Il nuovo attacco

La minaccia di Trump a Cuba: una portaerei Usa a 100 metri dalla costa

Il presidente Usa decreta ulteriori sanzioni, anche contro le banche straniere e annuncia di «prendere l’isola quasi immediatamente». La replica de L’Avana : «Misure illegali e offensive»

di Roberto Da Rin

L’ex presidente cubano Raul Castro, 95 anni, con gli attuali leader de l’Avana alla manifestazione del Primo Maggio EPA

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Una portaerei americana «a 100 metri dalle coste di Cuba e nuove sanzioni». È questa l’ultima minaccia di Donald Trump.

Il corteo del 1° maggio sciolto da poco, i manifestanti impegnati a riavvolgere lo striscione più grande, La solidariedad no se detiene, la solidarietà non si ferma. Una serata calda, a L’Avana, che prelude a un lungo fine settimana. Qualche birretta e i giovani, come sempre, sul Malecón, il lungomare della città che non è solo una strada, è una pausa.

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A rompere la placida monotonia de L’Avana colpita da una grave crisi energetica trascolorata in crisi alimentare, l’annuncio di Donald Trump : «Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi» a Cuba. Il presidente americano rilancia i suoi propositi di conquista e annuncia nuove sanzioni «contro Cuba che continua a rappresentare una minaccia straordinaria» per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’esternazione di Trump specifica di voler prendere Cuba «quasi immediatamente». Con l’intenzione di inviare la portaerei USS Abraham Lincoln a 100 metri dalle coste cubane.

Le nuove sanzioni, che prendono di mira le banche straniere che collaborano con il governo cubano e impongono restrizioni in materia di immigrazione, sono contenute in un decreto presidenziale pubblicato sul sito della Casa Bianca.

Le misure annunciate, non indicano individui specifici, si concentrano su settori chiave dell’economia cubana, in particolare l’industria mineraria, i servizi finanziari, l’energia e la difesa. Qualsiasi persona o azienda che operi in questi settori o che intrattenga rapporti commerciali con il regime cubano subirà il congelamento totale dei propri beni negli Stati Uniti. Inoltre, qualora una banca di un altro paese agevoli una «transazione significativa» per uno qualsiasi dei soggetti menzionati, rischierà il congelamento dei propri conti a Wall Street. E il divieto di negoziare in dollari.

Il decreto esecutivo va ben oltre le precedenti disposizioni. Non punisce solo i membri del governo cubano, ma anche imprenditori, funzionari o individui di qualsiasi livello che partecipino alle attività sanzionate. In altre parole Trump il decreto impone sanzioni a qualsiasi entità finanziaria straniera che effettui transazioni per conto di individui o società cubane soggette a sanzioni statunitensi.

«Coloro che rientrano in questi criteri non potranno inoltre recarsi negli Stati Uniti, a meno che il Segretario di Stato Marco Rubio non stabilisca che la loro presenza sia necessaria per gli interessi nazionali di Washington».

Le sanzioni entrano in vigore immediatamente, «a causa della possibilità di trasferire fondi o beni istantaneamente», per evitare che possano essere eluse con notifiche preventive.

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha condannato la nuova ondata di sanzioni statunitensi contro il Paese, definendole «illegali e offensive».

Un ordine esecutivo, firmato da Trump, che prende di mira i funzionari dei settori energetico, della difesa, finanziario e della sicurezza dell’economia cubana, nonché coloro che, a suo dire, si sono resi responsabili di «violazioni dei diritti umani» o di atti di corruzione. Rodriguez ha poi scritto su X: «Respingiamo fermamente le recenti misure coercitive unilaterali adottate dal governo degli Stati Uniti». E poi ancora: «La nuova, chiara e diretta minaccia di aggressione militare lanciata contro di noi dal presidente degli Stati Uniti, dopo aver drasticamente rafforzato l’embargo economico, eleva l’aggressione contro Cuba a livelli pericolosi, senza altro pretesto che il desiderio di compiacere le piccole élite che gli promettono fedeltà elettorale e finanziaria».

La situazione emergenziale ha indotto Raul Castro, che tra poche settimane compirà 95 anni, a partecipare alla parata del 1° maggio. Con lui il nipote Raúl Guillermo Rodríguez, detto, el Cangrejo, il Granchio, cui è stata affidata la responsabilità di negoziare con i delegati del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha pubblicato una foto del raduno con il commento: «Uniti, vicini, chiediamo pace e ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo senza condizioni. La paura non ha posto qui». Nei giorni scorsi il governo di Diaz-Canel ha accusato gli Stati Uniti di «fabbricare pretesti» per attaccare l’isola, respingendo le affermazioni di Marco Rubio sulla presunta presenza di militari e servizi di intelligence di Paesi “avversari”. Insomma, un doppio blackout a Cuba. Per le strade e nelle relazioni bilaterali con Washington.

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