Nuovo pontificato

La “mission” di Leone XIV: unità nella chiesa e contro ogni propaganda religiosa

Prevost nell’omelia della messa di inaugurazione traccia le prime linee del pontificato: no al condottiero solitario

di Carlo Marroni

Papa Leone XIV: "Scelto senza alcun merito, vengo a voi come fratello"

3' di lettura

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Lo dice in un passaggio per nulla scontato: «Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede». Nell’omelia della messa di inaugurazione Leone XIV traccia le prime linee guida del suo pontificato, che prima di tutto avrà come “mission” l’unità della chiesa, che negli ultimi anni – e non solo per le linee dettate da Bergoglio, peraltro appena citato nel testo e solo evocato alla fine della celebrazione, «ho sentito forte la presenza spirituale di Papa Francesco, che dal Cielo ci accompagna» – ha subito attacchi e rischi di scissioni.

«Questo, fratelli e sorelle, vorrei che fosse il nostro primo grande desiderio: una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato».

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I temi della povertà e dell’ambiente tornano centrali

Divisioni che si riconnettono al clima del mondo: «In questo nostro tempo, vediamo ancora troppa discordia, troppe ferite causate dall’odio, dalla violenza, dai pregiudizi, dalla paura del diverso, da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri. E noi vogliamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità».

In questo passaggio è chiaro che Leone indica alcuni capisaldi della pastorale: pace, ambiente, povertà, disuguaglianze economiche, temi ampiamente trattati nel pontificato di Francesco, che hanno lasciato il segno, non solo nei gesti. Ma Prevost non allarga l’omelia al “sociale”, riconnette al tema guida religioso: «Noi vogliamo dire al mondo, con umiltà e con gioia: guardate a Cristo! Avvicinatevi a Lui! Accogliete la sua Parola che illumina e consola! Ascoltate la sua proposta di amore per diventare la sua unica famiglia: nell’unico Cristo siamo uno».

Il messaggio di dialogo con le altre chiese cristiane

Che Chiesa indica il Papa? Qualche traccia si trova: «Questa è la strada da fare insieme, tra di noi ma anche con le Chiese cristiane sorelle, con coloro che percorrono altri cammini religiosi, con chi coltiva l’inquietudine della ricerca di Dio, con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, per costruire un mondo nuovo in cui regni la pace». Quindi dialogo sia all’interno della chiesa cristiane, in particolare gli ortodossi (lunedì 19 vede il patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli, si parlerà del possibile viaggio a Nicea, in Turchia, per i 1700 anni del Concilio) che con le altre religioni.

No alla sopraffazione e alla propaganda religiosa

Ma forse il messaggio “interno” più forte dopo l’unità è in un altro punto: «Questo è lo spirito missionario che deve animarci, senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo né sentirci superiori al mondo; siamo chiamati a offrire a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze, ma valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo». E ancora: «Non si tratta mai di catturare gli altri con la sopraffazione, con la propaganda religiosa o con i mezzi del potere, ma si tratta sempre e solo di amare come ha fatto Gesù». Quella che vede non è una chiesa “law and order” come è in larga parte quella americana, e tantomeno il modello del predicatori evangelici.

«Mai cedere alla tentazione di essere un condottiero solitario»

Infine un elemento molto interno: «Se la pietra è Cristo, Pietro deve pascere il gregge senza cedere mai alla tentazione di essere un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri, facendosi padrone delle persone a lui affidate. Al contrario a lui è richiesto di servire la fede dei fratelli, camminando insieme a loro». Il Papa è il capo supremo della Chiesa, ma durante le congregazioni generali è stato discusso del suo “ruolo” – forse anche in merito allo stile accentratore del Papa e di scavalcamento sistematico della catena di comando da parte dello stesso Bergoglio, da lui stesso spesso rimarcato - e anche della assenza di incontri i plenari tra cardinali, che infatti non si conoscevano.

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