La mobilità del futuro integra mezzi diversi complementari all’auto
Numerose realtà, dalle società di noleggio a lungo termine ai gruppi assicurativi, hanno deciso di trasformarsi in «provider di mobilità»
di Claudia La Via
2' di lettura
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I nuovi fondi previsti dal Pnrr promettono di dare una spinta al mercato della smart mobility. Tra i temi al centro dei principali investimenti, oltre all’adozione di soluzioni di mobilità a idrogeno ed elettrica, con annesso sviluppo delle infrastrutture di ricarica, rientra anche il rafforzamento della Mobility as a Service (MaaS), un nuovo modo di concepire la mobilità, sempre più orientata al servizio e capace di integrare vari mezzi e forme d’uso e che oggi sta entrando con decisione anche all’interno degli spostamenti aziendali.
In questo contesto sempre più complesso, il “vecchio” fleet manager ha lasciato progressivamente il posto alla figura del mobility manager, al quale è richiesta una visione più olistica e il possesso di diverse competenze. Nonostante la teoria, però, questa figura a livello istituzionale è regolata dal cosiddetto “Piano spostamenti casa-lavoro” e dunque ancora molto limitata.
«Come associazione stiamo lavorando con l’Ente italiano di Normazione per ridefinire questa figura attraverso una norma aggiornata», spiega Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga, l’associazione italiana acquirenti e gestori di auto aziendali. Resta forte anche lo scollamento tra le proposte tecnologiche, le competenze, e i sistemi di controllo adottati dalle aziende.
«Resta da capire chi si occupa di cosa, come vanno distribuiti e chi raccoglie i dati per analizzarli. Lo stesso vale per le note spese, che ancora troppo spesso includono scannerizzazioni di fatture e scontrini, non facilmente utilizzabili per gli indicatori di performance aziendali», precisa Tortorici. Difficile è anche coordinare un ecosistema che coinvolge attori e fornitori diversi. Per questo sono già diverse le realtà - dalle società di nlt (noleggio lungo termine) alle compagnie assicurative - che hanno deciso di trasformarsi in “provider di mobilità” capaci di gestire, non solo gli spostamenti, ma anche le scadenze amministrative e i report sui pagamenti effettuati in mobilità.
Un esempio è il gruppo UnipolTech che dalla vendita di polizze auto, negli anni ha cercato di diventare un interlocutore unico fornendo un ecosistema MaaS, che permette l’accesso ad altre forme di mobilità complementari all’auto, inclusi per esempio monopattini e mezzi pubblici nelle città metropolitane.

