Il trend

La passione per le candele nell’Ue: importazioni extra Europa per 513 milioni di euro

L’UE registra un aumento significativo delle importazioni di candele da Paesi extra Ue, mentre l’Italia mantiene un ruolo di rilievo grazie a produzioni artigianali di qualità e mercati esteri selezionati

di Davide Madeddu

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Da simbolo di devozione a elemento di design: il mercato delle candele nei Paesi dell’Ue cresce nelle importazioni e diminuisce, seppur molto leggermente, nelle esportazioni.

Il quadro delineato dall’Eurostat dice che nel 2024 il valore delle candele importate dai Paesi extra Ue è stato pari a 513 milioni di euro, con un aumento del 17% rispetto al 2023 quando la soglia si era fermata a 437 milioni di euro. Le esportazioni, invece, hanno registrato un calo del 2% rispetto al 2023, quando il valore è stato di 460 milioni di euro.

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Nel 2024 i Paesi Bassi sono stati il più grande importatore Ue di candele provenienti da Paesi al di fuori dell’Ue con 112 milioni di euro di candele, che rappresentano il 22% delle importazioni totali per valore, davanti alla Germania con 80 milioni di euro e una percentuale del 16% e alla Francia, con 64 milioni di euro e una percentuale del 12%.

Dalla Cina il 75% delle importazioni

A dominare la scena per quanto riguarda la provenienza delle importazioni, con una percentuale del 75% e un valore di 382 milioni, è stata la Cina. A seguire il Vietnam con 30 milioni di euro e 6% e poi il Regno Unito (28 milioni di euro, 6%).

Per quanto riguarda le esportazioni dall’Ue verso gli altri Paesi fuori Europa, in vetta c’è la Polonia con vendite per 85 milioni di euro e una percentuale pari al 19% delle esportazioni totali di candele, davanti alla Francia con 80 milioni e 18%, Repubblica Ceca e Danimarca – entrambe 47 milioni di euro.

Quanto alle esportazioni dei prodotti realizzati nell’Ue, la maggior parte delle candele è destinata al Regno Unito con un valore di 127 milioni di euro e una percentuale del 28%. A seguire ci sono la Svizzera con 81 milioni di euro e percentuale del 18% e gli Stati Uniti con 68 milioni di euro e una percentuale del 15%.

Il quadro in Italia

In questo scenario rientra anche l’Italia dove c’è una tradizione radicata, seppur fatta di piccole e medie imprese, nella produzione di candele. Una stima sulla produzione non è però semplice perché, come sottolinea Mario Graziani, manager dell’omonima azienda «giunta alla sesta generazione», non vengono tracciate le spedizioni nei Paesi dell’Ue. «Le candele sono un prodotto antichissimo che, nel corso degli anni, hanno subito parecchi cambiamenti - sottolinea il manager dell’azienda che ha 50 dipendenti e un fatturato di 30 milioni di euro l’anno - oggi il grande mercato è rappresentato da quelle profumate». A registrare una contrazione, come sottolinea Graziani, sono soprattutto quelle da cimitero, mentre le altre «sono comunque in crescita». Quanto ai mercati, oltre a quelli del nord Europa, ci sono «Giappone, Corea e Usa». «Tracciare i prodotti destinati all’interno dell’Ue non è più possibile - dice - mentre il dato certo l’abbiamo solamente per quelli extra Ue. In ogni caso, il mercato regge, anche se c’è da dire che funziona di più la visibilità piuttosto che la vendibilità perché le candele sono inserite in buona parte delle rappresentazioni che vengono fatte: dalle vetrine dei negozi al resto».

Dall’Italia all’Usa

Oltre alla grande distribuzione che, comunque, veicola molti prodotti sia realizzati in Italia, sia importati, ci sono poi quelli di nicchia che passano per i piccoli negozi o rivendite specializzate. Lo chiarisce anche Anna Raddavero titolare della storica “Fabbrica delle candele” di Siena. «Al di là dell’aspetto industriale c’è quello artigianale che rappresenta proprio una fetta ristretta e di nicchia - dice -. Noi realizziamo tutto a mano e le nostre produzioni, oltre che a rimanere in Italia vanno negli Usa e in Giappone, e anche in nord Europa». Quanto alla concorrenza con i Paesi stranieri, non sembra spaventare o impensierire.«I prodotti che realizziamo in Italia - aggiunge -, nella maggior parte dei casi sono caratterizzati da una ricerca sia nei materiali sia nel design e nella realizzazione. Diciamo che il carattere che contraddistingue il Made in Italy è quello della ricerca e della qualità, ed è questa anche la nostra forza che ci permette di andare ad affrontare i mercati stranieri».

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse” ed è stato realizzato con il contributo di Petr Jedlička (Denik Referendum, Repubblica Ceca)

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