Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Da un lato proseguire, anche in funzione delle dinamiche del mercato del lavoro, nella crescita organica. Dall’altro cercare potenziali target per concretizzare operazioni straordinarie. Poi: aumentare il peso delle attività diverse dalla somministrazione di lavoro.
Sono tra le priorità di Openjobmetis a sostegno del business. L’attività, a ben vedere, lo scorso esercizio è stata caratterizzata da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato è arrivato a 583,9 milioni (+26,7% rispetto ad un anno prima). L’Ebit reported, dal canto suo, si è assestato a 19 milioni, in aumento del 23,1% sul 2016.
Di là dall’andamento del conto economico il risparmiatore è però interessato alle strategie aziendali. Una curiosità che, per essere soddisfatta, richiede dapprima di ricordare l’oggetto sociale del gruppo. L’attività principale dell’azienda, il cui titolo a Piazza Affari non è troppo scambiato e il risparmiatore fai-da-te deve quindi usare cautela, è la cosiddetta somministrazione di lavoro. Cioè: il lavoratore conclude un contratto di lavoro subordinato con il somministratore (Openjobmetis); il somministratore, a sua volta, stipula un’intesa con l’azienda/cliente che ha ad oggetto la missione del lavoratore. Il rapporto di lavoro è instaurato tra il lavoratore e Openjobmetis (obbligata alla retribuzione del “worker”). L’azienda/cliente, invece, deve pagare un corrispettivo al somministratore. Ciò detto, la società è attiva anche in altri settori: dalla ricerca e selezione del personale alla sua formazione fino all’outplacement (ricollocazione professionale per chi è in un uscita da una società).
Descritto l’oggetto sociale, quali allora le strategie del gruppo? Una priorità per l’appunto, al netto dell’obiettivo di proseguire nella crescita della somministrazione di lavoro, è incrementare l’incidenza delle altre attività. Queste attualmente, rispetto al margine industriale (primo margine), pesano per circa il 10%. Il target nel medio periodo è, anche per aumentare l’esposizione a comparti anti-ciclici, quello di raddoppiare la percentuale.
Già, ma in che modo? Una prima strada è aumentare il cross-selling. Vale a dire: non tutte le filiali propongono al cliente l’intera serie di servizi. L’intenzione è fare sì che nel momento in cui, ad esempio, viene discussa la somministrazione di lavoro si affronti il tema anche della formazione o ricerca di personale. Un più ampio portafoglio di offerta, insomma, che dovrebbe da un lato consentire la maggiore fidelizzazione del cliente; e, dall’altro, incrementare la redditività. Ma non è solo questione di cross selling e strategie organiche. L’obiettivo di aumentare l’incidenza sul margine industriale dell’”head hunting” e della formazione(l’outplacement, in questo periodo, resta per fortuna più sullo sfondo) si intreccia con un altro focus aziendale: l’M&A.