Questo pregiudizio vede ancora nell’automobile in quanto tale, oggi come 70 anni fa, uno status symbol da abbattere per andare tutti in bicicletta, compresi i disabili e gli anziani. È un dato di fatto che vi sono ancora automobili che sono status symbol, ma in un Paese come l’Italia che ha 26 milioni di nuclei famigliari e 40,8 milioni di vetture circolanti, vi sono 1,6 autovetture per nucleo famigliare che nella grande maggioranza dei casi sono strumenti indispensabili per vivere una vita normale e dignitosa.
Se dal mondo delle persone passiamo a quello delle aziende, l’effetto degli aumenti dei prezzi delle autovetture innescato dalla pandemia non solo è stato molto rilevante, ma è anche fortemente esaltato da un regime fiscale che è tanto vessatorio da non avere eguali nel mondo.
Lo dimostra anche il fatto che le auto acquistate da aziende nel 2023 sono state il 67,2% del totale in Germania, il 57% nel Regno Unito, il 53,4% in Francia, il 55,9% in Spagna e soltanto il 44,5% in Italia. Venendo al modo in cui la vessazione si attiva, basta considerare un confronto della situazione tra i cinque maggiori Paesi dell’Europa Occidentale per un’auto aziendale con un prezzo, Iva esclusa, di 40mila euro. Somma, questa considerata, che, con i forti aumenti degli ultimi anni, è sicuramente assai vicina a quanto occorre per disporre di un’auto aziendale in grado di assolvere la sua funzione sia sul piano dell’efficienza sia sul piano dell’immagine.
Un piano, anche quest’ultimo, che per un’azienda non è un optional ma un elemento importante di comunicazione e costruzione di una solida reputazione. E non vi è certo bisogno di esperti di marketing per capirlo. Basta guardare la realtà senza paraocchi ideologici.
Tornando al confronto, fermo il prezzo di 40mila euro al netto dell’Iva, con l’Iva in Italia il costo dell’auto che stiamo considerando sale a 48.800 euro, in Spagna siamo a quota 48.400 euro, in Francia e in Gran Bretagna siamo a quota 48.000 euro e in Germania scendiamo a 47.600. Come si vede le differenze non sono sensibili, ma il bello deve ancora venire.