Sharjah City

La nuova Photography Gallery inaugura con due mostre

La Sharjah Foundation presenta in Al Manakh la collezione dello sceicco Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi e le immagini della decolonizzazione

di Filippo Maggia

Fishing, late 19th to early 20th century. Collection of His Highness Sheikh Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi

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A conferma della vitalità e della volontà di proporsi sempre più come un hub per l’arte visiva, strategicamente collocato in prossimità del margine che separa nord e sud del mondo, la Sharjah Foundation ha inaugurato l’8 novembre scorso due mostre fotografiche, una storica e l’altra contemporanea, nel nuovo spazio dedicato a questa pratica artistica: la Photography Gallery in Al Manakh, Sharjah City.

Busra (sic) creek’, late 19th to early 20th century. Collection of His Highness Sheikh Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi

Una raccolta di memorie

L’esposizione permanente “Photographic Encounters along the Gulf Coasts” propone 165 fotografie e documenti di archivio provenienti dalla collezione di Sua Altezza lo Sceicco Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi, sovrano di Sharjah, in gran parte diapositive su vetro che datano dalla fine del XIX secolo ai primi decenni del XX, raffiguranti luoghi (gli Emirati, Muscat, Aden e altri ancora) e attività commerciali (soprattutto pescatori e artigiani) lungo le coste del Golfo Persico e dell’Oceano Indiano.

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‘Arab dhow’, late 19th to early 20th century. Collection of His Highness Sheikh Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi

La mostra si presenta come una raccolta di reperti di cui in realtà sono incerti gli autori come le date e sovente anche il luogo esatto dove l’immagine venne realizzata, oggetti passati di mano in mano con titoli e scritte apportate dai diversi proprietari, divenendo essi stessi conduttori di storie e di memorie. È proprio questo il tratto caratteristico della collezione, il tentativo di ricomporre attraverso fotografie storiche la narrazione della regione del Golfo Persico, esplorando schemi coloniali e postcoloniali di produzione e diffusione della conoscenza.

‘Native roundabout’, late 19th to early 20th century. Collection of His Highness Sheikh Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi

Sessant’anni di modernizzazione

A questa esposizione - esempio illuminato di quanto sia necessario indagare il passato per comprendere e tradurre il presente, esercizio delegato alla fotografia che trascende in questo caso il suo primario significato di documento - si affianca la mostra “Image Keepers” fino al 26 aprile, con oltre 50 opere fotografiche in vari formati dalle collezioni della Sharjah Art Foundation, dai ritratti in studio alle installazioni multimediali prodotte da 17 artisti e collettivi. Ispirata all’opera intitolata “Gardiennes d’images” del 2010 - realizzata da Zineb Sedira, artista che nel suo lavoro celebra il ruolo delle donne come custodi della memoria personale e culturale - “Image Keepers” esplora il tessuto sociopolitico degli ultimi sessant’anni sullo sfondo dei processi serrati e sovente incrinati di modernizzazione e decolonizzazione dei Paesi nordafricani e mediorientali, sino a lambire l’Africa centrale e l’Asia Meridionale.

‘Arab dhows’, late 19th to early 20th century. Collection of His Highness Sheikh Dr Sultan bin Mohammed Al Qasimi

Le opere parlano di questioni legate all’identità etnica, alle migrazioni transnazionali e alle diaspore, alle relazioni che intercorrono fra individui e luoghi, alla memoria personale e collettiva, alla riscoperta del sé originario e, inevitabilmente, ai processi di modernizzazione che ancora oggi sconvolgono la vita quotidiana di piccole e grandi comunità.

Amina Zoubir, MUSCICAPIDAE, 2016. Sharjah Art Foundation Collection. (Photo: Ivan Erofeev)

Troviamo i ritratti di Amina Zoubir, specchi di uomini e donne colonizzati; quelli sfocati e indefiniti di Mame-Diarra Niang, metafore di un sé ancora incerto e fragile;

Mame-Diarra Niang, Figure le moment qui precede, 2021. Sharjah Art Foundation Collection. (Photo: Ivan Erofeev)

la serie Landscape-Cityscape di Susan Hefuna nella quale i soggetti ritratti con una camera stenopeica compaiono appena, come nelle albumine di metà Ottocento;

Bani Abidi, Proposal for a Man in the Sea, 2012. Sharjah Art Foundation Collection. (Photo: Shanavas Jamaluddin)

e, fra gli altri, opere di Rashid Mahdi, Rula Halawani, Khadija Saye, Kader Attia e le installazioni di Bani Abidi, Hrair Sarkissian, Mohammed Kazem, Rushdi Anwar.

Rula Halawani, From ‘The Brideis Beautiful, But She is Marriedto Another Man’2017. SharjahArt Foundation Collection. (Photo: Ivan Erofeev)

Fotografie che non solo documentano la realtà ma che la reinterpretano nel tentativo di restituire valore e dignità a storie che altrimenti andrebbero perdute.

Fishing

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