La riforma fiscale per le imprese che punta ad accelerare la crescita
di Robert J. Barro
8' di lettura
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Ora che il pacchetto della riforma fiscale varata al Senato deve essere armonizzato con la versione già approvata dalla Camera, molti negli Stati Uniti e nel mondo si chiedono quale impatto avrà la normativa sull’economia americana. E soprattutto in che modo inciderà sulle prospettive di crescita a lungo termine del Paese. Per rispondere a questa domanda, vorrei focalizzare la mia attenzione su tre probabili cambiamenti relativi alla tassazione delle imprese.
Il primo riguarda la riduzione della principale aliquota fiscale sugli utili delle grandi società che passa da 35% al 20%. (le grandi società, diversamente dalle piccole aziende, vengono tassate separatamente dai proprietari). Il secondo riguarda la sostituzione dell’attuale sistema di ammortamenti per le nuove attrezzature con la deducibilità immediata del 100%. Il terzo, il periodo di ripresa per la maggior parte delle strutture aziendali non residenziali, come gli edifici a uso ufficio, deve essere ridotto da 39 a 25 anni.
Nella proposta di legge finale, la totale deducibilità delle attrezzature potrebbe scadere dopo cinque anni, anche se il Congresso potrebbe estendere tale disposizione. La mia analisi tratta i tre cambiamenti chiave nella tassazione per le imprese come permanente. Se invece le aziende considerassero la disposizione della deducibilità come temporanea, gli effetti sugli investimenti per le attrezzature sarebbero probabilmente accelerati per trarre vantaggio dal più favorevole trattamento offerto nell’arco di cinque anni.
Un duplice approccio
Mi avvalgo di due approcci complementari per stimare gli impatti sugli investimenti e sulla crescita economica. Il primo metodo parte dalla valutazione degli effetti degli emendamenti della legge fiscale sui costi (ossia sui costi degli utenti) che le aziende aggiungeranno agli investimenti per attrezzature e strutture. Poi procedo con una stima delle risposte a lungo termine del coefficiente capitale/lavoro rispetto ai cambiamenti nei costi degli utenti. Questo approccio è stato lanciato da Mervyn King, prima del suo incarico di governatore della Bank of England, e da Don Fullerton nel libro del 1984 The Taxation of Income from Capital: A Comparative Study of the United States, the United Kingdom, Sweden, and West Germany .
Una volta compreso come cambia il coefficiente capitale/lavoro, è immediato valutare come cambia nel lungo termine il Pil pro capite reale (depurato dell’inflazione). Gli effetti a breve termine si possono dedurre dall’uso delle precedenti stime dei tassi di convergenza associate alla crescita economica. I risultati possono essere espressi come incrementi dei tassi medi di crescita del Pil pro capite reale nel periodo di dieci anni previsto dalla normativa.


