Falchi & Colombe

La rotta della Bce e l’importanza di parole trasparenti

di Donato Masciandaro

Fabio Panetta. (Imagoeconomica)

3' di lettura

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Il Governatore Panetta ha indicato una rotta: essere più allodole e più colombe. Cosa faranno i falchi e gli usignoli di Francoforte: si travestiranno da piccioni? Il punto di partenza è immaginare che la Bce sia una nave, che il suo consiglio – impersonificato dalla Lagarde – rappresenti il comandante, e che la politica monetaria sia la rotta migliore da scegliere. Di questa nave, la caratteristica cruciale è che la rotta sarà quella ottimale se una condizione necessaria verrà soddisfatta: l’equipaggio deve essere pienamente convinto che quella del comandante sia davvero la scelta giusta. L’equipaggio della metafora, nella realtà, è rappresentato dalle famiglie, dalle imprese e dai mercati dell’area Euro. Il termometro che misura la loro convinzione sono le aspettative.

Ma se le aspettative sono cruciali, allora diventa fondamentale quello che il comandante dice e fa. Le parole sono la direzione futura della rotta, cioè quanto il comandante dice sul percorso futuro dei tassi. I fatti sono la velocità di crociera, che può essere nulla, in accelerazione, o in frenata, se la decisione della Bce è quella di avere un atteggiamento neutrale, restrittivo, o espansivo.

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La recente lezione tenuta dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, ci aiuta a comprendere perché la prossima riunione di quel consiglio a Francoforte potrà essere importante, sia per quanto riguarda la direzione che la velocità della rotta monetaria.

Riguardo la direzione, in generale il consiglio di una banca centrale deve fare una scelta intermedia tra due strategie opposte. La prima strategia è quella della trasparenza massima, o della regola flessibile, caratterizzata dal cosiddetto effetto Ulisse. La banca centrale annunzia e si impegna a seguire un dato percorso futuro dei tassi, sempre sottolineando che in presenza di novità macroeconomiche rilevanti, il percorso annunziato verrà coerentemente corretto. È quello che fanno le banche centrali di Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia rispettivamente dal 1995, 2005 e 2007. Lo facevano prima della Grande Crisi Finanziaria, hanno continuato a farlo anche dopo. L’annunzio vincolante, ancorché flessibile, diventa una bussola per l’equipaggio; se l’equipaggio ci crede, fa quello che il comandante spera. La nave va nella direzione auspicata.

La seconda strategia è quella della trasparenza nulla, o della completa discrezionalità, contraddistinta dall’effetto Delfi. La banca centrale non dice nulla sul futuro. In assenza di informazioni, l’equipaggio deve fare congetture, interpretare, peggio ancora indovinare. Come per l’oracolo, le congetture possono essere omogenee o eterogenee, giuste o sbagliate. Più le congetture sono eterogenee e/o sbagliate, più l’incertezza aumenta: la banca centrale diventa un galleggiante, che può amplificare l’instabilità macroeconomica. La Bce, dal 2022 ad oggi, ha assunto una politica vicina a questo estremo, basata su due pilastri delle decisioni “riunione per riunione” e dei “dati disponibili”.

Su questo punto, le parole del governatore Panetta possono essere lette come una svolta: è arrivato il momento di cambiare strategia, ricalibrandosi verso gli annunzi monetari. Più trasparenza: utilizzando la metafora shakespeariana, essere più allodole, e meno usignoli.

Riguardo invece alla velocità, finora la Bce ha avuto un atteggiamento restrittivo, anche se – ci risiamo – ambiguo, perché l’atteggiamento di una banca centrale è chiaro se essa fornisce il metro rispetto a cui un certo livello dei tassi può essere valutato. Anche riguardo alla rotta, il governatore Panetta ha espresso una visione che si può così sintetizzare: occorre cambiare postura, andando verso la neutralità, e se serve, verso un atteggiamento – leggi: livello dei tassi – espansivo. Utilizzando la metafora che dà il titolo a questa rubrica, occorre essere più colombe, e meno falchi.

Cosa accadrà a Francoforte? Riguardo alla direzione, la maggioranza sarà ancora di usignoli? Riguardo alla velocità, ci sarà ancora una prevalenza di falchi? Una cosa si può auspicare fin da ora: che non ci siano usignoli, o falchi, o “usi-falchi”, che si travestano da piccioni. I piccioni sono quei banchieri centrali che, per ragioni ideologiche, o psicologiche, amano lo “status quo”, quindi rinviare. Il rischio che questa volta compaiano piccioni è alta. Le argomentazioni di Panetta, sia sulla direzione che sulla velocità, sono robuste. Usignoli o falchi, a corto di argomenti, potrebbero dire: “Sì, ma non ora”. Un comandante che rinvia, pur di non decidere, Dante lo sbatterebbe tra gli ignavi. Come dargli torto?

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