Tendenze

La ripresa sostenibile dei viaggi d’affari, business da 17 miliardi

Il noleggio auto e i pernottamenti nelle strutture alberghiere sono i segmenti del business travel che registrano i tassi di crescita più elevati

di Alberto De Pasquale

Ripartenza. Il business dei viaggi d’affari è tornato ai livelli del periodo pre-Covid

4' di lettura

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Messa alle spalle la crisi, ora i viaggi d’affari sembrano tornati a livelli molto vicini a quelli del 2019. Lo segnala il Business travel trend elaborato dal Gruppo Uvet, tra i leader di servizi per viaggi leisure e del mobility management in Italia. Per misurare lo stato di salute del settore dei viaggi di lavoro, l’analisi mette a confronto la situazione attuale proprio con quella del 2019, ultimo anno ritenuto “ordinario”, prima della pandemia. Se il 2019 è considerato valore 100, lo scorso ottobre il dato progressivo registrato dal Business travel trend è stato di 92, in linea con il 93 di settembre 2023 e molto vicino ai valori pre-pandemia. L’analisi, su base mensile, prende in considerazione le informazioni fornite da un campione di cento aziende di grandi e medie dimensioni, tra cui dieci gruppi internazionali da oltre cinquemila addetti. Un indicatore da tenere d’occhio con attenzione, anche perché lo scorso anno il business travel ha fatto registrare oltre 17 miliardi di euro di spesa complessiva, pari a quasi l’1% del Pil italiano nel 2022. Scendendo nel dettaglio, i settori del business travel più in crescita sono il noleggio auto e i pernottamenti, che a ottobre 2023 hanno fatto registrare valori di spesa, rispettivamente, di 128 e 126 al confronto con il 2019. Mentre restano più indietro treni e voli, per i quali si continua a spendere meno al confronto con il pre-pandemia, con valori che oggi non vanno oltre il 55 e il 74 rispetto al 100 del 2019.

Tuttavia, la progressiva ripresa dei viaggi di lavoro deve rispettare esigenze di sostenibilità sempre più stringenti e ambiziose. Secondo un sondaggio della Gbta (Global business travel association), condotto tra 863 professionisti del business travel di tutto il mondo, oggi il 92% di chi viaggia per lavoro afferma che la sostenibilità è una priorità per la propria azienda, (nel 2022 lo dichiarava l’89% degli intervistati). L’attenzione verso la sostenibilità oggi significa principalmente monitoraggio della CO2 emessa e attuazione di strategie per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Infatti, il controllo delle emissioni è di gran lunga la principale pratica messa in atto dai travel manager: oggi lo fa il 64% di loro, contro il 55% nel 2022.

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Unendo i puntini, è facile capire quale sia la direzione verso cui si sta andando: più attenzione all’impatto ambientale, maggiore utilizzo di soluzioni digitali, flessibilità. Lo hanno capito bene alcuni fleet e mobility manager che gestiscono e organizzano la mobilità aziendale di realtà all’avanguardia in Italia, distinguendosi per approcci impegnativi nell’immediato, ma che promettono di ripagare i sacrifici nel lungo periodo. E che stanno regalando soddisfazioni già oggi. Ne hanno parlato a Bologna, in occasione di Fleet manager academy, evento di riferimento per chi si occupa di mobilità aziendale in Italia.

Loro Piana, eccellenza internazionale nella lavorazione del cashmere, ha da tempo intrapreso un ambizioso piano di rimodernamento della propria flotta, che prevede un frequente ricambio della car list, su base semestrale. Il continuo rinnovamento del parco auto ha permesso di tagliare fuori la quasi totalità dei veicoli diesel e a benzina, con l’eccezione di pochi mezzi di servizio. Ma, oltre a virare verso modelli a basse o zero emissioni, la strada verso la maggiore sostenibilità passa anche dal fornire al personale mobile dell’azienda soluzioni pratiche, che semplifichino l’esperienza di viaggio quotidiana. Sembra scontato, ma non lo è. Loro Piana ha fornito ai dipendenti una carta carburante convertita per essere utilizzata anche per la ricarica elettrica alle colonnine pubbliche. Senza costi per i dipendenti. Una scelta che comporta sforzi da parte dell’azienda, ma che esprime un impegno e una visione di lungo periodo. «Ed è sicuramente un bel benefit e anche un grande incentivo a passare all’elettrico», conferma Andrea Farmakakis, Head of facility & fleet management di Loro Piana.

Incentivi alla sostenibilità sui quali ha cercato di far leva anche Michele Polazzi, Buyer & Facility management specialist CirFood, tra le principali imprese italiane per la ristorazione organizzata. Operare in questo settore comporta la produzione massiccia di olio vegetale esausto. Fino a 80 tonnellate all’anno, che CirFood, in partnership con Hera ed Eni, riesce a impiegare come componente per la produzione dell’HVOlution, l’Hydrotreated vegetable oil (Hvo) di Eni, un biodiesel ottenuto al 100% da materie prime rinnovabili. «Non ci è bastato installare colonnine di ricarica nella nostra sede centrale, utilizzabili dai dipendenti facilmente tramite tessera o app, anche per uso personale a tariffa agevolata – spiega Polazzi – . Contribuire alla produzione del biodiesel grazie ai nostri scarti inorgoglisce le persone dell’impresa, perché percepiscono il valore, ai fini di un discorso legato alla sostenibilità e all’economia circolare, di utilizzare un carburante che deriva in un certo senso anche dalla loro attività».

Anche per la mobilità aziendale di Bper Banca l’obiettivo sostenibilità significa facilità e libertà di utilizzo, a zero emissioni. Oltre a un serrato programma di conversione della flotta aziendale, con un deciso passaggio all’ibrido, dal mild al full hybrid, il gruppo bancario ha puntato, in collaborazione con Elettra car sharing, su un servizio di car sharing aziendale 100% elettrico, con 150 veicoli utilizzabili a Genova e dintorni, noleggiabili tramite app e utilizzabili a flusso libero. «Consente una libertà di movimento equiparabile a quella dei mezzi pubblici, quindi con transito libero nelle Ztl e nelle corsie riservate a mezzi pubblici e sosta gratuita nelle Aree blu – dice Gianluca Fontana, Fleet manager di Bper Banca –. Stiamo valutando di introdurre il servizio anche in Emilia-Romagna, a Modena. La soddisfazione di chi lo utilizza è alta». In un anno e mezzo dal lancio del servizio i 150 veicoli hanno percorso 1,5 milioni di chilometri, permettendo una riduzione di emissioni stimata in 165 tonnellate di CO 2.

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