Punto di vista

La ricetta per vivere bene? Per Aneeth Arora basta regalarsi abbracci e sorrisi

La stilista del brand indiano p é r o ama i tessuti vintage e i viaggi nel Gujarat. Ma sono le bambole ad appassionarla di più, da Hello Kitty ai fratelli Raggedy.

di Giulia Crivelli

Aneeth Arora, mente creativa del brand di moda sostenibile p é r o, distribuito in tutto il mondo, è tra le stiliste più stimate dell’India.

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I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE In realtà è uno solo: comfort. So che non è facile tradurre in italiano questa parola, che potremmo definire un false friend, uno di quei termini inglesi apparentemente simili a un equivalente nella vostra lingua, ma che in realtà contengono più sfumature. Per comfort intendo uno stato, esteriore e interiore, di calma, certo, ma anche di tranquilla sicurezza e assenza di stress.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il team di P É R O a New Delhi.

LE MIE ICONE DI STILE Gli uomini che si incontrano nelle zone rurali di Rajasthan, Gujarat e Sindh, una risposta che si collega a quella sui segni distintivi del mio stile e in un certo senso la completa. Guardo questi uomini e penso che non abbiano fatto alcuno sforzo nel vestirsi, scegliendo abiti e accessori che, come per magia, sembrano perfetti per loro e su di loro. Il Rajasthan è il più grande tra gli stati che compongono l’India, l’ottavo in termini di popolazione, e la capitale, Jaipur, è chiamata anche “città rosa” per il colore predominante delle sue abitazioni, e forse non è un caso che il nome del mio marchio, p é r o, nella lingua principale del Rajasthan, il marwari, significhi indossare. Il Gujarat confina con il Rajasthan, ma è uno stato più piccolo, il più occidentale dell’India e nel centro urbano di Ahmedabad si trova The Calico Museum of Textiles, dove sono esposte stoffe indiane antiche e moderne. La regione del Sindh infine confina con Rajasthan e Gujarat, ma è una delle quattro del Pakistan, un Paese con il quale l’India condivide molte tradizioni e culture tessili (calicomuseum.org; Gauri Gill è tra i fotografi che meglio raccontano le comunità rurali del Rajasthan, stampe fotografiche da 8mila a 20mila €).

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LA VISTA CHE MI ISPIRA I sorrisi sui volti delle persone. Un tema che torna continuamente nell’universo del marchio p é r o: su ogni pacco che spediamo ai negozi con i quali collaboriamo nel mondo c’è un grande adesivo tondo bianco e rosso sul quale c’è scritto Warning: Opening this package will cause extreme happiness (Attenzione: aprire questo pacco scatenerà estrema felicità, ndr) e il messaggio è suggellato da un piccolo cuore. Insieme alla felicità ci saranno, sui volti di chi apre il pacco arrivato dall’India, sorrisi, credo e spero, sempre.

L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPAREREI MAI L’amore. So bene che non si tratta di un oggetto, ma il fatto è che non sviluppo attaccamento alle cose. Sono le emozioni a generare questo legame, a tenermi strette a loro e dalle quali non voglio separarmi. E in cima a tutte le emozioni che provo c’è l’amore, tema e parola che ricorre sempre nelle collezioni p é r o fin dall’inizio.

L’ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO E AMATO Un tessuto vintage su Etsy.com: è una piattaforma davvero incredibile, dove è possibile perdersi alla ricerca, ad esempio, di tessuti o manufatti tessili. Se si inseriscono le parole chiave “vintage textile” o “vintage indian textile” si trovano migliaia e migliaia di siti e la cosa che mi piace di più è che molti sono piccoli negozi o laboratori artigianali (la mostra Global Threads: India’s Textile Revolution, al Bowers Museum di Santa Ana in California, si è chiusa il 5/4 ma è visitabile virtualmente su bowers.org).

Tessuto vintage del Gujarat (104,95 €, @chloe jonason.co).

E IL PROSSIMO CHE STO ADOCCHIANDO Un set di bambole, rigorosamente vintage, ispirato a Raggedy Ann & Andy: A Musical Adventure, un film d’animazione diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Richard Williams. Uscì nel 1977 e l’ho visto molte volte, affascinata sia dai disegni sia dalla storia. Raggedy Ann è la sorella di Raggedy Andy: sono due delle bambole di Marcella, che le ama, come tutti gli altri suoi giochi. Ogni volta che la bambina lascia la sua stanza, i giocattoli prendono magicamente vita, in un universo parallelo che finirà con l’intersecarsi con quello di Marcella (tra le retrospettive più interessanti ai cartoon d’autore la mostra Inside Aardman: Wallace & Gromit and Friends, dedicata allo studio d’animazione Aardman, allo Young V&A di Londra fino al 15/11, vam.ac.uk).

UN LUOGO INDIMENTICABILE IN CUI HO VIAGGIATO NELL’ULTIMO ANNO Un villaggio nei dintorni di Bhuj, una città con poco più di centomila abitanti dello stato del Gujarat che si trova al confine col deserto bianco. È una grandissima salina che, durante il periodo di siccità, si presenta come uno sconfinato deserto di un bianco abbagliante, mentre nel periodo monsonico si trasforma in una vasta laguna completamente inondata dalle acque salmastre che provengono dall’oceano, punteggiata qua e là da isole abitate da popolazioni estremamente eterogenee, appartenenti a diverse tribù, ciascuna delle quali con tradizioni, usi, costumi, lingue e addirittura religioni differenti. Intorno a Bhuj ci sono piccoli villaggi dove gli abitanti si dedicano soprattutto all’artigianato (soggiorno nel deserto nel Praveg White Rann Resort, da 130 a 220 € a notte per due in base alla stagione, rannutsav.info).

The Rann of Kutch, spettacolare zona umida nel deserto del Thar, stato del Gujarat.

IL PIÙ BEL REGALO FATTO DI RECENTE Un abbraccio, di quelli forti. Come l’amore e i sorrisi, gli abbracci sono al centro della mia vita. Nella parte finale di Raggedy Ann & Andy un cammello in fuga, di pezza naturalmente, raggiunge la finestra della stanza di Marcella e Raggedy Ann e i suoi amici lo fanno entrare. Quando la bambina rientra si accorge della presenza di un nuovo gioco, ma ancor prima di domandarsi come abbia fatto a finire lì, decide di abbracciarlo e di accoglierlo insieme a tutti gli altri giochi, bambole, peluche, per sempre.

E QUELLO RICEVUTO Un altro abbraccio, più forte e stretto di quello che ho dato.

NEL MIO FRIGO NON MANCANO MAI Fuori e dentro il frigo, sempre, cioccolato e lamponi.

IL MIO GURU PER LA BELLEZZA Mia mamma. I prodotti di bellezza dei quali non posso fare a meno: il mio sorriso.

IL SITO O APP CHE GUARDO COME PRIMA COSA AL MATTINO WhatsApp (whatsapp.com).

L’ULTIMO PASTO CHE MI HA DAVVERO IMPRESSIONATA Un piatto della tradizione indiana che si chiama dal and rice, preparato da mia mamma. Nella forma semplice è composto da zuppa di lenticchie speziate (dal) con riso basmati cotto al vapore. Le lenticchie (rosse o gialle) si lessano con della curcuma, poi si insaporiscono con un soffritto di aglio, cumino, cipolla e peperoncino. In questo ultimo caso era un dal and rice con pomodori grigliati e chilli chutney, una salsa agrodolce e speziata tipica dell’India, e mia mamma aveva aggiunto anche i peperoni per renderla più piccante.

Dukra Maas, interpretazione creativa del classico curry di maiale di Mangalore, proposto da Opheem, il ristorante di cucina indiana con due stelle Michelin, a Londra (opheem.com). (courtesy Opheem Restaurant)

UNA SCOPERTA RECENTE Un portamonete in plastica di Hello Kitty, rigorosamente vintage. Ho sempre amato Hello Kitty e per me è stata una gioia incredibile quando il team di Sanrio, la società giapponese che detiene i diritti della famosa gattina, venne in India a proporre una collaborazione con p é r o per festeggiare i 50 anni del brand. Il risultato fu una capsule collection per la Primavera/ Estate 25 che ha fatto davvero il giro del mondo. Nell’ottobre 2024 organizzammo una sfilata a Delhi, poi ci fu il lancio in tutto il mondo e ricordo con grande piacere anche la presenza al Pitti Uomo di Firenze, nel giugno scorso, e a Milano, per la Design Week di aprile, quando la capsule fu presentata con un evento speciale all’interno della boutique Banner.

Portamonete HELLO KITTY (114 € su it.vestiairecollective.com).

LA STANZA PREFERITA DELLA MIA CASA La camera da letto: non riesco a pensare a niente di più accogliente del mio letto.

IL MIGLIOR SOUVENIR PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO Mi ripeto, temo (e ride di gusto, ndr). Non è un oggetto, ma i ricordi di viaggio che posso condividere con tutti.

L’ULTIMO PEZZO AGGIUNTO AL GUARDAROBA Una camicia bianca.

Camicia bianca di cotone, P/E 26, Charvet per Chanel.

E QUELLO DA TRAMANDARE Non un singolo pezzo, ma l’intero mio guardaroba, dalla più semplice delle T-shirt bianca ai miei jeans, che scelgo considerando la bellezza della fattura e del tessuto.

I MIEI SITI E APP PREFERITI Farò un solo nome, perché è senza rivali: Etsy (etsy.com).

SE DOVESSI LIMITARE IL MIO SHOPPING A UN QUARTIERE DI UNA CITTÀ, SCEGLIEREI... I Navigli, a Milano, e non solo nei giorni nei quali ci sono i vari mercati, anche se quello dell’antiquariato, che si tiene ogni ultima domenica del mese, è il più famoso. Devo aggiungere però Parigi e i suoi mercatini delle pulci, che sono davvero tanti. Il marché aux puces di Saint-Ouen, ad esempio, che forse è il più grande e famoso, si tiene dal sabato al lunedì e credo abbia circa 2.500 bancarelle (pucesdeparissaintouen.com).

 I LIBRI SUL MIO COMODINO Non ho libri sul comodino accanto al letto.

L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI, SE POTESSI Frida Kahlo (fridakahlo.org).

“Self-Portrait (With Velvet Dress)”, 1926, di Frida Kahlo. Da una collezione privata, alla Tate Modern per la mostra “Frida: The Making of an Icon” (dal 25/6 al 3/1/27). (COURTESY TATE MODERN)

IL MUSEO CHE CONSIDERO PIÙ INTERESSANTE AL MOMENTO Il Museum of Modern Art di New York, il MoMA, con le sue mostre, le collezioni, gli incontri, le performance, gli eventi. Tra l’altro, fino al 12 settembre c’è l’esposizione Frida and Diego: The Last Dream, dedicata alla Kahlo e a Rivera che intreccia dipinti famosi e rari ritratti fotografici. L’allestimento è ispirato a El Último Sueño de Frida y Diego, ed evoca il Día de los muertos e trasforma le gallerie del terzo piano in una sorta di palcoscenico sospeso, dove amore, arte e memoria tornano a confrontarsi in una dimensione onirica e teatrale (moma.org).

“Red Canary Song. Lisa’s Flower Spa” (2023), alla mostra “Greater New York 2026”, al Moma fino al 17/8. (Courtesy Red Canary Song)

LO SPAZIO VERDE PREFERITO IN CITTÀ Mi spiace, dobbiamo uscire dalla città: in alcune zone di confine del Rajasthan ci sono i campi di senape indiana, che nel nostro Paese chiamiamo Sarso ka khet, coltivazioni annuali spettacolari che tingono di giallo intenso i paesaggi, specialmente nel nord dell’India, d’inverno.

IL PROGETTO ARTISTICO, ONLINE OPPURE OFFLINE, DA NON PERDERE IN QUESTO MOMENTO Direi che non si deve mai perdere, in alcun momento, l’osservazione di un bambino che disegna o, forse dovremmo dire, che gioca a disegnare; è il miglior progetto artistico del quale si possa essere testimoni. Di nuovo: le mie passioni entrano nel mio lavoro. La collezione Primavera/Estate 26 di p é r o si chiama proprio Doodles (scarabocchi, potremmo tradurre, anche se è meno poetico in italiano, ndr). Al centro dei tessuti e di ogni capo ci sono soprattutto fiori, tutti coloratissimi, e altre forme stilizzate dagli occhi dei bambini.

Look della P/E 26, P É R O.

SE NON VIVESSI A DELHI, VIVREI… Certamente in un luogo di montagna.

SE NON FACESSI CIÒ CHE FACCIO, FAREI… L’antropologa o la giardiniera o l’artista di paesaggi.

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