprattutto il Veneto (con un 10% della popolazione in possesso di almeno un titolo terziario di secondo livello), con Rovigo e Vicenza in fondo alla classifica (8,2% e 8,8%, ovvero rispettivamente novantasettesima e ottantacinquesima in Italia). Sempre rimanendo all’interno dell’area, sono da menzionare Bolzano (8,9%, ottantunesima), Belluno (9,0%, settantanovesima), Pordenone (9,3%, settantaquattresima), Treviso (9,4%, settantreesima) e Venezia (10%, sessantacinquesima). Mentre è superiore alla media la quota che si registra a Trento (11,6%, venticinquesima a livello nazionale), Padova (12,4%, sedicesima) e Trieste (15,5%, quarta). I risultati si modificano sensibilmente se si prende in considerazione la media degli anni di studio per ciascun residente. Applicando questo indicatore, infatti, il nord-est (con 10,7 anni in media) ottiene un valore superiore del Meridione (10,2 anni), del nord-ovest (10,6 anni) e della media Italia (10,6 anni), pur rimanendo al di sotto della Lombardia (10,8 anni). Scendendo nel dettaglio, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia si posizionano in vetta alla classifica nazionale (rispettivamente al secondo e terzo posto dopo il Lazio, con 11,0 anni e 10, 9 anni) soprattutto grazie alla spinta data da Trieste (11,4 anni), Trento (11,1) e Gorizia (11,0). Peggio fa il Veneto che - con 10,6 anni di istruzione in media - si posiziona undicesima sul totale delle 20 regioni. In un quadro come quello appena delineato, è anche importante fare delle considerazioni in merito alla domanda di lavoro qualificato presente in una determinata area, al fine di valutare l’esistenza di un match tra la qualità delle competenze richieste dalle imprese e quanto offerto dai lavoratori. Nelle regioni che compongono l’area orientale del settentrione, il tasso di occupazione dei laureati sulla popolazione tra 15 e i 64 anni risulta pari al 84,8%. Una quota che non solo supera il dato nazionale di +4,2 punti percentuali, ma che posiziona la macroarea ben al di sopra di quanto registrato per il Sud (+13,2 punti percentuali di distanza) e per il Nord-ovest (+1,8 pp), mostrando una corrispondenza più elevata rispetto alle altre aree tra il livello formativo degli individui e le esigenze del mercato del lavoro locale.

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