Industria

La Val di Fiemme scommette sul benessere

Andamento. Il settore è in grande espansione e genera ogni anno 244 milioni di fatturato. Nasce la prima comunità alpina che investe sul turismo sostenibile

di Maria Chiara Voci

4' di lettura

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La promozione della salute e la prevenzione; lo sviluppo di un business attento alla sostenibilità ambientale, all’inclusione sociale e alla prosperità economica; un turismo che offre salubrità del cibo e degli spazi di accoglienza, cura della persona, autenticità dell’incontro con la natura e le tradizioni.

Sono gli ingredienti del progetto Fiemme Wellness Community, la prima comunità d’Italia e delle Alpi che scommette in modo consapevole sul concetto di “economia del benessere diffuso” a vantaggio di chi vive sul territorio, di chi vi soggiorna oppure di chi, pur a distanza di chilometri, usa prodotti o servizi che sposano la filosofia locale.

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Il percorso pluriennale è promosso da un gruppo informale di attori, fra cui l’Azienda per il turismo Fiemme e Cembra, quattro imprese leader che lavorano su altrettanti fronti di produzione di benessere, cioè il Pastificio Felicetti, La Sportiva, la Starpool e Fiemme Tremila e da ITAS Mutua sostenuti dalla Fondazione Fiemme Per, da un ampio tessuto di associazioni e realtà locali e da partner istituzionali, in primis la Provincia Autonoma e l’Università di Trento. L’input a investire sul “benessere” coincide con l’osservazione del contesto: nessun territorio, come la Val di Fiemme, che dal 1.111 d.c. (stando ai primi documenti) gestisce la metà del patrimonio boschivo e diversi beni civici attraverso la Magnifica Comunità, ente pubblico a tutela della proprietà collettiva dei residenti, vive nel quotidiano i valori che predica.

L’economia del benessere non è puro marketing, ma è nata in modo spontaneo come “credo” di territorio. I suoi risultati sono stato fotografati in uno studio affidato all’autorevole think-thank di The European House Ambrosetti. «Il wellbeing è un forte moltiplicatore di ricchezze e opportunità – racconta il partner Emiliano Briante -, con ricadute anche per gli altri settori economici». La filiera del wellness in Val di Fiemme conta oggi 443 imprese, per un indotto di 2.410 occupati, 243,7 milioni di fatturato e 75,6 milioni di valore aggiunto prodotto. Rispetto al 2018, la crescita di aziende e personale del comparto è stata rispettivamente del 3,7% e 8,4 e l’aumento di fatturato del 73,1% per un maggior valore aggiunto del 58,8. Dal 2014 al 2022 il fatturato della filiera è aumentato in media l’anno del 14,1% rispetto al 7,6% degli altri settori economici aggregati e il valore aggiunto generato dalla filiera è aumentato del 13,2% all’anno rispetto al 6,7% degli altri comparti. Il moltiplicatore economico della filiera sul resto dell’economia è di 2,9: per ogni euro di PIL generato direttamente dal wellness si attivano 1,9 euro su altri settori. Le imprese leader sono le prime a guidare la strada.

«Abbiamo investito per arrivare anche alla Gdo così da aprire a tutti l’accesso ai nostri prodotti creati con l’acqua che sgorga dalle sorgenti del Latemar», racconta Marialaura Felicetti, quinta generazione della famiglia che dal 1908 gestisce il pastificio, famoso per il monograno che incanta gli chef stellati. «Il nostro concetto di benessere – fa eco Francesca Eccel, Spa trainer di Starpool – punta sulla conoscenza di come devono essere impiegati saune, bagni umidi, percorsi benessere o macchinari. Non parliamo di semplice svago, ma di vero supporto per l’allenamento corporeo, la prevenzione delle malattie e il benessere dell’individuo». E ancora aggiunge Silvia Felicetti, responsabile marketing dell’impresa di famiglia Fiemme Tremila: «Il nostro parquet così come la nostra linea di arredi in legno non solo è biocompatibile, ma come ha dimostrato il CNR produce terpeni, sostanze benefiche che aiutano la salute, il rilassamento naturale e lo stare bene. La casa ci deve proteggere dalle malattie».

L’osservazione dello stato di salute della popolazione della Valle da parte di Ambrosetti parla dei risultati di una scelta di campo. Come spiega Francesco Landi, direttore del Centro Medicina dell’Invecchiamento, Università Cattolica del Sacro Cuore Roma «Non basta vivere più a lungo, ma occorre farlo in buone condizioni di salute». Secondo lo studio di Ambrosetti, sul territorio della Magnifica Comunità, gli over-65 sono il 22,8% della popolazione complessiva della Val di Fiemme, con una incidenza cresciuta del 17% rispetto al 2010. Dal 2010 al 2021 si è registrata una diminuzione del 20,9% del tasso di mortalità evitabile.

Infine, il turismo. «Con le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 all’orizzonte – spiega Luigi Angelini, responsabile della omonima società di innovazione locale che cura lo sviluppo di questa strategia – la Val di Fiemme deve compiere un’evoluzione da destinazione turistica a comunità, capace di “vendere” e trasferire ad altri quello che è il naturale modo di vivere di una collettività». L’esperienza di soggiorno guarda a nuove esperienze, perché per l’autenticità i turisti sono disposti a spendere di più. «Anche grazie alla recente collaborazione stretta con gli scienziati di Albatros, società di ricerca, progettazione e divulgazione ambientale – spiega Giancarlo Cescatti, direttore dell’Apt – abbiamo iniziato un percorso per destagionalizzare per valorizzare le peculiarità di tutte le stagioni. Ogni struttura ricettiva distribuisce agli ospiti una card che offre un programma di un centinaio di attività. Fra queste, è possibile scoprire il nostro vero patrimonio, cioè il bosco, grazie alla guida di esperti che studiano la natura e lavorano per raccontarla e creare conoscenza e consapevolezza».

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