La società della longevità: la lunga vita è anche una scelta di sostenibilità
In un mondo dove entro il 2050 due miliardi di persone saranno over 60, la priorità è spostare l’accento: non solo aggiungere anni, ma migliorarne la qualità.
di Alba Solaro
7' di lettura
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Ricordate questa data: 2050. Oggi sulla Terra ci sono un miliardo di persone over sessanta. Per quella data i miliardi diventeranno due: «Una persona su sei avrà più di 65 anni. Si tratta di un gigantesco cambiamento strutturale: per la prima volta nella storia dell’umanità, cinque generazioni condivideranno il pianeta», spiega Nic Palmarini, origini liguri e ora direttore, a Newcastle, del National Innovation Centre for Ageing (Nica). «Una prospettiva che ci pone una sfida: passare da una società della vecchiaia a una società della longevità». Palmarini ne ha parlato in occasione di Next Design Perspectives, il format di Altagamma dedicato agli scenari e ai progetti che mettono al centro il design e le sue potenzialità trasformative. Curato nella sua edizione 2025 – la quarta – da Marco Sammicheli a latere della XXIV Esposizione Internazionale di Triennale Milano dal titolo Inequalities, il convegno ha individuato proprio nella longevità uno dei temi cruciali per l’industria culturale e creativa con temporanea, oltre che un business promettente.
Lo ha ben sintetizzato la scrittrice Lidia Ravera (che ha esplorato il tema in Age Pride. Per liberarci dai pregiudizi sull’età, Einaudi) al recente Festival della Salute 2025: «Se partiamo dal presupposto che la vecchiaia è un buco nero nel quale cadiamo, siamo destinati a una vita infelice. Se pensiamo che fa parte della vita, va bene. Ma se siamo ancora più bravi riusciamo a pensare che è la prima volta che esiste questo territorio da attraversare tra i 65 anni e la morte: non c’è mai stato. Nessuna generazione prima della nostra ha avuto questo tempo in più, che è completamente da organizzare».
Se la vita è un viaggio, dice Ravera, «ogni età è un paese straniero. Quando arrivi sei a disagio, non parli la lingua, non conosci nessuno. E quando ti sei finalmente abituato, ti sbattono nel paese successivo. Dall’infanzia all’adolescenza, dalla giovinezza alla maturità alla vecchiaia, a cui ora si aggiungono un terzo e un quarto tempo. Gli ultimi due paesi non li ha mai attraversati nessuno. C’è da riscrivere tutto».
Che è esattamente quello che si propone di fare il Nica guidato da Palmarini: un’organizzazione globale sostenuta dal governo britannico, che studia servizi, prodotti e soluzioni avanzate per spostarci dalla silver economy alla longevity economy.
«Dobbiamo resettare il modo in cui pensiamo all’avanzare dell’età», spiega Palmarini. Who Wants To Live Forever? chiedevano i Queen in una celebre canzone. La risposta è: dipende. Chi non vorrebbe invecchiare come Iris Apfel, l’eccentrica signora dello stile newyorkese scomparsa a 103 anni dopo essere diventata modella a 97?









