Trasporto urbano

La sfida della mobilità sostenibile riparte dalle città: Torino, Firenze e Roma alla guida del cambiamento

L’Urban Award dell’Anci fotografa un cambio di stagione premiando tre grandi città per le loro scelte di integrazione multimodale a favore dello sviluppo di metropoli sostenibili e più vivibili, proprio nel momento in. cui si riaccende il dibattito politico attorno a questi temi

di Pierangelo Soldavini

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I temi legati alla ciclabilità e alla sicurezza della mobilità lenta sono tornati negli ultimi giorni all’ordine del giorno del dibattito politico, in ambito locale, ma anche a livello nazionale, dimostrando la grande rilevanza di queste questioni per il futuro delle città. I frequenti incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni e le discussioni dai toni accesi su singole scelte infrastrutturali o di limitazione della velocità riaprono la riflessione sulle scelte urbanistiche e, a dispetto di divisioni troppo spesso condizionate da eccessi polemici e scelte ideologiche, contribuiscono ad alimentare il dibattito sulla mobilità urbana in una logica di sviluppo e sostenibilità.

Un segnale rilevante in questo senso viene dall’Urban Award che, per la prima volta nella sua storia, ha visto il podio interamente occupato da tre grandi città. Il premio, promosso dall’Anci con l’obiettivo di valorizzare le migliori pratiche di mobilità sostenibile nei comuni italiani, ha visto infatti sul gradino più alto Torino, seguita da Firenze e Roma.

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Con queste scelte, Urban Award fotografa quest’anno un vero e proprio cambio di stagione: il boom di candidature da parte delle grandi città indica che la mobilità urbana sostenibile è diventata ormai una priorità trasversale, capace di unire pianificazione, tecnologia, educazione e qualità della vita.

Torino, Firenze e Roma dimostrano, infatti, che anche nelle metropoli italiane, spesso considerate troppo complesse e immobili, è possibile un cambiamento di passo per poter ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria e restituire spazio alle persone con politiche pubbliche concrete, premianti e ben coordinate. Incentivi chilometrici, ciclabili universitarie, regolamenti sulla sharing mobility, bonus digitali, pedonalizzazioni e rigenerazione urbana: sono solo alcune delle azioni che hanno permesso ai tre grandi capoluoghi italiani di scalare il podio della sostenibilità in una logica di integrazione multimodale della mobilità che sia al servizio delle persone e della qualità della vita.

La giuria ha volute così premiare non solo l’innovazione tecnica e infrastrutturale, ma anche l’impatto reale sui comportamenti, il coinvolgimento delle comunità locali, la coerenza delle politiche e la capacità di fare sistema tra Tpl, ciclabilità, incentivi e rigenerazione. Accanto ai tre vincitori, due menzioni speciali: Palermo, altra grande città che sperimenta un modello originale fondato su gioco, scuola e spazio pubblico premiata dal riconoscimento dello sponsor Intesa Sanpaolo, e Noceto, unico piccolo comune premiato, che ha fatto della mobilità dolce una buona pratica stabile e partecipata, radicata nel tempo.

“Per anni abbiamo visto i piccoli comuni fare da apripista, dimostrando che la mobilità sostenibile è possible - commenta Ludovica Casellati, ideatrice di Urban Award -. Oggi, finalmente, anche le grandi città sono protagoniste. Torino, Firenze e Roma ci dimostrano che le metropoli italiane non sono condannate al traffico e allo smog: possono cambiare, con visione, strumenti concreti e coraggio politico. Questi progetti non sono solo interventi tecnici, ma vere e proprie trasformazioni culturali che mettono al centro le persone, la qualità della vita e il futuro delle nostre comunità urbane”.

Torino si aggiudica il primo premio per aver costruito una rete di mobilità dolce articolata su infrastrutture solide, spazi pubblici rigenerati e coinvolgimento attivo della cittadinanza. Il cuore dell’intervento è rappresentato da 15 km di “ciclabili universitarie”, otto assi che collegano le principali stazioni ferroviarie con i poli accademici, realizzati grazie a un cofinanziamento del Pnrr di circa 4 milioni di euro. A questo si unisce la pedonalizzazione di piazza Maria Ausiliatrice e aree car free realizzate davanti a tre istituti scolastici, trasformate in vere e proprie piazze scolastiche con pavimentazioni drenanti, arredi urbani e percorsi protetti per l’ingresso e l’uscita degli studenti.

Firenze riceve il secondo premio per aver saputo orientare in modo efficace e inclusivo i comportamenti quotidiani di mobilità, con incentivi economici, dati misurabili e strumenti digitali. Il progetto “Pedala, Firenze ti premia” ha coinvolto migliaia di cittadini e studenti con oltre 3,3 milioni di km pedalati, 359mila euro di incentivi erogati e oltre 500 tonnellate di CO₂ risparmiate. Il sistema si basa sulla piattaforma Pin Bike, che certifica i tragitti e assegna premi mensili ai ciclisti abituali.

Roma conquista il terzo premio grazie a una trasformazione strutturale della mobilità condivisa, avviata con il nuovo regolamento comunale 2023. L’obiettivo: ridurre il disordine e gli squilibri territoriali del passato e trasformare bici, monopattini e car sharing in strumenti complementari al trasporto pubblico locale. Il risultato è una rete più ordinata e accessibile: meno mezzi concentrati nel centro storico, più disponibilità in periferia, più integrazione con le stazioni del trasporto pubblico. Una svolta che ha già prodotto 11,1 milioni di noleggi in un anno e un risparmio stimato di 5.900 tonnellate di CO₂.

Proprio la capitale è una dimostrazione di quanto questi temi possano diventare divisive e fonte di aspro scontro laddove prevale lo scontro politico e ideologico: domenica 16 novembre, nella giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, Fratelli d’Italia invita i romani a sfilare in auto lungo le principali vie della città, con un’iniziativa che ha scatenato aspre polemiche.

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