Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Vittorio Carlini
6' di lettura
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Digitalizzare la rete. Poi: da un lato consolidare il settore della distribuzione grazie alle gare sul gas e l’M&A; e, dall’altro, investire sulla crescita organica. Ancora: realizzare maggiori efficienze operative. Sono tra le priorità di Italgas, indicate nel piano d’impresa 2017-2023, a sostegno del business. L’attività, nel primo trimestre del 2017, ha visto fatturato e redditività in rialzo. Al di là dei numeri di bilancio il risparmiatore è tuttavia interessato alle strategie di sviluppo. Tra queste il business plan prevede, sul fronte organico, investimenti per circa 3 miliardi.Capex ingenti a seguito dei quali la Rab consolidata dovrebbe, nell’arco di piano, crescere ad un tasso medio annuo di circa l’1,4% rispetto ai 5,7 miliardi di fine 2016.A fronte di simili investimenti può sorgere il dubbio che il debito netto possa aumentare. Italgas non condivide l’obiezione. In primis, è l’indicazione, i Capex per la crescita organica e lo stesso dividendo sono previsti essere finanziati dai flussi di cassa operativa. Inoltre, dice sempre Italgas, il debito netto deve considerarsi in riferimento alla crescita aziendale. Così rileva il suo rapporto con la Rab. Ebbene questo da un lato, a fine 2017, è previsto intorno al 62%. E, dall’altro, nell’arco di piano è stimato non oltre il 65%. Valori che Italgas considera di tranquillità. Quindi la società non vede alcun problema.
Digitalizzare la rete e, quindi, il business. Poi: da un lato consolidare il settoredella distribuzione grazie alle gare sul gas e l’M&A; e, dall’altro, investire sulla crescita organica. Ancora: realizzare maggiori efficienze operative. Sono tra le priorità di Italgas, indicate nel piano d’impresa 2017-2023, a sostegno del business.
L’attività, nel primo trimestre del 2017, è stata contraddistinta dal rialzo di fatturato e redditività. I ricavi si sono assestati a 281 milioni in aumento del 9,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. Il Mol, dal canto suo, è stato di 193 milioni (+19,9%) mentre l’utile netto ha raggiunto i 72 milioni (+16,1%). Il rapporto tra Ebitda e ricavi, infine, è arrivato al 62,68%. Al di là dei singoli numeri di bilancio il risparmiatore è tuttavia interessato alle strategie di sviluppo aziendale. Queste, nelle loro linee principali, sono per l’apppunto indicate nel business plan recentemente presentato al mercato.
Il piano prevede, sul fronte organico, investimenti cumulati per circa 3 miliardi. Di questi intorno a 800 milioni sono appannaggio del cosiddetto «smart metering» e altri circa 200 sono indirizzati sulla digitalizzazione vera e propria della rete. È chiaro che, tra i due impegni, c’è un legame. Un fil rouge il quale, tra le diverse interpretazioni, può essere visto anche, e soprattutto, come salto tecnologico per il gruppo.
I contatori «intelligenti» (entro il 2018 il tasso di sostituzione degli analogici mass market sarà al 52% per arrivare, poi, ad averli tutti «smart» nel gruppo entro il 2020) permettono, ad esempio, la trasmissione dei dati sui consumi. Un «news flow» atteso, grazie ai futuri sensori lungo le pipeline, sulla stessa rete.