La tavola perfetta per le feste: tutto ruota intorno a un’idea
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Una tovaglia firmata dagli ospiti, un centrotavola protagonista, un prezioso pezzo vintage acquistato all’asta. Il miglior modo di ricevere è apparecchiare una storia.
Il valore di una parola scritta a mano sul lino: da qui prende spunto la prima delle nostre tavole, l’altra celebra il centrotavola decorativo, forse oggi inconsueto, ma che trova declinazioni contemporanee interessanti. La terza cerca il valore di una storia celata nei pezzi d’asta, preziosi proprio per la memoria che conservano. Sono tre i modi di immaginare una mise en place, a partire da una sola idea, attorno a cui tutto il resto – piatti, bicchieri, posate, decori – ruota. Se iniziamo dalla prima, stendiamo subito una tovaglia bianca che conserva l’impronta calligrafica degli ospiti che l’hanno condivisa. Un’impronta che poi diventa ricamo, con quel gusto per il tempo che lascia un segno, ma anche del fatto a mano, del prendersi cura delle cose perché trattengono una traccia delle persone amate. Tutto ha inizio con la storia di una poetessa e scrittrice che sposa un poeta, giornalista e drammaturgo. Siamo a inizio Novecento, lei è Maria Freschi e lui Giuseppe Antonio Borgese. Dal 1915 al 1947 la loro casa e la loro tavola accolgono ospiti illustri – solo per citarne alcuni, Eleonora Duse e Igor Stravinskij, Grazia Deledda e Stefan Zweig, Benedetto Croce e Carlo Carrà, Felice Casorati e Anna Kuliscioff – e ciascuno di loro, al termine della cena, firma quella tovaglia di lino bianco, sempre la stessa. Di anno in anno, si compone la testimonianza di una generazione di intellettuali e conversazioni.
È da quell’idea di tessuto parlante che HTSI è partito per allestire una tavola delle feste interattiva e partecipativa, presentata in occasione di Tabula Rara, l’evento milanese alla Galleria di Rossana Orlandi che, fino a Natale, propone una riflessione sui modi di vivere la convivialità ed è una sorta di preludio creativo alle feste. Una tovaglia di lino bianco, dunque, realizzata su misura per HTSI da A:ure (265 euro), brand fondato da tre sorelle che recuperano gli scarti di produzione dell’azienda tessile di famiglia. Sopra, tra pezzi in peltro vintage e i Bric, i mattoni in terracotta pensati per creare strutture decorative e disegnati da Erwan e Ronan Bouroullec per Mutina, ci sono due piatti Fornasetti vintage della collezione Specialità Italiane (280 euro alla Galleria Rossana Orlandi), con la ricetta degli Gnocchi di Patate e dei Mondeghili. Il passato e il presente, il ricordo e il futuro s’intrecciano in altrettanti posti tavola, ciascuno originale e diverso dagli altri: è una cucitura coerente di mondi temporalmente distanti, eppure esteticamente affini, tenuti insieme dalla metafora del ricamo. Gli Imperial Peacock by Frank Lloyd Wright di Noritake (piatto quadrato 110 euro) sono un’anteprima: si tratta di un brand giapponese artigianale che sta per esordire sul mercato italiano e la collezione è un omaggio al maestro dell’architettura e al suo iconico Peacock artwork usato per l’Imperial Hotel di Tokyo. Al posto delle posate, la prima edizione originale, scovata nella Libreria Antiquaria Pontremoli, del libro di Bruno Munari Le Forchette Parlanti (1.900 euro). I bicchieri Smoke di Joe Colombo (256 euro la coppia) e quelli da vino roemer fumé in cristallo soffiato a bocca e intagliato a mano, Saint-Louis (480 euro l’uno). Appartengono alla collezione Tommy e, insieme ai piatti Noritake, sono protagonisti anche della copertina di questo numero. Al centro ci sono gli argenti Buccellati, della serie Nature, in particolare le ciotole piccola e media (4.850 e 7.100 euro) e il centrotavola con coperchio (34.500 euro) a forma di cavolfiore, il panettone artigianale che Fornasetti, per il sesto anno consecutivo, ha affidato al panificio Davide Longoni e ha poi proposto in una confezione ispirata all’immaginario felino di High Fidelity (135 euro), con accanto il lucido originale della ricetta del panettone usata per la stampa del piatto, ancora una volta parte della serie Specialità Italiane. Tra le palline vintage argentate degli anni Cinquanta, ne spiccano due in vetro soffiato a bocca (21 euro la coppia), decorate e dipinte a mano con l’aggiunta di cristalli di grafite e glitter, realizzate da Dagmara, una realtà artigianale polacca.
DAI DESERI VENEZIANI AI VETRI CONTEMPORANEI
Al di là dell’intento funzionale, apparecchiare una tavola importante significa creare un paesaggio, costruire un legame sottile tra i commensali coinvolgendoli in un gioco di incantato stupore. Era questo il fine dei trionfi, a Venezia deseri, elaborati centrotavola composti da vari pezzi che, dalla fine del Settecento, arricchivano le tavole dei banchetti più sontuosi. Oggi gli artisti Riccardo Monachesi e Cecilia Valli reinterpretano in una chiave ironica e surreale questo archetipo della tradizione.
















