Caseifici - Incremento dei fatturati

Lattiero caseario premiato dall’effetto Dop

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di Valeria Zanetti

2' di lettura

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Contrariamente alla dinamica nazionale, in lieve flessione, il lattiero caseario veneto mette a segno un leggero aumento di produzione e un discreto incremento dei fatturati.

Alla base c’è una tenuta del prezzo del latte mediamente quotato a 52,2 euro ad ettolitro, che nonostante il calo del secondo semestre dell’anno risulta più alto del 13,7% rispetto al 2022, consentendo un recupero di redditività per gli allevatori anche per una contemporanea riduzione anche dei costi produttivi.

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La produzione veneta, realizzata da 2.661 allevamenti, dal numero ancora in discesa (-4,5%) si prospetta sui livelli dell’anno precedente (circa 1,2milioni di tonnellate), con consegne in aumento soprattutto a Padova (+2%).

Quanto munto viene venduto spot, senza contratti di riferimento, o comprato dai caseifici e dall’ industria.

La maggior parte del latte veneto viene trasformata in formaggi Dop come Grana Padano, Asiago, Piave, Montasio, Provolone Valpadana e Monte Veronese, tipico della sola provincia scaligera. In questo ambito giocano un ruolo importante i caseifici locali, molti dei quali gestiti da cooperative.

I prezzi delle produzioni casearie Dop risultano in aumento anche a due cifre con il picco dell’Asiago D’Allevo che guadagna il 16,5%.

Trainanti risultano le esportazioni sia in valore che in volume, soprattutto sui mercati consolidati di Germania, Francia e Usa. Sulle prime due destinazioni l’incremento a valore è del +19 e +15%, a questi segue segue la Svizzera che mette a punto un +13,5%. Più contenuta la crescita in volume, comunque generalmente sotto il 10%. Sui consumi domestici risulta particolarmente forte l’effetto inflazione che ha causato nei primi tre trimestri dell’anno un incremento della pesa di circa il 15% da parte dei consumatori.

Questi ultimi hanno quindi tenuto sotto controllo le quantità acquistate quando non le hanno ridotte. Il latte fresco è il prodotto che cala di più in volume (-3,8%), insieme ai formaggi industriali (-1,7%).

I formaggi molli, freschi e semiduri, invece perdono meno di un punto percentuale. Meglio vanno i duri (+1,5%). In termini di prezzo al consumo va segnalato il forte rincaro del latte a lunga conservazione che sale del +20%.

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