La Terra nello spazio: nasce Earth Memory per portare casa nelle lunghe missioni
Il prototipo, che sarà a bordo della missione Axiom 5, è stato realizzato dall'Università politecnica delle Marche con l'astronauta Walter Villadei
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Un occhiale alimentato in modo indipendente e inserito direttamente nella tuta dell'astronauta, per portare nello spazio la propria casa e i luoghi cari lasciati sulla Terra. È l'idea alla base di Earth Memory, la piattaforma digitale sviluppata dall'Università Politecnica delle Marche - presentata, insieme ad altri otto progetti alla Fiera space Economy di Rimini - pensata per sostenere il benessere psicofisico degli astronauti nelle missioni di lunga durata, il “debutto” come deciso dall'Agenzia spaziale italiana sarà a bordo della missione Axiom 5
Chiedilo al Sole
Il prototipo realizzato con l'astronauta Walter Villadei
Un ET del terzo millennio che può contattare “casa” grazie ad un progetto innovativo che unisce realtà immersiva, intelligenza artificiale e patrimonio digitale per ricreare, nello spazio, i luoghi, i volti, i suoni e i rituali che rendono la Terra un luogo familiare. Il primo prototipo è stato realizzato, dall'Università Politecnica delle Marche con l'astronauta Walter Villadei. Villadei - veterano dello spazio con molte missioni all'attivo - ha contribuito alla definizione dei contenuti e delle funzionalità del sistema. Il primo dimostratore è stato realizzato con il suo apporto. “Andare nello spazio è un'emozione fortissima, ma gli astronauti hanno anche bisogno di portare con sé qualcosa della Terra: ricordi, immagini, sensazioni – ha detto Walter Villadei - Earth Memory è un esperimento, una tecnologia innovativa che mette insieme scienza, arte e conoscenza: un progetto assolutamente fondamentale che spero di portare presto nello spazio.”
Earth Memory nasce per rispondere a una delle sfide più critiche individuate dalla Nasa: isolamento, confinamento, distanza dalla Terra e vita in ambienti chiusi o ostili sono tra i cinque principali rischi del volo umano nello spazio. Con le future missioni lunari e marziane, le comunicazioni diventeranno asincrone a causa della latenza, rendendo ancora più cruciale il supporto al benessere mentale e alla coesione dell'equipaggio.
Il progetto a bordo della missione Axiom 5
“Earth Memory è un esempio concreto di come la ricerca universitaria – spiega il Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini – sia in grado di dialogare con il mondo dell'aerospazio. Il progetto consolida il posizionamento internazionale del nostro Ateneo nel campo della ricerca di qualità, capace di coniugare competenze tecnologiche e scientifiche per rispondere a sfide globali. Stiamo aprendo un campo in cui la filiera produttiva della nostra regione può fare la differenza. Non a caso – aggiunge – due delle progettualità che abbiamo al Bex sono già state selezionate dall'Agenzia Spaziale Italiana come potenziali “passeggere” della missione Axiom-5”.
Il Maindh Lab dell'Università politecnica delle Marche
Alla expo-conference la Politecnica delle Marche ha presentato altri otto progetti di ricerca da sviluppare nello spazio: dai sensori per il monitoraggio dei parametri fisiologici degli astronauti, alla coltivazione di micro-ortaggi nutraceutici, fino all'innovativo visore in grado di migliorare il benessere psicologico degli astronauti.
Brand connect
Newsletter Scuola+
La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative
Abbonati






