Innovazione

La super valvola che ha salvato le bollicine

Il brevetto della Gai di Ceresole Alba ha rivoluzionato il modo dell’imbottigliamento ottimizzando i tempi e riducendo l’ossidazione del vino

4' di lettura

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Da una storia lunga oltre settant’anni al rubinetto elettro-pneumatico, che ha rivoluzionato il mondo dell’imbottigliamento dei vini. La protagonista è Gai Macchine Spa di Ceresole Alba, in provincia di Cuneo, che oggi è alla terza generazione, con il dottor Giacomo e gli ingegneri Giovanni e Guglielmo. È quest’ultimo a presentarci la storia dell’azienda, le sue macchine imbottigliatrici ad elevata innovazione e le prospettive.

«Gai è nata nel 1946, fondata dal nonno Giacomo e dalla nonna Elsa. Il nonno era fabbro ma, dopo la seconda guerra mondiale, si è reinventato un mestiere gestendo un piccolo ristorante, nel quale aveva messo a punto un macchinario per imbottigliare l’acqua e il vino. È riuscito a venderne alcuni esemplari e da lì ha deciso che quella sarebbe diventata l’attività di famiglia.

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Dal 1972 l’azienda è stata poi portata avanti da mio padre Carlo e da mio zio Battista, fino al 2001 quando siamo subentrati noi figli. Siamo un’azienda di famiglia, nella quale è presente uno di noi in ogni settore, riuscendo a coniugare l’equilibrio familiare con l’impronta manageriale. Fatturiamo come gruppo 75 milioni di euro, abbiamo 315 addetti a Ceresole, 50 nella sede in Francia, che è solo commerciale e service, e 5 in quella negli Usa, che è solo di assistenza».

Il punto di forza di Gai è lo sviluppo del rubinetto elettro-pneumatico, che ha rivoluzionato il mondo dell’imbottigliamento dei vini. «Siamo nati nel mondo del vino fermo e il nostro settore di riferimento è quello delle macchine medio-piccole. L’azienda è cresciuta fino a quando, attorno al 2008/2009, la grossa crisi del settore ci ha convinto che la strada per continuare a crescere era quella di diversificare la produzione. In primo luogo con macchine a velocità sempre più elevata e, in secondo luogo, uscendo dalla nostra zona di comfort del vino fermo. Per questo nel 2013 abbiamo brevettato la valvola “Unica”, un rubinetto elettro-pneumatico di riempimento che permette di imbottigliare sia i vini fermi sia quelli frizzanti senza nessun compromesso. Questo rubinetto fa da trait d’union, andando ad aumentare la flessibilità di lavoro nelle varie soluzioni, oltre a curare in modo particolare il vino, riducendo l’ossidazione e rendendo molto semplici le operazioni di sanificazione. Abbiamo ottenuto un risultato molto apprezzato in tutto il mondo, in modo particolare per i frizzanti».

Per l’azienda di Ceresole Alba si è trattata di una scelta azzeccata. «Abbiamo avuto la fortuna di arrivare con un’innovazione radicale nel momento di sviluppo del Prosecco, che è difficile da imbottigliare per la presenza importante di gas e di schiuma difficile da trattare nel fare livello. Con questa valvola, non solo riusciamo ad avere un aumento della resa fino a un 20% in più per i vini mossi e a effettuare una regolazione livello da 25 a 100 mm raso bocca e un riempimento efficace, ma anche a imbottigliare a temperatura ambiente tra 15 e 18 gradi anziché a 0 gradi, consentendo così di avere un notevole risparmio energetico, oltre al vantaggio di mantenere il vino nel suo ciclo naturale».

Il mercato di riferimento di Gai è quello estero. «Quello italiano ha funzionato molto bene in questi anni ed è particolarmente sfidante dal punto di vista tecnico, perché tutto il mondo ci guarda e apprezza la tecnologia italiana che viene applicata e venduta ovunque. Oggi la nostra quota di export ha raggiunto il 70%, tra cui Paesi come la Francia, gli Usa e l’Australia nei quali la nostra tecnologia, estremamente flessibile e con risultati particolarmente significativi nel mondo del frizzante, è particolarmente apprezzata. Se la nostra azienda è cresciuta molto negli ultimi dieci anni, è grazie alla valvola “Unica”: abbiamo esteso questa soluzione anche alle birre, sia i grandi birrifici sia quelli artigianali ai quali forniamo una macchina ad alto contenuto tecnologico con un costo contenuto. Inoltre nel 2023 abbiamo sviluppato un ulteriore brevetto ancora più flessibile, con una valvola ibrida che consente di riempire sia a livello, per il vino, sia a volume per l’industria alimentare. In questo modo si può imbottigliare praticamente tutto, dai succhi di frutta agli spumanti, dalle birre ai liquidi leggermente viscosi, fino alle acque.

Per il futuro Gai punta ancora alla diversificazione. «Il nostro vantaggio è che progettiamo il 100% dei prodotti e realizziamo internamente il 90% dei componenti. Abbiamo un ciclo chiuso, che ci consente di riprodurre qualsiasi ricambio delle nostre macchine, un fatto non trascurabile tenendo conto che la vita media di questi macchinari è attorno ai 30 anni e che i nostri concorrenti sono assemblatori. Arriviamo da quattro/cinque anni eccezionali grazie agli incentivi di industria 4.0 e al prodotto italiano leader assoluto del settore imbottigliamento non industriale. Per il 2025 punteremo a compensare la leggera flessione del mondo del vino e continueremo a perseguire la strada della diversificazione attraverso la tecnologia che abbiamo sviluppato per imbottigliare, ad esempio gli spirits: stiamo producendo una macchina molto grande ad alta velocità per un player importante nel mondo dei superalcolici, che ha optato per Gai e sposato la nostra tecnologia».

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