Elezioni USA

Ecco come Taylor Swift potrebbe salvare la candidatura di Biden

La star mondiale potrebbe influenzare migliaia di voti qualora supportasse pubblicamente Biden

di Silvia Martelli

3' di lettura

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Mentre Donald Trump è sempre più vicino ad assicurarsi la nomination repubblicana, il presidente Joe Biden, che al contrario arranca, sta cercando di “energizzare” la sua candidatura alle elezioni. I collaboratori fidati del presidente stanno quindi meticolosamente stilando una preziosa lista di cosiddetti “surrogati” (in inglese surrogates), cioè figure di rilievo che lo appoggiano pubblicamente cercando di convincere gli elettori a supportarlo a loro volta. In cima alla lista non può che mancare la superstar mondiale Taylor Swift, che con i suoi 279 milioni di seguaci su Instagram potrebbe dare la spinta giusta alla candidatura di Biden.

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Secondo gli esperti della politica americana, un nuovo endorsement pubblico da parte di Taylor – lo aveva già fatto nelle elezioni precedenti – potrebbe infatti influenzare circa un milione di voti. La versione 2024 dell’effetto Oprah Winfrey per Barack Obama nel 2008, quando la regina dei media portò all’ex presidente oltre un milione di voti.

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Lo staff di Trump da tempo si occupa di una strategia per fronteggiare un eventuale endorsement della popstar, che viene invece ampiamente sottovalutato dall’ex presidente. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, Trump di recente avrebbe detto in privato che nessuna celebrità potrà salvare Biden con il proprio appoggio, aggiungendo di essere “più popolare” di Taylor e di avere fan ben più leali. Uno slancio di egocentrismo che non stupisce, ma che sottovaluta pericolosamente la straordinaria potenza economica e politica della cantautrice.

Taylor, che la rivista americana TIME ha nominato persona dell’anno nel 2023 definendola “la maestra narratrice dell’era moderna”, in passato ha dato ampia prova dell’influenza che può avere in campo politico, dimostrando che un semplice post Instagram o un inciso a metà concerto possono mobilitare milioni di elettori. Il suo primo endorsement è arrivato nel 2018, quando si è espressa sulle elezioni del Congresso del Tennessee a favore dei candidati democratici. Proprio quelle elezioni – poi vinte dai repubblicani – hanno ispirato una delle canzoni più famose dell’artista, Only the Young, il cui testo parla delle sparatorie nelle scuole, di Donald Trump e delle preoccupazioni di manomissione del voto, invitando i giovani a battersi per le proprie idee.

A settembre, la cantante ha pubblicato un breve messaggio su Instagram per incoraggiare i suoi follower a registrarsi per votare. Nell’ora successiva, il sito a cui indirizzava Taylor ha registrato un aumento del 1.226% di utenti, per un totale di 35mila nuovi registrati nel corso della giornata, un record. In particolare, c’è stato un aumento del 72% dei diciottenni registrati rispetto alle elezioni precedenti.

Biden, che al momento è in profonda difficoltà nei sondaggi, deve rapidamente trovare una chiave per rimontare Donald Trump, il suo più probabile sfidante. E la cantautrice potrebbe essere la risposta: se l’endorsement di Taylor influenzasse anche solo una frazione dei suoi 279 milioni di follower su Instagram, si tratterebbe di centinaia di migliaia di persone che appoggerebbero il candidato democratico. Non a caso, di recente il governatore californiano Gavin Newsom, uno dei “surrogati” chiave di Biden, ha praticamente pregato Taylor di supportare la ricandidatura del presidente.

La visibilità dell’artista è attualmente all’apice, grazie anche al tour Eras, che ha registrato il tutto esaurito in ogni tappa, incassando più di un miliardo di dollari. Secondo una stima di QuestionPro Research, i fan della popstar, i cosiddetti “Swifties”, hanno speso circa 93 milioni di dollari per spettacolo tra biglietti, viaggio, alloggio, cibo e merchandising. Complessivamente, il tour ha avuto un impatto pari a 5,7 miliardi di dollari sull’economia statunitense: il più redditizio nella storia americana. Un risultato tale da essere menzionato in un rapporto della Federal Reserve.

Taylor colpirà ancora?

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