Pensioni

Pensioni, aumenti medi del 5,4%: ecco le novità per il 2024

Il trattamento pensionistico minimo di riferimento dell’Inps quest’anno ammonta a 598,61 euro, per effetto della rivalutazione del 5,4%. Le pensioni quota 103 potranno essere erogate con un importo massimo mensile lordo non superiore a 2.394,44 euro, mentre il tetto per le anticipate contributive è di 2.993,05 euro

di Matteo Prioschi

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2' di lettura

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Il trattamento pensionistico minimo di riferimento dell’ Inps quest’anno ammonta a 598,61 euro, per effetto della rivalutazione del 5,4% applicata all’importo dell’anno scorso. Sulla base del nuovo valore, ufficializzato con la circolare 1/2022, vengono definite le fasce di applicazione dell’indice inflazionistico ai trattamenti complessivamente superiori a quattro volte il minimo, che vengono adeguati parzialmente alla variazione del costo della vita. A tal fine, qualora una persona riceva più pensioni, si considera l’importo totale delle stesse per individuare la percentuale di aumento da riconoscere.

Le pensioni quota 103

Le pensioni quota 103 decorrenti da quest’anno potranno essere erogate con un importo massimo mensile lordo non superiore a 2.394,44 euro (quattro volte il trattamento minimo), mentre il tetto di cinque volte il minimo, valido per quota 103 versione 2023 e le anticipate contributive, è di 2.993,05 euro.

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Per effetto dell’articolo 1, comma 310, della legge 197/2022, quest’anno alle pensioni di importo pari o inferiore al minimo si applica un incremento ulteriore di 2,7 punti percentuali oltre al 5,4 per cento. Ne consegue che le prestazioni fino a 598,61 euro beneficeranno del doppio aumento e che il minimo in pagamento arriverà a 614,77 euro.

GLI AUMENTI

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L’assegno sociale

Adeguato anche il valore dell’assegno sociale, che nel 2024 è di 534,41 euro. Da quest’anno questo importo è anche il minimo necessario per accedere alle pensioni di vecchiaia contributive all’età di 67 anni. Invece il requisito di importo minimo per l’anticipata contributiva è di 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale), ridotto a 1.496,35 euro per le donne con un figlio (2,8 volte l’assegno sociale) e a 1.389,47 euro per quelle con almeno due figli.

Solo contributivo

Compie un ulteriore balzo verso l’alto il massimale di retribuzione imponibile per i lavoratori soggetti integralmente al metodo di calcolo contributivo della pensione: da 113.520,00 euro dell’anno scorso sale a 119.650,00. Ricordiamo che, per effetto del massimale, sulla quota di retribuzione che supera il limite non si versano i contributi.

Reddito aggiuntivo

Infine, sono stati aggiornati gli importi dei limiti dell’eventuale reddito aggiuntivo che determinano una riduzione della pensione di reversibilità: fino a 23.345,79 euro annui l’assegno pensionistico non viene tagliato; oltre tale importo e fino a 31.127,72 euro viene decurtato del 25%; oltre 31.127,72 e fino a 38.909.65 euro è ridotto del 40%; oltre, il taglio è del 50 per cento.


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