La premier danese, la crisi di Ceuta e un romanzo avveniristico
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“Nella vita e nella carriera di Kalla Eriksen ben poco l’aveva preparata al ruolo per cui è stata poi scelta. Impegnata sul fronte dei diritti umani, sindacalista per un breve periodo, viene eletta in Parlamento, diventa leader del partito socialdemocratico. Primo ministro ai tempi del Covid, gestisce la situazione così brillantemente da rendere la Danimarca il Paese record per il più basso numero di morti e malati”.
Chiedilo al Sole
Comincia così il ritratto che Daniel Silva, uno dei più famosi autori di spy story, inventore del personaggio di Gabriel Allon, fascinoso capo del Mossad, dedica a Mette Frederiksen, attuale primo ministro della Danimarca. Perché non c’è dubbio che la Kalla Eriksen dell’ultimo romanzo di Silva “Ransom” (appena uscito e non ancora pubblicato in Italia da Harper Collins) sia proprio lei, la premier danese.
“Quella” Mette Frederiksen che in questi giorni, insieme a Giorgia Meloni, ha lanciato l’iniziativa sul contenimento dell’immigrazione in Europa, un’alleanza trasversale di ventidue Paesi che coinvolge anche la Germania del cancelliere Merz ma nonla Spagna di Pedro Sánchez e la Francia di Emmanuel Macron.
Fa notizia la buona relazione tra una socialdemocratica danese e una conservatrice italiana, ma dovrebbe fare notizia soprattutto che siano due donne premier a guidare un progetto di grandi ambizioni e altrettante difficoltà come quello di mediare tra solidarietà e responsabilità in tema di immigrazione. La riunione d’emergenza chiesta da Italia e Danimarca dopo i fatti di Ceuta è una novità importante che Daniel Silva non poteva immaginare. Finirà - chissà- nel romanzo che deve ancora scrivere.







