Art de la table

La tavola perfetta per le feste: tutto ruota intorno a un’idea

di Paola Pianzola e Nicoletta Spolini

Sulla tovaglia di lino, realizzata con materiali fine serie da A:URE (265 €), centrotavola apribile, in argento collezione Nature (34.500 €) e spatoline con foglia, BUCCELLATI; bicchieri Tommy da vino roemer fumé in cristallo soffiato a bocca e intagliato a mano, SAINT-LOUIS (480 €); dietro, calice in cristallo pezzo unico Rossana Orlandi, panettone prodotto da Davide Longoni per FORNASETTI (135 €), piatti NORITAKE (a sinistra, piatto quadrato 110 €; a destra, piatto piano 89 €, piatto esagonale 69 €, piatto del pane 50 €). Palline di Natale vintage e palline in vetro soffiato a bocca, decorate e dipinte a mano con l’aggiunta di cristalli di grafite e glitter, DAGMARA (21 € la coppia). Foto di Francesca Moscheni con art direction di Nicoletta Ferrari e Fabrizia Monticelli.

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Una tovaglia firmata dagli ospiti, un centrotavola protagonista, un prezioso pezzo vintage acquistato all’asta. Il miglior modo di ricevere è apparecchiare una storia.

Il valore di una parola scritta a mano sul lino: da qui prende spunto la prima delle nostre tavole, l’altra celebra il centrotavola decorativo, forse oggi inconsueto, ma che trova declinazioni contemporanee interessanti. La terza cerca il valore di una storia celata nei pezzi d’asta, preziosi proprio per la memoria che conservano. Sono tre i modi di immaginare una mise en place, a partire da una sola idea, attorno a cui tutto il resto – piatti, bicchieri, posate, decori – ruota. Se iniziamo dalla prima, stendiamo subito una tovaglia bianca che conserva l’impronta calligrafica degli ospiti che l’hanno condivisa. Un’impronta che poi diventa ricamo, con quel gusto per il tempo che lascia un segno, ma anche del fatto a mano, del prendersi cura delle cose perché trattengono una traccia delle persone amate. Tutto ha inizio con la storia di una poetessa e scrittrice che sposa un poeta, giornalista e drammaturgo. Siamo a inizio Novecento, lei è Maria Freschi e lui Giuseppe Antonio Borgese. Dal 1915 al 1947 la loro casa e la loro tavola accolgono ospiti illustri – solo per citarne alcuni, Eleonora Duse e Igor Stravinskij, Grazia Deledda e Stefan Zweig, Benedetto Croce e Carlo Carrà, Felice Casorati e Anna Kuliscioff – e ciascuno di loro, al termine della cena, firma quella tovaglia di lino bianco, sempre la stessa. Di anno in anno, si compone la testimonianza di una generazione di intellettuali e conversazioni.

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È da quell’idea di tessuto parlante che HTSI è partito per allestire una tavola delle feste interattiva e partecipativa, presentata in occasione di Tabula Rara, l’evento milanese alla Galleria di Rossana Orlandi che, fino a Natale, propone una riflessione sui modi di vivere la convivialità ed è una sorta di preludio creativo alle feste. Una tovaglia di lino bianco, dunque, realizzata su misura per HTSI da A:ure (265 euro), brand fondato da tre sorelle che recuperano gli scarti di produzione dell’azienda tessile di famiglia. Sopra, tra pezzi in peltro vintage e i Bric, i mattoni in terracotta pensati per creare strutture decorative e disegnati da Erwan e Ronan Bouroullec per Mutina, ci sono due piatti Fornasetti vintage della collezione Specialità Italiane (280 euro alla Galleria Rossana Orlandi), con la ricetta degli Gnocchi di Patate e dei Mondeghili. Il passato e il presente, il ricordo e il futuro s’intrecciano in altrettanti posti tavola, ciascuno originale e diverso dagli altri: è una cucitura coerente di mondi temporalmente distanti, eppure esteticamente affini, tenuti insieme dalla metafora del ricamo. Gli Imperial Peacock by Frank Lloyd Wright di Noritake (piatto quadrato 110 euro) sono un’anteprima: si tratta di un brand giapponese artigianale che sta per esordire sul mercato italiano e la collezione è un omaggio al maestro dell’architettura e al suo iconico Peacock artwork usato per l’Imperial Hotel di Tokyo. Al posto delle posate, la prima edizione originale, scovata nella Libreria Antiquaria Pontremoli, del libro di Bruno Munari Le Forchette Parlanti (1.900 euro). I bicchieri Smoke di Joe Colombo (256 euro la coppia) e quelli da vino roemer fumé in cristallo soffiato a bocca e intagliato a mano, Saint-Louis (480 euro l’uno). Appartengono alla collezione Tommy e, insieme ai piatti Noritake, sono protagonisti anche della copertina di questo numero. Al centro ci sono gli argenti Buccellati, della serie Nature, in particolare le ciotole piccola e media (4.850 e 7.100 euro) e il centrotavola con coperchio (34.500 euro) a forma di cavolfiore, il panettone artigianale che Fornasetti, per il sesto anno consecutivo, ha affidato al panificio Davide Longoni e ha poi proposto in una confezione ispirata all’immaginario felino di High Fidelity (135 euro), con accanto il lucido originale della ricetta del panettone usata per la stampa del piatto, ancora una volta parte della serie Specialità Italiane. Tra le palline vintage argentate degli anni Cinquanta, ne spiccano due in vetro soffiato a bocca (21 euro la coppia), decorate e dipinte a mano con l’aggiunta di cristalli di grafite e glitter, realizzate da Dagmara, una realtà artigianale polacca.

DAI DESERI VENEZIANI AI VETRI CONTEMPORANEI

Al di là dell’intento funzionale, apparecchiare una tavola importante significa creare un paesaggio, costruire un legame sottile tra i commensali coinvolgendoli in un gioco di incantato stupore. Era questo il fine dei trionfi, a Venezia deseri, elaborati centrotavola composti da vari pezzi che, dalla fine del Settecento, arricchivano le tavole dei banchetti più sontuosi. Oggi gli artisti Riccardo Monachesi e Cecilia Valli reinterpretano in una chiave ironica e surreale questo archetipo della tradizione.

“Archè” di MONACHESI/VALLI è una composizione di blocchi in ceramica popolata da una serie di immaginarie creature scampate al diluvio. Foto Cecilia Valli

Giocata sul duplice significato di inizio (arché in greco), e sul plurale di arca, Archè è una composizione di blocchi in ceramica sulla cui superficie una serie di stralunate e immaginarie creature scampate al diluvio atterra come su tetti di piccole case. Sulla stessa lunghezza d’onda percorsa da una delicata poesia, sono le opere in vetro soffiato di Simone Crestani, che per le sue creazioni utilizza la sofisticata tecnica della lavorazione a lume. Carolina Levi, proprietaria della galleria romana Spazio Giallo, descrive così l’universo magico dell’artista veneto: «I fasti dei banchetti veneziani settecenteschi, l’incanto degli specchi e dei soffitti affrescati e la poesia degli haiku ispirano le forme soffiate da Crestani e trovano una sintesi splendente nel trionfo da tavola contemporaneo.

il centrotavola “Petali soffiati nel cielo” di SIMONE CRESTANI (18.500 €) si ispira ai deseri, elaborati centrotavola composti da vari pezzi che, dalla fine del Settecento, arricchivano le tavole dei banchetti veneziani più sontuosi. È stato esposto da Spazio Giallo a Roma. Foto Alberto Parise

Il titolo di una sua opera, Petali soffiati nel cielo (18.500 euro) allude a un trionfo che è leggerezza e poesia e porta nel presente la magnificenza dei sontuosi ricevimenti di altre epoche». Di una leggerezza quasi impalpabile è anche la qualità dell’opera Cirro di Bertozzi & Casoni, artisti che hanno rivoluzionato la presenza della ceramica nell’arte contemporanea. Realizzato in serie limitata dal Laboratorio Pesaro negli anni Novanta, questo centrotavola propone una lavorazione dove lo smalto bianco cristallizzato evidenzia la forma sottile della ceramica.

“Cirro” di BERTOZZI & CASONI (480 €), realizzato in serie limitata dal Laboratorio Pesaro negli anni Novanta, propone una lavorazione dove lo smalto bianco cristallizzato evidenzia la forma sottile della ceramica.

Il sapiente intervento gestuale operato su ogni oggetto fa di ciascun manufatto un pezzo unico (480 euro). Al centro di una tavola, lineare ed elegante, si pone anche il piatto in vetro soffiato Battuti, disegnato nel 1962 da Tobia Scarpa con Ludovico Diaz De Santillana per Venini (9.865 euro). Dalla base si allungano forme dai bordi ondulati, con trasparenze che si addensano di solchi e tracce scolpite dalla battitura alla mola dei maestri vetrai.

Centrotavola rotondo Sialk, modello grande, HERMÈS (3.750 €).

Cattura lo sguardo il piatto Sialk di Hermès (3.750 euro), che esprime tutta la bellezza del rame smaltato, lavorazione antichissima e vera prodezza artigianale: occorre padroneggiare le reazioni dei diversi ossidi e procedere a più cotture in base alla natura degli smalti e alla possibilità di giustapporli per dare forma a una straordinaria ricchezza di texture e contrasti dettati dal fuoco, dove si incontrano trasparenza e profondità, freddezza del metallo e vivacità dei colori. Sul versante del design moderno, il celebre centrotavola di Gio Ponti per Sambonet (da 350 euro) partecipa, nel fervore degli anni Cinquanta, al momento in cui il maestro, in ogni progetto, avvalorava la forma conferendole un’espressiva essenzialità. In acciaio inox, ma anche in acciaio argentato o dorato, è costituito da due coppe che, insieme, compongono un elemento quasi perfettamente sferico. Separate, le coppe possono accogliere composizioni di frutti o fiori, unendosi, costituiscono un’unica impattante architettura. Oggi come ieri, dunque, sono le scelte forti al centro a caratterizzare l’allestimento delle tavole più riuscite, quelle che si fanno ricordare non solo per l’eccellenza del menu.

DAGLI ZAR ALLA SECESSIONE VIENNESE

La tavola delle feste è un racconto straordinario se a popolarla sono oggetti provenienti dalle più prestigiose aste internazionali, con appuntamenti dedicati all’arte di allestirla. In queste occasioni, ci si può imbattere in manufatti rari e preziosi, ma anche illuminati da una storia evocativa. Nel corso di L’Art de la Table, l’evento che ogni anno celebra l’eleganza a tavola, Cambi Casa d’Aste ha proposto un prezioso servizio in porcellana di Royal Copenhagen. La storia della manifattura ancora in attività è suggestiva: nata nel 1775 per volere della regina Maria Giulia di Danimarca, nel 1868 diventa un’impresa privata, mantenendo nome e logo con la bandiera reale.

Servizio in porcellana di Royal Copenhagen proposto da CAMBI CASA D’ASTE nel corso di L’Art de la Table: realizzato nel XX secolo, si ispira al leggendario servizio Flora Danica ed è composto da 44 elementi (stima 20.000 - 38.000 €). ©Cambi Casa d’Aste

La sua fama è legata soprattutto al sontuoso Flora Danica, tra i servizi da tavola più famosi d’Europa (stima 20.000 - 38.000 euro): l’ispirazione pittorica e il nome delle porcellane derivano dai motivi floreali ripresi proprio dal Flora Danica, monumentale enciclopedia botanica danese. Commissionati nel 1789 dalla famiglia reale come dono all’imperatrice di Russia Caterina II, i 1.800 pezzi del servizio richiesero 13 anni di lavoro. Alla morte della zarina, il dono diplomatico rimase alla casa reale danese e appartiene ancora alla regina Margrethe, che lo usa per i banchetti di gala. Dal 1870, la produzione di questo manufatto riprende e viene messa in vendita al pubblico. Ed è proprio un servizio del XX secolo e composto da 44 elementi, uno dei pezzi forti dell’asta di Cambi.

Lo scorso 3 dicembre IL PONTE CASA D’ASTE durante l’asta L’arte della tavola ha battuto alcuni pezzi della prima metà del XX secolo della manifattura Richard Ginori, comprendenti parte di un servizio in porcellana con decoro Galli rossi (2.400 - 2.500 €). ©Il Ponte Casa d’Aste

Nella sua prima asta dedicata all’arte della tavola il 3 dicembre, Il Ponte Casa d’Aste ha proposto un grande centrotavola in argento di manifattura italiana della prima metà del XX secolo con il Trionfo di Galatea su un carro, arricchito da putti a tuttotondo, delfini e cornucopie. Valeria Agosto, capo dipartimento mobili, sculture, oggetti d’arte, porcellane e maioliche, argenti della casa d’aste milanese, sottolinea che la fastosità dell’opera, oltre a testimoniare l’esclusiva qualità dell’artigianato artistico italiano, consiglia la sua frammentazione in quattro lotti distinti. Alla sfarzosa opulenza del centrotavola fa da contraltare il candeliere n° 40, in legno dorato e ottone, disegnato negli anni Trenta da Josef Hoffmann, uno dei fondatori della Secessione Viennese, battuto a 5.805 sterline alla Design Auction della Casa d’Aste Phillips a Londra a novembre.

Altri lotti del XX secolo proposti da IL PONTE CASA D’ASTE durante L’arte della tavola: al centro, un centrotavola in argento raffigurante il Trionfo di Galatea su un carro, arricchito da putti, delfini e cornucopie (13.000 - 15.000 €); coppia di amorini in argento a tuttotondo su delfini (1.600 - 2.000 €), anche mentre suonano conchiglie (1.700 - 1.800 €) e poggianti su volute rocaille (2.400 - 3.000 €). ©Il Ponte Casa d’Aste

Una cena romantica e una tavola all’altezza sono lo scenario ideale per questo utensile di lineare bellezza, esposto alla mostra L’artigianato liberato, a Vienna nel 1934 e nel 1937 all’Exposition internationale des arts et techniques appliqués à la vie moderne di Parigi. Anche i calici in cristallo della collezione Véga di Baccarat si distinguono per il design contemporaneo (stima 1.000 - 1.400 euro per il set da 12 bicchieri).

Calici in cristallo colorato della collezione Véga di Baccarat, battuti da FARSETTI ARTE ricordano le forme di Brâncuși (set 12 bicchieri 1.000 - 1.400 €).

Presenti nell’asta L’Arte della Tavola dal 25 marzo all’8 aprile 2025 di Farsetti Arte, la loro caratteristica è lo stelo geometrico e trasparente caratterizzato da forme a diamante sovrapposte che ricordano i totem di Brâncuși e creano un inedito contrasto con la coppa liscia e colorata. E queste sono solo alcune delle tappe possibili di un viaggio alla scoperta della cultura dell’ospitalità, che racconta l’arte di trasformare la tavola in un palcoscenico di stile.

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