La qualità superiore è il punto di forza di fronte all’avanzata del made in Russia
Per i brand italiani mercato russo a due facce: promettente per un gusto che si avvicina lentamente al design proposto, sempre più impegnativo a causa della concorrenza delle imprese locali
di Antonella Scott
3' di lettura
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«Prodotto in Italia? Amato in Russia!». Le parole con cui Cesar Cucine si presentava due anni fa ai Saloni WorldWide Moscow sono sicuramente ancora valide. Ma il mercato russo di arredamento e design di interni sta cambiando: nel gusto - questo è l’aspetto positivo - che pian piano impara ad apprezzare lo stile più raffinato espresso dai produttori italiani di alta gamma. Nello stesso tempo, però, la Russia figlia delle sanzioni internazionali e delle crisi che hanno svalutato il rublo sta imparando a rimboccarsi le maniche e a fare da sé anche su questo fronte. Riducendo il raggio d’azione dei marchi stranieri.
«La Russia è sempre stata per noi un mercato importante», spiega Gina Cester, amministratore delegato di Cesar che guida con il fratello Dante. Un mercato orientato inizialmente su prodotti classici e tradizionali, ma che negli ultimi anni ha sposato la filosofia d’origine di queste cucine d’autore: «Oggi - spiega Gina Cester - siamo coerentemente posizionati in Russia con prodotti che sono la nostra bandiera».
Seguendo da vicino il mercato russo, Dante Cester lo ha visto trasformarsi: «Tutto il business legato al classico, i prodotti più economici ormai se li fanno quasi totalmente in Russia, un mercato è sparito - osserva -. Con la crisi molti non hanno più avuto la possibilità di comprare italiano. Dunque per noi è stata una fortuna esserci posizionati su un target più elevato: non avremmo avuto altra scelta». E questa fascia alta, dimostrano i conti, non conosce crisi.
Anche Maria Porro, neopresidente del Salone del Mobile e direttore Marketing e Comunicazione per l’azienda di famiglia, indica un rafforzamento delle già buone aspettative sul mercato russo: «Stiamo trovando un terreno fertile». Merito del cambio di gusto legato alla nuova generazione di consumatori, «che hanno avuto esperienze all’estero, hanno un punto di vista più internazionale e una maggiore affinità con lo stile più pulito e minimale che noi proponiamo. Un altro elemento importante è il forte appeal che l’impostazione sartoriale dei nostri prodotti ha sul cliente russo».
E il punto di forza di Porro, la cabina armadio, è diventato centrale anche nelle case di Mosca. Qualità e affidabilità di un processo produttivo industriale «non superabili da un artigiano locale»: consapevolezza, avverte però Maria Porro riflettendo sull’avanzata del made in Russia, che deve comunque «stare molto attenta a cogliere i segnali di problematiche future».

