Best workplaces 2026

La ricetta delle pioniere: ascolto, inclusione e mobilità interna

Eli Lilly, AbbVie e ConTe.it, da molti anni in classifica, hanno trasformato questi ingredienti in elementi della cultura aziendale

di Claudia La Via

Attività di team building dedicata alla pulizia della spiaggia di Focene in provincia di Roma organizzata da Con.Te.it

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Nel venticinquesimo anniversario della classifica Great place to work, a raccontare meglio di altri che cosa significhi costruire nel tempo un ambiente di lavoro solido sono le aziende pioniere: realtà che, anno dopo anno, continuano a comparire in classifica perché hanno trasformato ascolto, flessibilità, sviluppo e inclusione in elementi stabili della cultura aziendale. Sono questi gli ingredienti che accomunano aziende come Eli Lilly, AbbVie e ConTe.it Assicurazione. Tre realtà che spaziano da settori come il farmaceutico e il biofarmaceutico, fino all’ambito assicurativo ma che condividono un tratto comune: l’idea che trattenere le persone, farle crescere e valorizzarne il contributo sia una leva strategica, non un capitolo accessorio delle politiche Hr.

Eli Lilly

Per Eli Lilly, multinazionale farmaceutica, da ventidue anni tra i best workplaces, il tema della crescita interna passa da percorsi strutturati di job rotation con programmi che permettono sia ai nuovi assunti che ai collaboratori più esperti di muoversi tra ruoli diversi, ampliando le competenze e la comprensione del business nel suo complesso. Forte anche l’attenzione al dialogo tra generazioni. «Oggi gestiamo fino a quattro generazioni contemporaneamente in azienda, e invece di viverlo come una sfida, lo trattiamo come una vera ricchezza», spiega Manuela Schumann, VP Hr & Site Services Italy Hub. L’azienda ha infatti attivato programmi di mentoring e reverse mentoring, oltre a “Generation-L”, un employee resource group dedicato alle generazioni e pensato per favorire inclusione e scambio tra colleghi che si trovano in fasi diverse della vita professionale. Anche l’ascolto è considerato un punto centrale: survey periodiche aiutano a raccogliere feedback e orientare le azioni, mentre sul fronte della diversity e dell’inclusione, diversi altri employee resource group svolgono un ruolo chiave nel promuovere una cultura inclusiva e nel sensibilizzare l’organizzazione su temi rilevanti. «Lavoriamo affinché le persone sappiano come reagire, confrontarsi e contribuire attivamente alla creazione di un ambiente rispettoso e aperto alle differenze», precisa Schumann, sottolineando come, tra le iniziative più recenti, c’è la campagna “Come reagire”, pensata per offrire strumenti concreti su come affrontare le micro aggressioni in ambito lavorativo.

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Un momento del Family Day a Eli LIlly

AbbVie

In AbbVie, azienda biofarmaceutica presente in classifica da dodici anni, la centralità delle persone si traduce soprattutto in mobilità interna, formazione e valorizzazione dei punti di vista. «Oggi in azienda coesistono almeno tre generazioni e dare valore a ogni punto di vista è una straordinaria opportunità», osserva Manuela Vacca Maggiolini, Hr director. Il dialogo intergenerazionale viene alimentato attraverso programmi di mentorship, percorsi formativi dedicati, talk e workshop, mentre la crescita professionale si misura anche con dati concreti: «Nel biennio 2024-2025, sono stati oltre 100 gli spostamenti interni e 60 i short term assignment su progetti cross-funzionali a livello nazionale e internazionale». Sul fronte dell’ascolto, l’azienda porta avanti processi di feedback strutturati, indagini sul clima interno e gruppi di ascolto per dare voce a diverse comunità aziendali. «Una comunicazione capace di raccogliere le voci di tutti è fondamentale», sottolinea Vacca Maggiolini. La flessibilità passa invece da smart working, orari adattabili e una leadership che punta su autonomia, responsabilità e processi organizzativi snelli.

Dipendenti di AbbVie nel giardino principale dell’azienda

ConTe.it

Da 17 anni in classifica, ConTe.it Assicurazioni lega invece il proprio modello a una forte enfasi sulla fiducia reciproca e su un’organizzazione costruita per rendere più flessibile il lavoro. «Tre i grandi traguardi su cui abbiamo investito: l’evoluzione del nostro modello ibrido, che garantisce flessibilità e rispetto per il work-life balance, la diffusione dell’intelligenza artificiale, per liberare il tempo dei colleghi e trasformarli in “agenti del cambiamento” e l’impegno verso la diversity & inclusion, culminato nel “Go beyond program”, un percorso di crescita manageriale dedicato alle nostre donne di talento», sottolinea il ceo Antonio Bagetta. Un impegno che si traduce in un modello ibrido con minima presenza in ufficio, affiancato dai “venerdì brevi”, flessibilità in entrata e uscita e pausa pranzo modulabile, supporto alla genitorialità e al post maternità, strumenti di ascolto e un canale diretto per le domande al top management. Anche la job rotation e il dialogo intergenerazionale sono sostenuti da iniziative come la piattaforma “perform&growth” per mentoring e coaching e da politiche di global mobility europea. A questo si affiancano misure per il benessere e la salute mentale come lo psicologo H24, sessioni gratuite di mindfulness e attività sportive tra cui tornei di padel e beach volley, con una visione in cui anche il divertimento diventa un pilastro valoriale.

È probabilmente questa la lezione che, nel venticinquesimo anniversario della classifica, arriva con più chiarezza dalle imprese pioniere: la capacità di durare passa anche dalla capacità di costruire luoghi di lavoro credibili, coerenti e inclusivi.

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