In Sicilia

Lampedusa, isola-mondo tra movida, natura e turismo fai da te

In attesa della visita pastorale di papa Leone XIV, il 4 luglio, il comune accelera sul restyling urbano e chiede al governo misure per contrastare la marginalità geografica

di Donata Marrazzo

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C’è chi la vorrebbe travestita da Ibiza, tutta new hippy e movida. Chi se la vive come il santuario dei migranti: schiere di turisti solidali in processione alla Porta d’Europa, installazione di Mimmo Paladino, posizionata tra Cala Spugne e il Porto Vecchio, in memoria di tutti i naufragi. Chi la pensa ridotta a uno spazio militarizzato, con presidi dell’Aeronautica, della Guardia di finanza e distaccamenti di Carabinieri e Polizia. E con quell’ hotspot gestito dal 2023 dalla Croce Rossa, che c’è ma non si vede: la struttura allestita a contrada Imbriacola, con decine di operatori e volontari, il realtà è un presidio di umanità, nonostante la recente stretta dell’Europa su migrazione e asilo. Più di 180mila i migranti accolti negli ultimi tre anni, in spazi completamente riqualificati.

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L’essenza di Lampedusa

Lampedusa ha un’essenza tutta sua: più che uno scoglio, un tavolato, un piano roccioso di 20 km quadrati, che si solleva a nord per poi degradare verso l’Africa. E che è Africa, a partire dalla geologia. Insieme a Linosa e Lampione, forma l’arcipelago delle isole Pelagie, più vicino alla Tunisia che alla Sicilia, lontana il doppio (250 km). Amministrativamente è provincia di Agrigento.

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Spettacolare ogni cala, ogni paesaggio che si spalanca sul mare. La riserva naturale dell’Isola dei Conigli, con prenotazioni obbligatorie per le visite a partire dall’8 giugno, ha intorno tutte le sfumature d’azzurro. E siti di nidificazione e tutela delle tartarughe marine. La roccia è nuda, calcarea, ricoperta a tratti da piccoli cespugli odorosi di timo, camomilla ed elicriso, limonium, ginepro fenicio e carrubbo. Solo macchia mediterranea, con piante e fiordalisi nordafricani. Traboccanti di fiori e piccoli frutti i capperi della prima estate. Nascoste appena dalla vegetazione si scorgono relitti e resti di naufragi.

In attesa della visita di Papa Leone

Sorrisi ovunque, al porto, davanti alle imbarcazioni per i tour organizzati, nei negozi di souvenir, al Bar dell’amicizia o a quello di via Roma. L’accoglienza turistica è fai da te, ma molto cordiale. In centro sfrecciano scooter e Mehari tra cantieri a cielo aperto. L’isola - 6 mila residenti - si prepara ad accogliere, il 4 luglio, la visita pastorale di papa Leone, «che inizierà con un momento privato all’interno del cimitero, davanti alle tombe dei migranti – anticipa il sindaco Filippo Mannino -. Poi una tappa alla Porta d’Europa per incontrare la comunità e alcune famiglie di immigrati. A seguire, una sosta al molo Favaloro, punto cruciale per gli sbarchi, per la benedizione di una stele commemorativa dedicata a Papa Francesco, al quale sarà ufficialmente intitolato il molo». Da quella passerella sul mare, Francesco, nel luglio del 2013, denunciò la “globalizzazione dell’indifferenza”.

Cantieri per la sostenibilità

La visita di Leone XIV si concluderà con la messa nello stadio comunale. A lavoro i comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica. Accelerazione sul restyling urbano, con il rifacimento dell’asfalto in molte zone. «Stiamo posando un manto stradale particolare, drenante e capace in aree assolate di contrastare il calore – spiega Mannino, che è sindaco dal 2022 –. Rientra nel programma isole verdi del Pnrr, per cui Lampedusa ha ricevuto fondi per 41,3 milioni di euro». Con il resto l’amministrazione finanzia vari progetti di sostenibilità ambientale, come ad esempio l’acquisto di mezzi elettrici a supporto degli operatori turistici.

Tutta la bellezza del Mediterraneo tra le calette e i sentieri dell’isola

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Mercato immobiliare alle stelle

A fare turismo sono essenzialmente piccole imprese locali. Mancano i grandi investitori. E si moltiplicano b&b, in regola e non. In centro i prezzi di abitazioni diroccate sono schizzati alle stelle: oltre 100mila euro per - sì e no - immobili di 40 mq, tutti da recuperare. I viaggiatori non pagano tassa di soggiorno, pertanto diventa difficile avere un conto esatto dei flussi turistici. Viene calcolato però il contributo di sbarco per chi atterra all’aeroporto o chi arriva in nave. Secondo il sindaco «lo scorso anno ci sono stati circa 150mila arrivi. E quest’anno sembra che i turisti siano in crescita. La stagione è iniziata bene, con un 4% in più», afferma. Ma nel 2025 forse gli arrivi effettivi sono stati più numerosi, dal momento che il contributo di sbarco (5 euro a persona) ha portato nelle casse comunali 900mila euro. «Così abbiamo investito una piccola parte in promozione turistica e il resto nella gestione dei rifiuti». L’immondizia di Lampedusa parte dall’isola, arriva in Sicilia e poi finisce in Germania.

L’isola fa i conti con la presenza dei migranti

Il sindaco, espressione di una maggioranza di centro-destra, amministra con buona volontà. È stato eletto dopo l’ingombrante sindacatura di Giusi Nicolini (premio Unesco per la pace, premio Passione Civile a Verona, premio Simone de Beauvoir a Parigi, Olof Palme a Stoccolma). E dopo il clamore suscitato da tanti sbarchi e naufragi. Erano i tempi di un’altra Lampedusa. Oggi, la tentazione di raccontare l’isola come se la questione dei migranti non la riguardasse, anzi, proprio come se non ci fosse, si avverte. Ma poi Mannino lo ammette che «la storia di Lampedusa è anche questa, e anzi, la presenza dei migranti è un valore aggiunto. Solo che adesso è meglio - ci tiene a precisare –, prima era solo emergenza, erano solo cooperative che approfittavano della situazione. Con una gestione tutta a favore di telecamere. Noi invece, con i lavori di adeguamento ultimati, con una organizzazione più accorta, abbiamo restituito dignità alle persone. L’hotspot è dotato anche di un ambulatorio mobile di ginecologia».

Gli svantaggi dell’insularità

Proprio in questi giorni il sindaco sta dialogando con il governo per tutelare la comunità: gli svantaggi derivanti dalla marginalità geografica dell’isola sono pesanti. La Commissione parlamentare sull’insularità cerca facilitazioni. «Non siamo stati mai così presenti nell’agenda di governo – continua Mannino con soddisfazione -. Ma la nostra posizione trasforma problemi ordinari in criticità enormi. Tanto per cominciare qui nessuno può fare il pendolare». Nemmeno i medici. L’ospedale funziona solo come pronto soccorso. Se non basta, i pazienti vengono trasferiti in elicottero, a proprie spese, fino a Palermo, che è il distretto sanitario al quale l’isola fa riferimento. È da 30 anni che a Lampedusa non nascono bambini: le donne prossime al parto si trasferiscono con i familiari ad Agrigento o in altre città siciliane.

Aumenti di carburante, la pesca è a rischio

In dotazione, però, gli isolani hanno ora una ambulanza medicalizzata, fornita dall’ Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà. E una culla termica che può viaggiare in sicurezza in elicottero. Da poco è stato attivato il servizio decentrato di oncologia di cui usufruiscono 50 pazienti. «Abbiamo difficoltà anche con il personale scolastico e quello amministrativo. Problemi ulteriori con i pescatori, per i quali chiediamo un piano di defiscalizzazione su carburanti e gas». La pesca è l’attività principale dell’isola. Ma ora, con l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio la maggior parte delle barche preferisce restare in porto. I pescatori sanno che con il pescato del giorno non copriranno le spese. «Serve una riduzione dell’Iva dal 22 al 5 per cento».

Una visione nuova

Dopo la partecipazione all’ ITB di Berlino e ad altre fiere internazionali, Lampedusa aspira ad attrarre, oltre al turismo italiano, proveniente tutto dal nord, anche viaggiatori europei, tedeschi e francesi soprattutto. E mentre il sindaco programma di destagionalizzare i flussi, «perché qui l’acqua del mare è calda anche a novembre», prevede di spendere i 45 milioni del decreto Sud per la realizzazione di un piano di infrastrutture strategiche, per la rete viaria, fognaria e idrica. E di costruire un deposito per lo stoccaggio di carburanti. Interventi urgenti, di compensazione per i disagi che vive l’isola. Ma da soli non bastano a un suo sviluppo effettivo, armonico, totale: a Lampedusa serve ancora una visione, un modello, un progetto - economico, culturale, di turismo rigenerativo e creativo - che tenga insieme tutte le sue anime di isola mondo.

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