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Da oltre vent'anni la cardiologia interventistica ha vissuto una vera rivoluzione grazie alle valvole cardiache impiantate ‘senza bisturi', cioè alla TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica), una procedura mini-invasiva che consente di sostituire una valvola cardiaca malata, senza ricorrere all'intervento cardiochirurgico tradizionale. Inizialmente sviluppata per i pazienti affetti da stenosi aortica grave, non in grado di affrontare un intervento di chirurgia maggiore (per fragilità, età, comorbilità), la TAVI è si è progressivamente imposta come trattamento di riferimento per un numero sempre più ampio di persone, in tutte le categorie di rischio chirurgico.
Ma adesso ci si prepara ad un nuovo importante balzo avanti, con la possibilità di ricorrere alla procedura TAVI anche nei pazienti con insufficienza aortica grave, patologia molto più difficile da trattare con tecniche percutanee.
Il “rigurgito” (insufficienza) si verifica quando la valvola aortica, che è una sorta di “porta” unidirezionale tra il ventricolo sinistro e l'aorta, non riesce a chiudersi completamente, dopo che il ventricolo ha “pompato” il sangue nell'aorta. Ne consegue che, quando il cuore si rilassa (in diastole), una parte di questo sangue torna indietro dall'aorta verso il ventricolo sinistro, anziché proseguire verso il resto dell'organismo. Nel tempo il ventricolo sinistro è costretto a lavorare sempre di più per contenere, oltre al sangue ossigenato proveniente dalle vene polmonari, anche quello refluito dall'aorta, andando così incontro a un progressivo sovraccarico. Le cause di questa condizione possono essere diverse: alterazioni congenite della valvola, invecchiamento dei tessuti, infezioni, malattie infiammatorie o patologie che coinvolgono l'aorta. Spesso la malattia progredisce lentamente e per anni può non dare sintomi evidenti. Quando però compaiono affanno, stanchezza, ridotta capacità di svolgere attività fisica o segni di insufficienza cardiaca, la situazione diventa seria ed è necessario intervenire.
Nei pazienti con rigurgito aortico severo sintomatico non trattato, il rischio di mortalità aumenta significativamente già nei primi due anni dalla comparsa dei sintomi.
Il successo della TAVI nella stenosi aortica è legato a una caratteristica particolare di questa malattia: la presenza di abbondanti calcificazioni sulla valvola. Questi depositi di calcio offrono un valido punto di ancoraggio naturale per la protesi, che viene impiantata attraverso un catetere vascolare.