Signature Contractor

La «regia» di Exa Group su hotel, retail e uffici d’alta gamma da Milano a Dubai

La società, acquisita nel 2023 da Montefiore, copre tutte le fasi di sviluppo, dalla progettazione alla consegna chiavi in mano, ed esporta il suo modello operativo in Nord Europa, Medio Oriente e Usa

di Laura Cavestri

La hall del Collegio Alla Querce a Firenze

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Superare la definizione tradizionale di general contractor, per posizionarsi come signature contractor, ovvero un interlocutore unico che interpreta il progetto e ne governa l’esecuzione fino al risultato finale. Della convergenza di queste competenze – progettazione costruttiva, opere civili, impianti, interior fit-out, forniture su misura e dettaglio artigianale – che hanno dato vita a un modello operativo integrato per progetti complessi nel segmento high-end, si è fatto interprete Exa Group. Nato dall’incontro tra due grandi realtà, tra loro complementari, come Exa (fondata nel 2005) e con una lunga esperienza nel retail internazionale di lusso, e Mobil Project, fondata nel 1987, specializzata in progettazione e realizzazione di arredamento chiavi in mano per hotel e complessi residenziali di alta gamma.

«Nel tempo - ha spiegato Giuseppe Polvani, ceo di Exa Group - questo approccio operativo si è strutturato attraverso collaborazioni con designer, brand e operatori internazionali dell’hospitality, del retail, della ristorazione e degli uffici aziendali, costruendo un dialogo costante tra costruzione, interni e cultura del progetto. È su questo terreno che si insedia Exa Group, che nasce per risponde a una domanda crescente del mercato: gestire progetti multidisciplinari e multi-stakeholder nei quali interior design, procurement, artigianato devono operare in continuità. La capacità di coordinare supply chain internazionali, maestranze e partner produttivi rappresenta oggi un fattore strategico per garantire performance, qualità e coerenza».

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Exa Group - la cui maggioranza nel 2023 è passata a Montefiore Investment, fondo di private equity di matrice francese, ceduta da Alcedo sgr (55%) e dai quattro soci fondatori (45%) - ha archiviato il 2025 con un giro d’affari di 185 milioni, in calo rispetto ai 204 milioni dell’anno precedente («a causa di alcuni progetti in attesa di permessi di costruzione e, perciò, rallentati» spiega Polvani). Per questo il 2026 si attende in decisa rimonta: «stimiamo 230 milioni di fatturato». Giro d’affari che per il 60% è prodotto in Italia (nel 2018-2019 lo era per il 30%, mentre il 70% era all’estero). Con sedi in Italia – Milano, Arezzo, San Vendemiano (Treviso) – e all’estero – Londra, Parigi, New York, Dubai, Doha e Arabia Saudita – Exa Group conta circa 50 cantieri attivi ogni anno in tutto il mondo e 260 dipendenti.

Tra le realizzazioni, ci sono hotel prestigiosi come il Collegio Alla Querce a Firenze, il Four Seasons di Firenze, il Belmond Hotel Cipriani di Venezia, The Chancery Rosewood di Londra e progetti di ristoranti, locali, uffici, e negozi per marchi come Saint Laurent, Gucci, Bvlgari, Tiffany & Co. Quando si va all’estero, le destinazioni sono Francia, Regno Unito e Nord Europa. E poi inrerventi più episodici, come una struttura operativa a New York e retail dentro un hotel a Dubai

«Sono i grandi brand - ha concluso Polvani - che, soddisfatti del lavoro svolto in Italia o in Europa, poi ci coinvolgono in progetti internazionali. Per noi il mercato estero non è solo l’ampliamento di un ambito geografico, ma un confronto con diversi contributi e standard globali».

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