«La moda impari dal design il valore del bello senza tempo»
In occasione del Salone del mobile che apre oggi a a Milano, lo stilista Giorgio Armani spiega come nacque, esattamente 20 anni fa, la linea Casa, che aprì la strada a molti altri marchi
di Giulia Crivelli
4' di lettura
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Sono passati esattamente vent’anni dal lancio della prima collezione Armani/Casa. Lo stilista e imprenditore dice di aver iniziato allora, era il 2001, «a strutturare il progetto di un lifestyle completo», estendendo la sua visione e la sua estetica alla dimensione dell’abitare. Ma è un autentico understatement, come dicono i britannici: l’estetica di Giorgio Armani era riconosciuta e riconoscibile da ben prima del 2001 e forse proprio per questo, per la credibilità della sua «estensione», la linea di mobili e complementi ha avuto tanto successo e in molti hanno cercato di seguire l’esempio. Dalle parole di Armani però, più che la rivendicazione di un primato, traspaiono la passione e il consueto impegno profuso nel progetto casa.
Il legame tra mondo della moda e dell’arredo è inevitabile, se un marchio cresce e ambisce a essere sinonimo di lifestyle?
È una progressione naturale, almeno lo è stata per me. Prima si veste il corpo, quindi si veste lo spazio abitato dal corpo. Dopo aver arredato lo spazio l’ho anche personalizzato, esplorando tutte le possibilità di un lifestyle a marchio Armani. Nel mio disegno di business, vedo tutto insieme, in modo coerente.
Una differenza tra i due mondi, moda e arredo, sono i canali di vendita e le logiche distributive. È soddisfatto del mix tra negozi fisici a insegna Armani/Casa e wholesale?
Il canale di vendita per i prodotti Armani/Casa si affianca all’offerta in negozio, anche se il servizio si basa essenzialmente sul rapporto diretto tra venditore e cliente. Sono soddisfatto dell’equilibrio che abbiamo creato: il servizio è eccellente, dalla vendita “semplice” fino ad arrivare alla couture, l’approccio personalizzato con la consulenza dei nostri architetti.


