La sfida per rendere l’Italia attrattiva per i giovani
Si propone un piano per valorizzare il capitale umano, superare ritardi strutturali e rilanciare la crescita
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«I giovani sono la grande risorsa del nostro Paese. Possiamo contare sul loro entusiasmo, sulla loro forza creativa», queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ultimo discorso di fine anno.
I giovani incarnano il futuro. Da loro dipende il domani di tutti noi. Per questo è essenziale averne cura: coinvolgerli, ascoltarli, condividere le loro idee e visioni, dare loro autonomia e spazio decisionale, responsabilità, riconoscere il loro valore anche come fonte di innovazione. L’Italia avrebbe tutte le carte in regola per essere uno di quei luoghi in cui i giovani scelgono di vivere, lavorare e realizzare le proprie aspirazioni. Ma, purtroppo, così non è. Purtroppo da tempo non accade ciò.
Il lavoro che il Cnel ha avviato con il primo Rapporto dedicato all’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati, che viene presentato oggi a Villa Lubin, ha questo chiaro obiettivo: fare in modo di rendere il Paese più attrattivo per i giovani nel panorama delle economie avanzate.
Non è una strategia di settore o un’iniziativa di nicchia: è la strategia dell’Italia per l’Italia.
Diventare davvero attrattivi per i giovani significa affrontare i nostri ritardi storici - culturali e economici - di cui tutti noi abbiamo grande consapevolezza diffusa, consciamente o inconsciamente, implicitamente o esplicitamente, oltre che grande responsabilità. Basta spreco di capitale umano.







