Craft 4.0

La moda che supera le barriere: corpi plurali e abiti adattativi

Il suo design nasce dal focus sul movimento. L’obiettivo di Francesco Saverio Matera, vincitore del Cnmi Fashion Trust Grant 2026, è creare prodotti che amplifichino le possibilità delle persone.

Scatto dall’apertura dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 dove si vede la scarpa realizzata da Francesco Saverio Matera con Kedar Benjamin, utilizzando la tecnologia 3D per stampare la resina che da liquida si trasforma in struttura solida, guidata dal controllo digitale.

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Non un corpo ideale, ma quello reale: che cammina, si piega, affronta ostacoli, cambia nel tempo. È dall’osservazione quasi antropologica del movimento che nasce il lavoro di Francesco Saverio Matera, uno dei tre vincitori – con Act N°1 e Institution – del Cnmi Fashion Trust Grant 2026: un lavoro sospeso tra design, sportswear, ricerca sui materiali e tecnologie adattive.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Classe 1996, originario della Basilicata, Matera ha costruito il suo percorso all’interno di alcune delle realtà più avanzate della fashion industry italiana, da Moncler Footwear a Stone Island. Esperienze che gli hanno permesso di confrontarsi con mondi apparentemente diversi — calzature, abbigliamento tecnico, accessori, prototipazione — ma accomunati dalla stessa domanda: come può un prodotto migliorare l’interazione tra il corpo — qualsiasi tipo di corpo — e l’ambiente che lo circonda?

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Giubbotti in tessuto tecnico (a partire da 400 €), ingegnerizzati per consentire comfort e libertà di movimento. MATERIA ADAPT

Dal desiderio di dare una risposta personale al quesito, nel 2023 è nato Materia Adapt, il suo progetto indipendente che rappresenta oggi il laboratorio attraverso cui sviluppa le sue ricerche. Più che un brand, è una piattaforma dove convergono manifattura avanzata, stampa 3D, design e sperimentazione ergonomica. Matera esplora costantemente il modo in cui le tecnologie emergenti possono rispondere a bisogni reali senza rinunciare al valore emotivo e culturale degli oggetti. Che si tratti di abiti adattivi, sistemi modulari o calzature stampate, l’obiettivo resta invariato: abbattere le barriere e creare prodotti che amplifichino le possibilità delle persone anziché limitarle.

Un dettaglio dei giubbotti in tessuto tecnico.

L’estetica di Matera affonda le radici nel paesaggio del Sud Italia. Le stratificazioni geologiche, l’erosione della roccia, le superfici modellate dal vento e dall’acqua diventano riferimenti metodologici prima che formali. Nei suoi progetti la natura non viene imitata, ma studiata come un sistema capace di adattarsi e trasformarsi nel tempo. Da qui derivano prodotti che sfuggono alle categorie tradizionali. Calzature stampate in 3D, sistemi modulari, componenti ispirati al mondo ortopedico e protesico vengono reinterpretati non come dispositivi da nascondere, ma come elementi progettuali da valorizzare. La funzione smette di essere un compromesso estetico e diventa parte integrante del linguaggio dell’oggetto.

La scarpa stampata in 3D.

La sua ricerca, tra l’altro, ha trovato la sua sintesi anche nel contributo dato alla cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. Per Matera il progetto è stato l’occasione di portare il design adattivo fuori dagli ambiti specialistici e inserirlo nel dibattito culturale, dimostrando come innovazione e accessibilità possano convivere senza gerarchie.

In un momento in cui il design sembra oscillare tra nostalgia e tecnologia, il lavoro di Francesco Saverio Matera prova a immaginare una terza via: quella di prodotti pensati per accompagnare la complessità dei corpi contemporanei, senza chiedere alle persone di adattarsi agli oggetti, ma agli oggetti di adattarsi alle persone.

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