Russia alla Biennale, Buttafuoco: spazio ai dissidenti. Giuli chiede passo indietro al rappresentante Mic
Bruxelles potrebbe togliere i fondi all’istituzione culturale veneta, ma Mosca è proprietaria di un padiglione fin dal 1914 e non ha bisogno di autorizzazioni per partecipare
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Nuovo capitolo sulla presenza di un padiglione russo alla Biennale di Venezia che ha spaccato il governo e attirato le critiche dell’Unione europa. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco, in una lettera al Foglio, ha scritto: «A proposito di uno spazio a Venezia dedicato ai dissidenti ti comunico che questo è già prossimo con ben due cantieri». La prima inizitiva servirà a «ricordare il Cinquantenario della Biennale del Dissenso di Carlo Ripa di Meana invitando cinque protagonisti di oggi sgraditi ai loro governi, rispettivamente di Usa, Israele, Cina, Russia e perfino Ue. Non faccio nomi per ovvi motivi». L’altro cantiere è “’La colonna e il fondamento di verità’’, cinque serate di e su Pavel Florenskij».
L’annuncio arriva il giorno successivo alla decisione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di chiedere «alla rappresentante del Mic nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia». Gregoretti, si leggeva in una nota del Mic, «nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024, non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione», spiega la nota del ministero.
Rappresentante Mic: «Sono serena e non ho intenzione di dimettermi»
«Sono serena e non ho intenzione di dimettermi, in quanto sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale di Venezia e dell’autonomia dell’istituzione, in base a cui i componenti del Consiglio di Amministrazione non rappresentano coloro che li hanno nominati, né a essi rispondono (Dlgs 19/98, articolo 7, comma 2)». Lo dice Tamara Gregoretti in merito alla richiesta di dimissioni che le è stata rivolta dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Salvini sul caso Biennale: «Dalla cultura messaggio di unione, nessuno escluso»
«La cultura - così come lo sport - esprime un messaggio universale di unione. Così come è stato per le Paralimpiadi tutti devono essere coinvolti, nessuno escluso. Per questo a maggio sarò felice di tornare nella splendida Biennale di Venezia». Così Matteo Salvini.
La condanna della Ue
Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva condannato la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di partecipare all’edizione 2026 della Biennale Arte di Venezia: «In Europa la cultura deve promuovere e salvaguardare i valori democratici, favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non sono rispettati nella Russia di oggi».








