Eccellenze

La Via del Tè cresce nel mondo, ispirandosi anche alla moda

Aperta la nuova boutique di Roma, l’ad Paolo Carrai racconta strategie e obiettivi dell’azienda che 65 anni fa ha costruito la cultura del té in Italia. E che punta anche a una produzione “made in Italy”

di Chiara Beghelli

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I toni arancio dei petali di calendula e di cartamo richiamano la luce dei tramonti della città, l’aroma di vaniglia evoca uno dei suoi dolci più celebri, il maritozzo. Insieme, incontrano la sofisticata nota del tè semiossidato Oolong, in un blend speciale messo a punto da La Via del Tè per celebrare la prima l’apertura del suo primo negozio a Roma, in via Cola di Rienzo, a pochi passi dalle mura del Vaticano. Per l’azienda fiorentina, fondata nel 1961 da Alfredo Carrai insieme alla moglie Amelia, e solidamente guidata dalla seconda e terza generazione della famiglia, si tratta dell’ottavo negozio e dell’ulteriore espansione di una visione di successo che ha portato la cultura del tè in Italia: «Siamo da sempre fedeli alla nostra cifra, l’alta qualità - spiega l’ad Paolo Carrai, che guida l’azienda insieme ai suoi cinque fratelli -. Lavoriamo solo le parti più nobili della pianta, e questo ci ha permesso di avere anche una clientela di alta qualità in tutti i nostri canali: nel retail siamo presenti con i nostri negozi e una rete distributiva di eccellenze alimentari; siamo anche sempre di più nell’alta ristorazione, perché gli chef stellati stanno iniziando a considerare tè e infusioni come interessanti proposte per fine pasto, ma anche in bar storici, da Cova al Florian, e in un canale che si sta velocemente espandendo, quello dell’hotellerie di lusso».

Paolo Carrai

Coerente con questa filosofia, gli otto negozi di La Via del Tè - tre a Firenze, tre a Milano, uno a Torino e, appunto, a Roma, dove si stanno già cercando spazi per altre due location - si trovano tutti in vie centrali delle città: «Per i nostri negozi ci siamo ispirati alla moda, pensandoli come potenziamento del marchio», prosegue Carrai. In effetti, ogni negozio ha un preciso concept, che culmina nei grandi barattoli verdi dove si custodiscono alcune delle quasi 450 creazioni realizzate dall’azienda in 65 anni. «Siamo l’unico negozio di prodotti alimentari in via della Spiga, nel cuore del Quadrilatero della moda di Milano - aggiunge il ceo -. Ci siamo voluti accostare al lusso inteso non tanto come prezzo, ma come qualità del prodotto. E stiamo avendo ottimi risultati. Inoltre anche nello storytelling dei nostri prodotti ci ispiriamo allo stile, ed essere basati a Firenze aiuta molto in questo senso. Abbiamo delle vere collezioni, con una narrativa molto precisa, come accade in una delle più recenti, Giardini Segreti, dove interpretiamo alcuni dei giardini più belli del pianeta: per esempio nel blend Sentiero degli Innamorati, ispirato al Tunnel of Love in Giappone, abbiamo inserito note di yuzu».

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I tè profumati sono oggi fra i più amati, soprattutto da chi si avvicina al mondo del tè per la prima volta, una community alla quale La Via del Tè dedica anche dei corsi nella sua sede, una volta al mese, sempre sold out, che si affiancano a quelli pensati per i professionisti. «Per noi il tè è anche e soprattutto cultura - prosegue Carrai -. Per questo nel nostro negozio di Palazzo Frescobaldi, a Firenze, abbiamo aperto anche una sala da tè con 60 posti, per promuovere la conoscenza del tè ma che è molto utile anche per capire i gusti della clientela. Lo serviamo all’europea, dunque espresso, alla giusta temperatura, e prima di essere servito il tea barman lo assaggia per essere certo della sua perfezione. Tuttavia non ci ispiriamo solo al mondo anglosassone, anche alla Cina, al Giappone, al Marocco, abbracciando ogni cultura del tè».

Raccolta di foglie di tè in Piemonte

Nel mondo La Via del Tè genera il 15% circa del suo fatturato di oltre 10 milioni di euro, «una percentuale che ci sorprende positivamente, perché non proponiamo un prodotto “italiano” come il vino o l’olio d’oliva. Con i nostri distributori, sempre di alta qualità, stiamo andando molto bene in Europa, negli Stati Uniti, ma anche in Paesi con una profonda cultura del tè come il Giappone e la Cina, che ci rende molto orgogliosi», aggiunge il ceo.

Eppure, nella sua costante propensione alla ricerca, l’azienda sta lavorando anche al tè italiano, grazie a una collaborazione con La Compagnia del Lago Maggiore, azienda specializzata nella coltivazione di Camellia Sinensis, la pianta dalla quale si raccolgono le preziose foglioline: a Premosello, nella Val d’Ossola piemontese, si estende infatti la prima piantagione di tè italiano (e la più estesa in Europa), che sotto le pendici del Monte Rosa e grazie al limo generoso del fiume Toce trova un contesto ideale. «La produzione è davvero di nicchia, circa 100 kg all’anno, e ha dei costi abbastanza importanti, ma è un progetto a cui teniamo molto soprattutto per il suo valore culturale - conclude Carrai -. Sarebbe bellissimo, e per noi anche una sorta di chiusura del cerchio della nostra azienda, proporre delle formule di esperienza e ospitalità legate al tè, dalla coltivazione alla degustazione. Ci stiamo lavorando».

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