Lattiero caseario premiato dall’effetto Dop
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di Valeria Zanetti
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Contrariamente alla dinamica nazionale, in lieve flessione, il lattiero caseario veneto mette a segno un leggero aumento di produzione e un discreto incremento dei fatturati.
Alla base c’è una tenuta del prezzo del latte mediamente quotato a 52,2 euro ad ettolitro, che nonostante il calo del secondo semestre dell’anno risulta più alto del 13,7% rispetto al 2022, consentendo un recupero di redditività per gli allevatori anche per una contemporanea riduzione anche dei costi produttivi.
La produzione veneta, realizzata da 2.661 allevamenti, dal numero ancora in discesa (-4,5%) si prospetta sui livelli dell’anno precedente (circa 1,2milioni di tonnellate), con consegne in aumento soprattutto a Padova (+2%).
Quanto munto viene venduto spot, senza contratti di riferimento, o comprato dai caseifici e dall’ industria.
La maggior parte del latte veneto viene trasformata in formaggi Dop come Grana Padano, Asiago, Piave, Montasio, Provolone Valpadana e Monte Veronese, tipico della sola provincia scaligera. In questo ambito giocano un ruolo importante i caseifici locali, molti dei quali gestiti da cooperative.

