La trappola dei farmaci comuni rintracciabili nei test anti droga
Il prelievo di saliva potrebbe far scattare la denuncia e multe fino a 1.500 euro
di M.Cap.
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Anche chi è in cura con farmaci piuttosto diffusi potrebbe rischiare di finire davanti al giudice penale e farsi condannare a un minimo di 1.500 euro di ammenda, sei mesi di arresto e sospensione della patente per almeno un anno (con decurtazione di dieci punti), se mentre guida venisse sottoposto a test della saliva come prevede il disegno di legge di riforma del Codice della strada. Ci sono infatti farmaci contenenti sostanze terapeutiche che hanno anche effetti psicoattivi.
A maggior ragione, avrebbe problemi chi ha effettivamente fatto uso di droghe, ma ore o giorni prima di mettersi alla guida. O chi è sotto trattamento di metadone prescritto dal Servizio sanitario nell’ambito di una terapia di disintossicazione dalla droghe. In casi estremi, poi, potrebbe capitare di risultare positivi anche solo stando vicini a chi fuma uno spinello.
È anche per questi motivi che nell’articolo 187 del Codice c’è sempre stata una precisa garanzia: non basta la sola positività, occorre che un medico certifichi che il soggetto si trova in stato di alterazione e che esso è dovuto all’assunzione delle sostanze trovate durante il test. Finora, in nome di questa garanzia, se ne sono accettati gli inconvenienti. Primo tra tutti, il fatto che la necessità della visita medica abbia molto limitato il numero dei controlli possibili e abbia moltiplicato i casi dubbi in cui il sanitario non se l’è sentita di rilasciare la certificazione (non esistono procedure uniformi di valutazione e molto dipende pure dal fatto che il test sia svolto su sangue, urina, sudore o saliva).
La riforma eliminerebbe la necessità di dimostrare lo stato di alterazione. Ciò toccherebbe non solo chi assume sostanze illegali, ma pure chi ne assume per scopi terapeutici consentiti o è sotto cura con farmaci o preparati soggetti a prescrizione medica. In questi ultimi due casi, si tratta di persone che usano su prescrizione medica le numerose sostanze con effetti psicoattivi (per esempio, benzodiazepine, sostanze oppiacee e cannabis).
Situazioni molto diffuse. Basta pensare che, dal rapporto OsMed 2022 dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) sulla spesa farmaceutica, emerge che «tra le prime 20 categorie terapeutiche di classe C con ricetta a maggiore spesa nel 2022...sei appartengono all'Atc N, di cui la metà è rappresentato da derivati benzodiazepinici (sia ansiolitici che ipnotici-sedativi) e analoghi delle benzodiazepine che si presentano, perciò, come la categoria a maggior acquisto con il 17% della spesa e il 22% delle Ddd della classe C con ricetta».



