La Romania avvia la chiusura della centrale nucleare per il basso livello del Danubio
Il livello critico del Danubio impedisce il funzionamento degli impianti nucleari
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La Romania ha avviato la chiusura completa della sua unica centrale nucleare dopo che il livello dell’acqua del Danubio, utilizzato per il raffreddamento dell’impianto, ha raggiunto un minimo storico, ha dichiarato la compagnia nazionale per l’energia nucleare.
Chiedilo al Sole
Nuclearelectrica aveva già spento il mese scorso uno dei due reattori della centrale di Cernavoda, e anche il secondo ha dovuto essere spento “a causa del significativo e continuo calo del livello dell’acqua del fiume Danubio”, si legge in un comunicato.
Romania il 3 agosto ha deviato corso Danubio per salvare centrale nucleare
L’esercito rumeno ha adottato misure senza precedenti per incrementare i flussi d’acqua verso l’unica centrale nucleare del Paese, facendo esplodere il 3 agosto 2026 una formazione rocciosa nel Danubio. L’esercito ha utilizzato 180 chilogrammi di esplosivo in un’esplosione controllata per rimuovere una roccia che restringeva un ramo del fiume, ha detto ai giornalisti il ministro della Difesa ad interim Radu Miruta. L’obiettivo era quello di reindirizzare l’acqua nel canale principale che alimenta l’impianto per evitare lo spegnimento del reattore rimanente. Invano.
Il paese del Mar Nero aveva già chiuso uno dei suoi due reattori presso la stazione di Cernavoda poiché i bassi livelli dell’acqua nel Danubio dovuti alla siccità impediscono un adeguato raffreddamento delle apparecchiature.
Il calo della produzione di energia ha spinto il governo a chiedere alle aziende e ai cittadini di ridurre i consumi: i due maggiori produttori di automobili del Paese, Dacia e Ford Otosan di Renault SA, hanno già interrotto la produzione fino alla fine di agosto, ha affermato il primo ministro ad interim Ilie Bolojan.







