Auto e mobilità aziendale

La priorità è risolvere la questione fiscale

Necessario porre fine alla vessazione consistente in una tassazione molto più pesante di quella degli altri Paesi europei

di Gian Primo Quagliano

(Adobe Stock)

2' di lettura

2' di lettura

Torniamo al tema dell’auto elettrica per chi la usa nell’ambito di una attività economica e dispone quindi di una partita Iva, tema che abbiamo già affrontato nel Rapporto Flotte pubblicato lo scorso 1° aprile ma che, per la sua importanza, ci pare opportuno approfondire. L’Unione europea, nel piano di azione per la transizione energetica presentato a Bruxelles il 5 marzo, ha annunciato che entro l’anno arriverà una proposta che dovrebbe permettere una forte accelerazione nella elettrificazione delle autovetture utilizzate nelle flotte. Nella Ue, l’entità del parco auto delle flotte oggi rappresenta il 60% di quello dell’intero parco auto europeo, con l’eccezione dell’Italia, dove la quota scende al 42%, per una vessazione fiscale che dura da decenni grazie a una deroga “temporanea” che sospende per noi e solo per noi l’applicazione delle norme Ue in materia di integrale detraibilità dell’Iva e di integrale deducibilità dei costi di esercizio sulle auto dei soggetti economici, con la conseguenza di penalizzarli fortemente quando si trovano a competere con concorrenti dell’Unione europea per i quali usare l’auto costa decisamente meno che in Italia, grazie a un Fisco più “umano”.

Detto questo, la prima questione che si pone non è tanto quella di rendere le flotte italiane più verdi, ma di renderle in primo luogo più simili a quelle del resto dell’Unione. Per farlo è necessario porre fine, una volta per tutte, alla vessazione consistente in una tassazione molto più pesante di quella degli altri Paesi europei. In soldoni, occorre rendere pienamente detraibile l’Iva e pienamente deducibili i costi di esercizio. E a questo proposito va detto che la situazione di svantaggio per gli operatori economici nell’utilizzazione delle auto è colpa dei governi italiani, ma è anche colpa della Ue, che ha concesso per decenni, e continua a concedere, deroghe assurde e fortemente penalizzanti per la nostra economia. L’intenzione di Bruxelles di favorire l’elettrificazione delle flotte è ora una buona occasione per aprire ancora una volta il tema della tassazione abnorme sulle flotte aziendali italiane, eliminando le deroghe alla normativa europea colpevolmente richieste all’Italia e colpevolmente concesse dall’Europa.

Loading...

Fatta giustizia di questa annosa questione nulla vieta che si studino agevolazioni fiscali o di altro tipo (incentivi, ecc.) per far si che le flotte italiane diventino non solo più “uguali” a quelle europee, ma anche più “verdi”, almeno quanto già lo sono le flotte di Regno Unito, Germania e di altri Paesi.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti