Fare education, regola principe
Se il mondo degli investitori guarda alle asset digitali c'è ancora una resistenza perché spesso il concetto di cripto asset è associato a speculazione, irregolarità, riciclaggio di denaro. È dunque molto importante l'aspetto education. Lo ha sottolineato nel corso del convegno (Asset digitali: una finestra sul futuro del risparmio gestito”) Riccardo Negro, Chief Operating Officer & Business Transformation Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. Proprio in queste settimane la società ha avviato ma solo per i clienti più sofisticati e trader un progetto pilota che consente di operare in digital asset grazie ad una nuova piattaforma.
«Stiamo assistendo ad una vera rivoluzione digitale e il nuovo mondo che si sta delineando vedrà l'indispensabile presenza dei grandi gruppi finanziari per riuscire a creare un vero e proprio mercato degli asset digitali – ha spiegato Negro - Nel nuovo ecosistema assisteremo alla forte presenza degli operatori tradizionali (degli asset manager, delle rete distributrici e delle banche depositarie) che potranno sicuramente portare anche quella fiducia indispensabile per permettere ai risparmiatori di investire con sicurezza e trasparenza nel mercato degli asset digitali». Secondo Negro, però, affinché il mercato dell'asset management italiano possa investire con sicurezza negli asset digitali, è necessario che anche le banche depositarie attive in Italia sviluppino servizi specifici dedicati al mondo digitale con una nuova normativa di riferimento, ad oggi ancora in una fase iniziale.
Il ruolo chiave della banca depositaria
Le banche depositarie hanno un ruolo chiave nel consentire processi in sicurezza. «A mio avviso i servizi più importanti che la banca depositaria dovrà svolgere nel mondo degli asset digitali saranno principalmente tre – aggiunge Negro - controlli caratteristici anche per questa asset class, un framework di cybersecurity sofisticato e la capacità di custodire le chiavi rappresentative. In un prossimo futuro, infatti, la chiave privata determinerà il possesso dei digital asset. Il furto o la perdita significherà, di fatto, perdere l'accesso ai propri dati; per ovviare a questo è necessaria la presenza sul mercato di operatori affidabili in grado di fornire un servizio end to end: dalla creazione alla gestione delle chiavi private».
Ad esempio State Street per i servizi di custodia di asset digitali ha fatto ricorso ad un esperto del settore. Si tratta di Copper.co, provider londinese di servizi istituzionali di custodia di asset digitali e infrastrutture di trading. State Street Digital farà leva sulla tecnologia di Copper.co per sviluppare e, previa approvazione da parte delle autorità di regolamentazione e di altri enti, lanciare un'offerta di servizi di custodia di asset digitali che consentirà ai clienti istituzionali di custodire e depositare i loro asset digitali in uno spazio protetto gestito da State Street. L'azienda si avvarrà della sua solida infrastruttura e della sua comprovata esperienza nel supportare i clienti nel processo di transizione e di sviluppo della nuova digital economy.
«Con la crescita dell'interesse da parte degli investitori istituzionali per gli asset digitali, ci impegniamo a sviluppare l'infrastruttura finanziaria necessaria per supportare le allocazioni dei nostri clienti in questa nuova asset class – ha ricordato Nadine Chakar, Responsabile di State Street Digital - . La nostra mission di è sempre incentrata sulla realizzazione delle soluzioni più adatte a soddisfare le esigenze dei clienti, sia per quanto riguarda gli asset tradizionali sia quelli digitali. Questa partnership accresce ulteriormente la nostra volontà di offrire ai nostri clienti una digital experience unica e sorprendente. Come Banca depositaria, uno dei nostri obiettivi è anche quello di supportare e foraggiare le innovazioni nell‘industria del risparmio gestito e quindi tutte le sue evoluzioni»