Industria

La partita della sostenibilità inizia dalla fabbrica d’auto

La sfida ambientale delle case costruttrici coinvolge l’intero ciclo di vita delle vetture. Impianti carbon neutral come quello di Audi a Bruxelles permettono di abbattere le emissioni totali

di Simonluca Pini

L’impianto Audi (gruppo Volkswagen) carbon neutral. Secondo il programma Mission Zero, entro il 2025 le sedi produttive della casa dei Quattro anelli dovranno avere  impronta carbonica nulla

3' di lettura

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Costruire auto riducendo al minimo l’impatto ambientale. È questa una delle principali sfide per i costruttori automobilistici. Perché se da una parte è “semplice” azzerare le emissioni di anidride carbonica emesse dalle vetture, come accade con le auto elettriche, dall’altra è un controsenso produrre vetture green utilizzando fabbriche ad alto impatto ambientale. Un esempio di fabbrica sostenibile arriva dall’impianto Audi di Bruxelles, storico stabilimento oggi completamente impiegato nella produzione della Q8 e-tron.

Nell’ambito del programma ecologico Audi Mission Zero, entro il 2025 tutte le sedi Audi dovranno operare in regime carbon neutral. Nello stabilimento di Bruxelles è già così dal 2018. Grazie all’impiego di energie rinnovabili, vengono risparmiare ogni anno fino a 40.000 tonnellate di emissioni di CO₂. Già dal 2012 a Bruxelles Audi acquista elettricità verde. Nel 2013 si è aggiunto il più grande impianto fotovoltaico della regione. Nel 2017 l’impianto è stato ampliato ed è cresciuto fino a 125.000 metri quadrati che si traducono in quasi 18 campi da calcio.Una soluzione che consente di risparmiare 1881 tonnellate di CO2 con una produzione di circa 9000 megawatt di elettricità.

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Inoltre il fabbisogno calorico dello stabilimento è carbon neutral grazie all’acquisto di biogas. Tutte le altre emissioni derivanti da carburanti, gasolio o dalla combustione di solventi, sono compensate con i cosiddetti progetti carbon credit.

Altro punto fondamentale, quando si parla della costruzione di autovetture, è il consumo di acqua. A Bruxelles è stato creato un circuito chiuso per l’utilizzo delle acque grigie al posto di quella potabile attraverso il trattamento e la purificazione delle acque reflue generate durante la produzione. Questo si traduce in un risparmio di oltre 100.000 metri cubi di acqua potabile all’anno.

L’impianto Audi (gruppo Volkswagen) carbon neutral

Oltre al sito produttivo è fondamentale che anche i fornitori siano carbon neutral e che l’arrivo del materiale comporti il minimo impatto ambientale. Per questo motivo i motori elettrici prodotti in Ungheria arrivano dal 2022 a Bruxelles in treno e non sui camion, facendo un percorso di circa 1300 chilometri, riducendo così le emissioni di anidride carbonica di circa 2600 tonnellate ogni dodici mesi.

Spostandoci dal Belgio alla Francia, anche Renault è al lavoro per rendere entro il 2025 “Net Zero Carbon” il Centro di produzione ElectriCity e per lo stabilimento di Cléon entro il 2025. Dopo questo primo risultato, tutti i siti industriali europei diventeranno a zero impatto entro il 2030. Per riuscirci, tutte le iniziative si concentreranno su due politiche industriali precise: energia a basse emissioni di carbonio ed efficienza energetica.

Per quanto riguarda Mercedes, già dal 2022 ha raggiunto la neutralità carbonica in tutti i suoi impianti, mentre in Germania utilizza energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Entro il 2030 prevede di alimentare tutti i suoi impianti nel mondo per il 70% con energia derivata da fonti rinnovabili e sempre entro la fine del decennio ridurre del 35% il consumo d’acqua.

La riduzione delle emissioni passa anche dall’utilizzo di alimentazioni “alternative”, come nel caso dello stabilimento Bmw di Dingolfing in Baviera: dal 2025 in poi utilizzerà il calore prodotto dalla biomassa regionale e il proprio legno di scarto per soddisfare circa il 50% del fabbisogno di acqua calda per la produzione. L’accordo consentirà risparmiare circa 20.000 tonnellate di CO2 all’anno rispetto all’utilizzo di energie fossili convenzionali.

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