La transizione verso la crittografia post quantistica parte da una mappa che imprese e organizzazioni ancora non possiedono. Una ricognizione difficile da realizzare, perché i sistemi crittografici che proteggono i dati non sono localizzati in un unico punto. Sono, piuttosto, inseriti in infrastrutture IT distribuite, stratificati in anni di aggiornamenti, gestiti da fornitori diversi e operativi su singole applicazioni o processi specifici, che spesso coinvolgono funzioni separate.
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I passi necessari
«Oggi – spiega Stefano Cazzella, Cto di Sopra Steria Italia – nessuna organizzazione ha un inventario centralizzato nel quale siano presenti tutti gli asset crittografici che utilizza. Il primo passo da fare è quindi disegnare questa mappa, indispensabile per poter realizzare un’analisi dei rischi e pianificare per tempo la transizione».
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Sopra Steria – gruppo europeo con 51mila dipendenti in 30 Paesi e 5,6 miliardi di ricavi nel 2025 – lavora proprio su questo terreno: trasformare la minaccia post quantum in un percorso governabile. Il punto non è soltanto sostituire parte degli attuali algoritmi di crittografia a chiave pubblica, come RSA, con soluzioni resistenti ad attacchi quantistici, ma innanzitutto capire in quali processi aziendali questi algoritmi sono usati, quali certificati proteggono, quali flussi coinvolgono, dove passano le comunicazioni più sensibili, quali dati devono restare riservati più a lungo. Servono strumenti che analizzino il codice, scanner di rete per rilevare protocolli e traffico, ricognizioni sui server per individuare i certificati e il loro livello di protezione.
Se l’obiettivo è chiaro la strada per raggiungere il risultato non è sempre la più breve. Il percorso si articola in più fasi: si parte dalla definizione del perimetro da analizzare, si passa alla valutazione del rischio, si traccia una roadmap di migrazione. «Solo a questo punto si possono implementare le prime azioni, partendo da servizi prioritari o singole applicazioni e testando le implementazioni dei nuovi algoritmi e la loro compatibilità con i sistemi esistenti», aggiunge Cazzella.
C’è poi un secondo livello su cui opera la transizione verso organizzazioni quantum safe. Oltre al filone della crittografia post quantistica, basata su algoritmi di cifratura a prova di computer quantistici eseguibili su infrastrutture tradizionali, c’è quello delle comunicazioni quantistiche e in particolare della distribuzione quantistica delle chiavi (Quantum key distribution): un metodo di comunicazione sicuro che sfrutta le leggi della fisica quantistica per scambiare una chiave crittografica tra due utenti in modo che sia impossibile da intercettare senza essere scoperti.
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«La Quantum key distribution permette a due interlocutori di accorgersi se la chiave scambiata sia stata intercettata. In quel caso non la utilizzano e procedono a organizzare un nuovo scambio», spiega Cazzella. È un campo diverso da quello della crittografia post quantistica, ma che diventerà complementare soprattutto nelle comunicazioni ad alta criticità del settore spaziale, con applicazioni che vanno dai servizi digitali sicuri e sovrani alla protezione delle infrastrutture critiche. Proprio per rafforzare la presenza del gruppo in questo ambito, Sopra Steria ha recentemente acquisito Nexova e Starion. Quest’ultima, in particolare, è una società con forti competenze nelle comunicazioni quantum safe, con applicativi che combinano la crittografia post quantistica con la Quantum key distribution in scenari di scambio di chiavi via satellite. In questo caso, la tecnologia quantistica non è più una minaccia, ma diventa uno strumento per proteggere comunicazioni critiche nello Spazio.
Le sperimentazioni
Del resto, per progettare infrastrutture pronte per l’era del quantum è necessario conoscere come funziona il calcolo quantistico. Anche utilizzandolo e applicandolo per ottimizzare o risolvere problemi industriali in ambienti reali. Con questa visione, a fine 2025 Sopra Steria ha testato il calcolo quantistico su un problema di rete ferroviaria in collaborazione con Sncf, la società pubblica che gestisce le ferrovie in Francia. Obiettivo: ottimizzare i viaggi di 38 treni gestendo vincoli di capacità, flussi passeggeri e costi operativi. «Le sperimentazioni condotte mostrano la possibilità di migliorare i margini operativi dal 2 all’11%, mantenendo invariata la copertura della domanda», racconta Cazzella.
Nel campo delle telecomunicazioni, l’azienda ha poi impiegato il calcolo quantistico per sviluppare, insieme a Telefónica e Azure Quantum, un gemello digitale per ottimizzare la pianificazione della rete mobile in Germania. Ancora più di frontiera il progetto sviluppato con l’Agenzia Spaziale Francese (Cnes) su lanciatori satellitari: in questo caso, un algoritmo ibrido classico-quantistico è stato sperimentato per ottimizzare la traiettoria di un razzo. Il software è stato prima confrontato con una soluzione classica, poi testato su un emulatore e infine eseguito su un computer quantistico IBM da 127 qubit.
L’obiettivo di queste sperimentazioni è duplice: da una parte, costruire le competenze per capire per quali compiti i computer quantistici potranno essere utili; dall’altra, comprendere come preparare le infrastrutture che dovranno resistere ai loro attacchi.
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