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La profumeria artistica che trasforma ogni fragranza in un gesto, un rito, un’identità

di Monica Melotti

Davide Martini e Stefano Torreggiani

4' di lettura

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«Indossare un profumo RITO significa consacrare sé stessi al proprio sentire. È un’azione che connette passato, presente e visione di sé. Una dichiarazione silenziosa», così Davide Martini e Stefano Torreggiani, fondatori della maison italiana RITO, spiegano la loro idea del profumo. Il brand RITO, profumi artistici italiani, nasce dall’incontro di due mondi solo in apparenza distanti: la nightlife e l’arte da un lato, il design ad alta precisione e l’imprenditoria dall’altro. Un’unione che ha dato vita a un progetto che interpreta il profumo come atto estetico, gesto simbolico e forma intima di identità. «Il mio percorso nelle arti e nella nightlife è stato un continuo allenamento all’emozione», racconta Davide. «Lì ho imparato a cogliere gesti, luci, silenzi. È in quel mondo effimero ma potentissimo che ho intuito come un profumo potesse diventare un costume invisibile». Stefano arriva da un percorso diverso, ma complementare: «Nel mondo delle supercar ho imparato il valore del dettaglio, della precisione estrema e dell’impatto emozionale», spiega. «La danza, invece, mi ha insegnato ritmo e armonia. Con Davide abbiamo capito che il profumo poteva essere il punto di incontro: un oggetto da collezione, un’esperienza sensoriale, un’opera viva».

La profumeria artistica firmata Rito

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Il profumo come rito quotidiano

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Al centro della filosofia RITO c’è un’idea chiara: indossare un profumo è un gesto consapevole, quasi sacro. Tutto nasce da un pensiero rituale che struttura ogni fase del processo creativo, dalla scelta delle materie prime al design dell’iconico tappo scultoreo. «In ogni fragranza RITO c’è un tempo e un gesto», raccontano i founder. «Il tappo è pensato come un oggetto totemico che ha un peso simbolico e fisico: richiede una scelta, una presenza. Il nome, l’accordo olfattivo, il design del flacone, tutto concorre a creare un momento sacro e personale. Indossare un profumo RITO significa consacrare sé stessi al proprio sentire». Il tappo dei profumi è scultura prismatica tridimensionale, registrata come design originale che diventa simbolo identitario del brand. «Ci siamo ispirati alle architetture delle grandi metropoli moderne, in particolare New York. La geometria per noi è visione del futuro. Quel monolite contemporaneo racchiude molteplici sfaccettature ma un solo cuore. È la chiave che apre il rituale del profumo». Proprio per questo, all’interno di ogni confezione viene inserito anche un tappo tecnico da viaggio: leggerezza e funzionalità in dialogo con la componente artistica.

Materie prime, empatia e responsabilità

Nel selezionare gli ingredienti, Davide e Stefano seguono una filosofia precisa, fondata sul dialogo con i nasi profumieri. «Tutto parte dall’empatia», affermano. «Collaboriamo con i team creativi per scegliere le migliori materie prime disponibili, con l’obiettivo di formulare fragranze identitarie e originali». La sostenibilità non è un elemento aggiuntivo, ma parte del processo. La ricerca è il punto di equilibrio tra eccellenza e responsabilità, senza rinunciare a un impatto olfattivo distintivo. Le loro fragranze nascono per distinguersi, non per assomigliare. «Essere un marchio di profumeria artistica made in Italy rappresenta un impegno autentico: un atto di responsabilità e di orgoglio. Significa portare nel mondo il culto del bello, il talento artigianale e l’audacia culturale italiani». Non sono semplicemente italiani: sono visionari italiani.

Le storie dietro le fragranze

Ogni profumo RITO è un racconto, un’esperienza che unisce memoria, territorio, simboli e immaginazione. Riserva IX nasce da un viaggio tra due luoghi del cuore, il Lago di Garda e la Sicilia. Blackout esplora il buio come spazio fertile, dove natura e umanità compiono gesti fondamentali. Gran Gala, invece, cattura l’euforia di un festival musicale nel deserto, mentre Cuore d’Oud mette in scena il dialogo tra ragione e sentimento attraverso due rose: la Taif, pungente, simbolo della ragione, e la damascena assoluta, che rappresenta il cuore. Golden Island, invece, viene descritta come “una fuga contemporanea verso il lusso mediterraneo”. È un invito a rallentare. Un viaggio verso un’isola sospesa tra sogno e realtà, dove il tempo si diluisce nella luce calda e le note fruttate si posano come una brezza sulla pelle. È una fragranza che non si indossa, si vive. «Ogni profumo per noi è importante, ma forse la storia che ci emoziona di più è quella che ogni cliente scrive con noi».

Il confronto con il pubblico e l’espansione internazionale

La partecipazione a Pitti Fragranze ha rappresentato un momento chiave per RITO. «Il feedback è stato immediato, vibrante. Il pubblico ha percepito il carattere distintivo del brand – raccontano -. Anche l’ingresso a NOTES Shanghai ha amplificato la portata internazionale della maison. Ha aperto nuove prospettive e confermato quanto il nostro messaggio sensoriale sia universale». Il target RITO è ampio e trasversale, modellato sulle preferenze olfattive più che su categorie demografiche. «Abbiamo compreso quanto la percezione del profumo vari da cultura a cultura. Questa diversità è una fonte di ispirazione». La comunicazione on line è immaginifica e sensoriale; nelle boutique selezionate, l’esperienza è immersiva, costruita per raccontare chi è RITO prima ancora di cosa vende.

Progetti futuri e Kobrion, l’evoluzione del sistema RITO Security

Negli ultimi mesi RITO ha avviato un’evoluzione significativa, a partire dal restyling della bottiglia: un design più curato, riconoscibile e in linea con l’estetica del marchio. Tra le novità spicca il formato da 50 ml, un vero design-gioiello con finitura effetto ceramica, pensato per ampliare le occasioni d’uso e raggiungere nuovi pubblici. Una trasformazione che presto coinvolgerà anche i flaconi da 100 ml. Al centro di questa nuova fase c’è KOBRION, l’evoluzione del sistema RITO Security: il primo sistema integrato sviluppato internamente per garantire ai marchi di alta gamma il controllo totale delle proprie creazioni anche dopo la vendita. Una tecnologia applicabile a diverse categorie – dai profumi all’orologeria fino all’Alta Moda – che permette al cliente di verificare l’autenticità del prodotto in tempo reale, introducendo una visione del lusso fondata su sicurezza, trasparenza e tracciabilità. L’obiettivo è proteggere l’identità del prodotto, preservarne il valore e salvaguardare l’integrità commerciale del marchio in un mercato esposto a contraffazioni e distribuzioni non autorizzate. Con KOBRION, Davide Martini e Stefano Torreggiani rafforzano la volontà di offrire un’esperienza autentica e consapevole, unendo tecnologia e artigianalità. «L’ambizione è duplice: consolidare il posizionamento internazionale di RITO come riferimento per chi vive il profumo come gesto artistico e identitario; e, attraverso KOBRION, tutelare la creatività e il made in Italy con un sistema sicuro, anti-contraffazione e disponibile a qualunque brand ne faccia richiesta».

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