I conti del 2025

Lamborghini, record di consegne e fatturato e stop all’elettrico

Consegnate 10.747 vetture, fatturato a 3,2 miliardi in crescita del 3,3%. Margini in calo per effetto dei dazi di Trump e del dollaro in calo

di Lello Naso

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Miglior fatturato della storia e record di consegne. Lamborghini, nonostante le turbolenze sui mercati causate principalmente dai dazi di Trump, chiude un 2025 all’insegna dei primati. Le 10.747 vetture consegnate, oltre a essere il tetto massimo di vendite, è un risultato che spinge la casa di Sant’Agata Bolognese per la seconda volta consecutiva oltre i tre miliardi di fatturato: 3,20 miliardi, con una crescita del 3,3% rispetto al 2024. 

Stephan Winkelmann, chairman e ceo di Lamborghini, non nasconde la sua soddisfazione: «In un contesto globale sfidante abbiamo continuato a crescere, proteggendo la redditività e rafforzando il valore del brand. La nostra strategia è chiara: disciplina, visione di lungo periodo e centralità del prodotto. Questo equilibrio ci consente di trasformare le sfide esterne in leve di consolidamento e di continuare a creare valore sostenibile».

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Solo il risultato operativo risulta al di sotto delle attese. Winkelmann ne attribuisce i motivi a fattori esogeni, i tassi di cambio e i dazi, e all’iscrizione nell’esercizio 2025 degli effetti della marcia indietro sulla strategia di elettrificazione Cor Tauri. «Il risultato operativo è stato influenzato dall’andamento sfavorevole dei tassi di cambio dello yen e del dollaro e dall’introduzione dei dazi americani. Ma l’impatto è stato in gran parte assorbito grazie ad un miglioramento del mix prodotto e ad un attento controllo dei costi».

Sui dazi negli Stati Uniti, Winkelmann spiega che l’innalzamento dal 2,5% al 15% è stato assorbito solo in parte da un aumento dei listini del 10%. La differenza ha influito negativamente sui margini negli Stati Uniti, che rappresentano il 30% del mercato di Lamborghini. Un impatto superiore a quello, per esempio, del mercato russo, circa il 3% del totale, quando era stato colpito dall’embargo per la guerra in Ucraina.

Secondo Winkelmann, invece, il cambio della strategia di prodotto darà, alla lunga, effetti positivi. La rinuncia al programma di elettrificazione Cor Tauri e la spinta verso i modelli ibridi ha già iniziato a dare risultati grazie a una maggiore incidenza di Revuelto. Significativo anche il peso del programma di personalizzazione. Nel 2025, il 94% delle vetture consegnate è stato infatti tailor made in almeno un elemento, confermando il programma come una leva centrale della creazione di valore e un fattore determinante della crescita di fatturato.

La gamma completamente ibridizzata nel 2025, con Revuelto, Urus e Temerario, secondo Winkelmann, rappresenta una trasformazione profonda, realizzata senza compromessi sul carattere e sulle prestazioni del brand e confermata dal riscontro della clientela in tutto il mondo.

Questa traiettoria strategica continuerà con Temerario, le cui consegne sono iniziate nei primi mesi del 2026, che completa il percorso della strategia di ibridizzazione. Il nuovo modello, che ha un propulsore capace di raggiungere per la prima volta su un motore di serie i diecimila giri al minuto, punta su un equilibrio tra prestazioni estreme e tecnologia avanzata proprio per esaltare il dna Lamborghini.

Winkelmann è fermamente convinto che la scelta dell’ibrido e la decisa frenata sull’elettrico, con l’accantonamento del progetto Lanzador, sia stata una decisione nella giusta direzione. «Abbiamo constatato che i nostri clienti hanno forti remore nei confronti dell’elettrico. Troppe perplessità, che non sono cambiate nel tempo, sul sound del motore e sulla tenuta di strada. Tutti elementi costitutivi del nostro brand. Le rivoluzioni tecnologiche si fanno con i clienti non contro i clienti».

Per questo, nel 2026, Lamborghini proseguirà nel percorso di evoluzione dell’offerta con una serie di novità all’insegna dell’ibridizzazione. Saranno presentate quattro evoluzioni dei modelli in gamma (a Imola ad aprile, a Goodwood a luglio, a Monterrey ad agosto e a Miami a dicembre).

Il quarto modello ibrido, annunciato di recente, rafforza la visione industriale di lungo periodo orientata alla creazione di valore sostenibile, senza abbandonare lo sviluppo futuro di un modello completamente elettrico. Ma senza forzature e non prima del 2030. In soldoni, si proseguirà nell’evoluzione dell’ibrido e nella sperimentazione e ricerca sull’elettrico («che non abbandoniamo», dice Winkelmann).

Sul 2026, e anche oltre in caso di scenari in peggioramento, pende la spada di Damocle della crisi in Medio Oriente. «Oggi non possiamo calcolarne gli effetti. Ma se la crisi continua, è prevedibile che avremo contraccolpi sui mercati dell’area, una delle più promettenti per il nostro brand».

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