Straordinarie

Laterali, e scomode: storie di donne ribelli

di Chiara Checcaglini

2' di lettura

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L’Italian Global Series Festival include nel ricco programma una sezione dedicata al racconto seriale delle donne: “Straordinarie – Le donne raccontate dalla serialità” si comporrà della proiezione di episodi tratti da varie serie e miniserie accomunate dalla singolarità delle loro protagoniste, laterali, scomode, imprendibili, donne reali o inventate, di successo o rese invisibili dalla Storia.Tra le serie di tipo storico-biografico della sezione il filo conduttore è l’esplorazione di aspetti intimi o inediti della vita di donne realmente esistite. Alcune meno note, come Cassandra Austen, sorella maggiore della più famosa Jane, interpretata da Keeley Hawes nel period drama britannico Miss Austen (nel cast anche Rose Leslie di Il trono di spade). Tra presente storico e passato, Miss Austen prende spunto dalla fitta corrispondenza tra le due legatissime sorelle, in gran parte distrutta dopo la morte prematura di Jane nel 1817, ma che fu di grande importanza per contestualizzare la vita della scrittrice. Altre protagoniste invece sono celeberrime: come Maria Antonietta, emersa dalla penna di Deborah Davis, già sceneggiatrice de La favorita, in questa versione seriale che rimarca le difficoltà e le imposizioni a cui viene sottoposta la giovanissima sovrana. E come Maria Callas, già protagonista dell’ultimo film di Pablo Larraín, qui soggetto della miniserie greca Maria - The unknown Callas, che promette un approfondimento della metamorfosi di Maria da giovane anonima cantante, troppo lontana dai canoni estetici dell’epoca, a diva assoluta e carismatica.Tra realtà e finzione c’è spazio anche per l’anticonformismo più radicale, per atti di ribellione ancora più decisi ai rigidi modelli e ruoli di genere imposti dalla società patriarcale: ecco allora George Sand, lo pseudonimo maschile dietro cui si cela Aurore Dupin, scrittrice libera e spregiudicata, portata sullo schermo da Nine D’Urso nella serie La rebelle: les aventures de la jeune George Sand; e ancora un focus su Lagertha, personalità della mitologia norrena resa simbolo di forza e indipendenza nella serie Vikings, interpretata da Katheryn Winnick; infine la straordinaria creazione di Modesta (Tecla Insolia), protagonista de L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, adattata per lo schermo da Valeria Golino. Con una carrellata di caratteri femminili così diversi, “Straordinarie” evidenzia come il racconto serializzato delle donne, presenti o passate, ispiri riflessioni attuali e collettive sui percorsi di cambiamento, sulle battute d’arresto, e sui pericoli di società che ingabbiano e sanzionano anziché accogliere la pluralità di corpi, menti e modi di esistere.

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