Dottore, ma è vero che

La perdita di massa muscolare è un problema per tutti gli anziani?

Il team dei dottori e degli esperti anti-bufale dell'Ordine nazionale dei medici risponde ai principali dubbi sulla salute

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Con l'età, i muscoli si indeboliscono; è un declino naturale, ma può diventare cronico e invalidante. In questo caso, si potrebbe trattare di sarcopenia, una malattia silenziosa e spesso ignorata. Si stima, infatti, che solo in Italia almeno nove milioni di persone, non solo anziane, ne soffrano senza saperlo. Se la diagnosi di questa patologia non è sempre facile e immediata, è però necessario riconoscerne i sintomi precoci. Quali sono i segnali da non sottovalutare e come prevenirla?

Perché la perdita di massa muscolare è preoccupante?

Perdere massa muscolare è un processo fisiologico che interessa tutti, uomini e donne, e che si verifica invecchiando. È un fenomeno progressivo, che si manifesta in modi e tempi diversi: dipende dallo stile di vita, dallo stato di salute, dai cambiamenti ormonali. La massa muscolare comincia a calare già tra i 30 e i 40 anni, ma dopo i 65 accelera quando alcune funzioni dell'organismo cambiano; per esempio, rallenta il metabolismo e si è più soggetti all'aumento di peso e alla perdita di funzionalità delle ossa.

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Tra le conseguenze di questo indebolimento muscolare ci sono la perdita di autonomia e un aumentato rischio di fragilità, che in età avanzata possono portare a invalidità e a patologie per molti organi. Questo declino si può contrastare, agendo sui fattori modificabili, come l'attività fisica, l'alimentazione, l'attenzione allo stato di salute, evitando così che la diminuzione della forza e delle funzioni dei muscoli diventi sarcopenia.

Cos'è la sarcopenia?

La sarcopenia è una malattia muscolare che comporta la graduale riduzione sia della massa che della forza muscolare e, di conseguenza, di funzionalità, cioè della capacità di compiere attività quotidiane in autonomia e sicurezza. Nella maggior parte dei casi è legata semplicemente all'avanzare dell'età. Poiché si manifesta in modo molto variabile da persona a persona, non è sempre facile identificarla in fase precoce.

Spesso questa malattia emerge in uno stato di salute compromesso su più fronti e con un'ampia varietà di sintomi. Tra questi: debolezza muscolare; perdita di resistenza ed equilibrio; difficoltà a camminare a passo svelto o a fare le scale; diminuzione delle dimensioni dei muscoli (atrofia muscolare).

Sono condizioni che compromettono man mano la mobilità e la capacità di svolgere attività semplici in autonomia; aumenta inoltre il rischio di cadute, traumi e fratture. Nei casi più gravi si può rischiare la disabilità e un aumento della mortalità.

Quali sono le cause della sarcopenia?

La sarcopenia può essere legata esclusivamente all'età (forma primaria) oppure è la conseguenza di una o più patologie. In questo caso, cioè nella sarcopenia secondaria, conta lo stile di vita fin dall'età dello sviluppo. In particolare, sono nocivi la sedentarietà, la dieta non equilibrata, le malattie croniche e alcuni farmaci.

Altre sindromi possono comprendere la sarcopenia nel quadro clinico o sovrapporsi a essa: cachessia: perdita di massa muscolare causata da tumori, cardiopatie, malattie respiratorie, renali; fragilità (intesa come sindrome geriatrica): si manifesta con perdita di peso involontaria, debolezza, scarsa mobilità e difficoltà psicologiche e sociali; obesità sarcopenica: condizione, che può interessare anche soggetti giovani, in cui mentre si riduce la massa magra, aumenta quella grassa.

Inoltre, i soggetti colpiti da debolezza muscolare sono a rischio di osteoporosi, e sono più esposti al rischio disfagia. Quest'ultima merita un'attenzione particolare: la sarcopenia indebolisce anche i muscoli coinvolti nella deglutizione, rendendo difficile mangiare in modo adeguato; questo porta a ridurre l'apporto di proteine e calorie, aggravando a sua volta la perdita muscolare. Si tratta di un circolo vizioso che richiede una diagnosi precoce e un approccio multidisciplinare.

Chi sono i soggetti più a rischio?

Questa condizione, sebbene frequente, può restare a lungo sommersa e non diagnosticata. Prima ancora di avvertire i sintomi, quindi, è bene considerare i fattori di rischio.

Secondo i dati più aggiornati, rispetto alla popolazione generale, la prevalenza della sarcopenia è elevata nelle persone affette da diabete (18 per cento) e fino al 70 per cento nei pazienti oncologici. In questo caso, la malattia influisce negativamente anche sulle terapie.

In generale, ne sono colpiti soprattutto i lungodegenti e gli anziani ricoverati in strutture geriatriche: l'ospedalizzazione accelera la perdita di tessuto muscolare e di forza.

La perdita di massa muscolare si può prevenire?

Le linee guida internazionali suggeriscono - pur su basi di evidenza ancora limitate - che le persone con più di 65 anni si sottopongano a uno screening per la sarcopenia ogni anno. Esistono, infatti, appositi test per misurare la forza dei muscoli e la capacità di camminare, muoversi, esercitare una presa, oltre ad analisi radiografiche per valutare la massa muscolare e la salute delle ossa.

In caso di diagnosi precoce (cioè quando i sintomi sono lievi e poco frequenti) e nei soggetti a rischio si può agire per rallentare il declino muscolare. Il medico potrà quindi consigliare un'alimentazione e un allenamento specifici e, in alcuni casi, una terapia farmacologica oppure esercizi di riabilitazione, quando alcune funzioni sono già compromesse. ccorre segnalare che le linee guida internazionali non raccomandano l'integrazione di vitamina D come trattamento specifico della sarcopenia, per insufficienza di prove (lo avevamo già segnalato nella scheda “La vitamina D aiuta a prevenire le fratture.

Per quanto riguarda l'alimentazione, le stesse linee guida suggeriscono di valutare un apporto proteico adeguato o un'integrazione proteica, da stabilire caso per caso con il proprio medico.

Leggi la scheda integrale sul sito dottoremaeveroche di Fnomceo

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