Alberghi doc

La mia casa è un albergo: l’hôtellerie italiana si trasforma

Una qualità di accoglienza su misura per la clientela internazionale. Da Roma a Palermo, dall’Argentario al lago di Como, sono le donne a guidare il cambiamento.

di Paola Dezza

Da sinistra in alto, Marie-Louise Sciò, ceo degli hotel di famiglia: Il Pellicano, La Posta Vecchia e Mezzatorre; Valentina De Santis, ceo Grand Hotel Tremezzo e Passalacqua, e la madre, Antonella Mallone; Beatrice e Margherita Ramella, co-fondatrici di La Pescaia Resort; Francesca Planeta, presidente di Planeta Estate; in basso, da sinistra, Diana Zuncheddu ha rilanciato l’hotel di famiglia, l’Abi d’Oru di Porto Rotondo; Bianca Passera, presidente del gruppo LarioHotels e co-fondatrice di Vista, brand di alberghi di charme; Rosa Visocchi, responsabile sales & marketing e Michela Mola, direttrice generale del Singer Palace, a Roma.

7' di lettura

7' di lettura

Dimore affacciate sul lago e antichi casali tra le colline, strutture in riva al mare o piccole destinazioni di charme, eccellenze del territorio. Luoghi dove si esprimono creatività e uno stile di accoglienza tutto femminile. Sempre più numerose nel mondo alberghiero, le donne che hanno preso le redini degli hotel di famiglia od optato per una carriera manageriale nell’ospitalità di lusso stanno interpretando e, in alcuni casi, plasmando i gusti della clientela internazionale più raffinata.

Il Vista, a Verona del gruppo LarioHotels.

È una storia che si dipana lungo quattro generazioni quella che ha portato Bianca Passera e il nipote Luigi nei ruoli rispettivamente di presidente e ad del gruppo LarioHotels. Il business di famiglia inizia con un ristorante nei primi del Novecento, poi con l’Hotel San Gottardo e con la gestione del Terminus. Nonna Clelia è l’antesignana dell’attuale trend, «viveva e lavorava in hotel», racconta Bianca. «Per me l’emblema della donna lavoratrice più che la figura classica della nonna. Si occupava dell’accoglienza, mentre mio nonno gestiva la ristorazione». Alla fine degli anni Cinquanta viene acquistata Villa Flori, storica struttura affacciata sull’acqua, e il gruppo cresce. Bianca studia in Bocconi e dopo un’esperienza nella pubblicità a Milano e un periodo a New York, apre un’agenzia di branding packaging. Ma torna sul lago, chiamata dal fratello Antonello. «Inizio a occuparmi della parte interior. Ho sempre amato viaggiare e visitare hotel in Italia e nel mondo, grazie anche a una collaborazione con un giornale di viaggi. Ho iniziato molto presto ad approfondire i temi legati alla sostenibilità nel fare impresa. Oggi il nostro gruppo è Società Benefit e ne siamo molto soddisfatti, ma Luigi e io abbiamo semplicemente messo a terra una filosofia che la nostra famiglia ha avuto ben chiara fin dagli inizi».

Loading...

L’attenzione di genere è al centro della politica di gestione. «In LarioHotels la general manager è donna, stiamo facendo tutti i passaggi per la certificazione di genere e nel cda sono pari le figure maschili e femminili. D’altronde, nel settore dell’hôtellerie, il ruolo e le competenze delle donne hanno sempre maggior peso». Di recente Bianca e il nipote Luigi, figlio di Corrado (banchiere italiano, fondatore del Gruppo illimity) hanno creato un nuovo brand di alberghi di charme, il Vista, aperto a Como e subito dopo a Verona e atteso per il 2025 a Ostuni, nell’affascinante ex Manifattura Tabacchi.

Grand Hotel Tremezzo - Spa, Tremezzo Como.

L’amore per il lago è anche la cifra della strategia della famiglia De Santis. Per Valentina, figlia unica di imprenditori alberghieri, la strada era tracciata. Al Grand Hotel Tremezzo, storica struttura del lago di Como che in questi mesi ha festeggiato 114 anni dall’apertura, è stata di casa ogni estate, fin da bambina. Gli arredi colorati e allegri, le poltroncine di velluto viola, arancio e verdi del grande salone, i cuscini di un elegante rigato della terrazza, le raffinate porcellane e la capacità di accogliere gli ospiti sono nati dal gusto della madre di Valentina, Antonella, e prima ancora dalla nonna Maria. «L’albergo fu costruito da Maria ed Enea Gandola, una coppia di viaggiatori di Bellagio, che, di ritorno dal Grand Tour, scelsero di replicare il lusso dei grand hotel visti in Europa, e fu acquistato da mio nonno materno», racconta Valentina. L’ultima perla della famiglia (che, oggi, a Como possiede tre hotel e la gestione di Villa Sola Cabiati), è Passalacqua a Moltrasio che nel 2023 ha ottenuto il riconoscimento di miglior albergo del mondo secondo The World’s 50 Best Hotels, mentre quest’anno è stato nominato The Best Hotel in Europe. Elegante dimora affrescata, dove ha soggiornato Vincenzo Bellini, circondata da un giardino all’italiana, è stata inaugurata due anni fa (prima apparteneva a un proprietario americano). Oggi, insieme al Grand Hotel Tremezzo, è l’emblema della Dolce Vita sul lago. «Con orgoglio sto notando una crescente presenza femminile in ruoli manageriali», sottolinea Valentina. «Personalmente credo che nell’ospitalità un tocco di femminilità possa davvero fare la differenza».

Al Pellicano di Porto Ercole, Grosseto.

Al Pellicano di Porto Ercole il cambio generazionale ha visto Marie-Louise succedere al padre Roberto Sciò, fondatore del gruppo, che annovera oggi anche La Posta Vecchia e il Mezzatorre di Ischia. Marie-Louise ha portato in azienda la sua creatività, sostenuta dagli studi di architettura in un ambiente cosmopolita come quello newyorkese, e ha inaugurato, insieme all’investitore inglese Aermont, una strategia per replicare sul territorio nazionale la formula di lusso esclusivo de Il Pellicano. L’espansione è cominciata dal Relais La Suvera, alle porte di Siena, che aprirà nel 2026. «Ho iniziato a lavorare come direttore creativo in un ambiente fortemente maschile, con una certa timidezza», racconta. «Mio padre mi chiese di disegnare un bagno dell’hotel, dove ho passato tutte le vacanze della mia infanzia. Una volta terminato il lavoro, gli ho suggerito di rilanciare l’hotel con un restyling che richiamasse una clientela giovane. Mi ha dato carta bianca. Durante quell’inverno ho rifatto l’arredamento, in punta di piedi perché volevo che i clienti storici, l’80 per cento delle presenze, si sentissero sempre a casa. Poco alla volta abbiamo rivisto la grafica, le divise, i piatti». La direzione creativa nel tempo ha portato Marie-Louise a ideare progetti fuori dall’ordinario, dalla collaborazione del 2019 con Birkenstock ai libri sulla storia dell’hotel e di cucina, l’ultimo a cura dello chef Antonio Guida e del fotografo Juergen Teller. In più l’idea di una boutique di e-commerce, Issimo, come «estensione della nostra filosofia estetica, un cabinet de curiosités dell’Italia, non ovvio».

Il Singer Palace, Roma.

Anche per Rosa Visocchi e Michela Mola, coinvolte nella gestione del Singer Palace a Roma, l’approdo all’ospitalità è una storia di famiglia e d’amore. «Io sono cresciuta in un albergo. Ho fatto della mia vita il mio lavoro. Nel tempo, abbiamo gestito il Chiaia di Luna a Ponza e il Due Lune a Puntaldia in Sardegna. A Fiuggi abbiamo il nostro hotel di proprietà, il Silva Splendid Hotel Congress & SPA» e il padre di Rosa è stato per moltissimi anni il braccio destro di Sir Rocco Forte. «Mi sono avvicinata a questo mondo per amore di mio marito», le fa eco la cognata Michela. «Il nostro approccio è diverso da quello maschile, abbiamo un’empatia e una cura nel dettaglio quasi maniacale. Il lusso va interpretato in maniera discreta e gentile ed è indispensabile conoscere profondamente gli ospiti, anticipandone le necessità». «Ma bisogna anche sorprenderli», dicono all’unisono.

La Pescaia Resort, Grosseto.

Sono cinque i secoli di storia, come testimonia la targa all’ingresso, della dimora appartenuta ai Tolomei e poi passata alla famiglia Ramella. Margherita e Beatrice hanno dato nuova vita a La Pescaia Resort. «Dieci anni fa abbiamo deciso di valorizzare una tenuta quasi abbandonata (150 ettari, ndr) e trasformarla in un luogo di accoglienza. Abbiamo investito e lavorato per fare sentire gli ospiti a casa. Anche noi viviamo nella proprietà», spiega Margherita. È stato un cambio di rotta nelle carriere di entrambe: Margherita lavorava nel mondo dei viaggi su misura, Beatrice in quello della moda. «All’inizio abbiamo fatto tutto: cucinato, servito ai tavoli, dipinto i muri, scelto gli arredi. E deciso di puntare sulla sostenibilità: non usiamo plastica, abbiamo un orto e acquistiamo solo da produttori locali. Abbiamo scelto di puntare su un lusso “rurale”, che si rivolge agli amanti della natura e della quiete: 36 ospiti in tutto». La Pescaia Resort nasce come azienda agricola e tale è rimasta. Un microcosmo con maneggio, allevamento di galli e galline di razze speciali, orto, frutteti e ulivi secolari. Un resort diffuso con dieci camere nella villa principale e due appartamenti. «Produciamo olio, realizziamo il nostro gin e siamo aperti sette mesi l’anno», raccontano.

L’Abi d’Oru - Suite Grazia, Porto Rotondo.

Diana Zuncheddu è tornata alle sue origini in Sardegna quando il padre Sergio le ha chiesto di rilanciare l’Abi d’Oru, hotel cinque stelle a Porto Rotondo. Diana ha accettato la sfida, che diventerà duplice dopo aver vinto il bando per realizzare un hotel a Cagliari in quello che fu l’Ospedale marino sulla spiaggia del Poetto. «La cosa che più temo è la noia e mi sono buttata in questa avventura come fosse una pagina bianca da scrivere». Diana è una giornalista e la metafora riflette la sua prima professione. «Ho messo tutta l’esperienza e la storia della mia famiglia in questa scelta, dalle ricette di mia nonna alla capacità non scontata di fare squadra tra donne e di lavorare col cuore. Penso che l’approccio femminile sia insieme più coinvolto e più coinvolgente». L’attenzione alla cifra femminile passa anche per una scuola di formazione, rivolta al personale stagionale proveniente dallo Sri Lanka («donne che hanno molta voglia di imparare e che vogliamo far crescere professionalmente»), e una borsa di studio pensata per far studiare una giovane under 30.

Planeta Estate – La foresteria resort, Palermo.

«Nella mia famiglia l’ospitalità è donna da tante generazioni», racconta Francesca Planeta, presidente di Planeta Estate, che ha vinto il Compasso d’Oro alla carriera per il contributo dato al food design. «Siamo una famiglia numerosa, dalla parte di mio padre erano sette fra fratelli e sorelle. Le mie quattro zie, insieme alla nonna Giuseppina, hanno sempre organizzato pranzi, cene e feste per un numero imprecisato di ospiti, che non erano mai meno di 50. Tutte cucinavano, la nostra casa era sempre aperta». Oggi Francesca guida un piccolo gruppo, in decisa espansione, di alberghi di charme. La storia della cantina s’intreccia con quella degli hotel: le prime etichette datano 1995, 14 anni dopo la famiglia decide di lanciare La Foresteria Wine Resort, seguita nel 2017 da Palazzo Planeta a Palermo (a breve verranno inaugurati nuovi appartamenti in affitto) e nel 2024 da La Segreta Country House. Il tutto affonda le radici in una storia lunga cinque secoli e 17 generazioni.

«Una volta consolidata la cantina, ho voluto far conoscere l’ospitalità siciliana. È stata una sfida, che si è ampliata attraverso lo sviluppo di più realtà. Nel tempo è nata l’esigenza di avere una location sul mare a Menfi. Così, dopo aver acquistato un terreno in una pineta bellissima, abbiamo aperto un beach club». La Foresteria di Menfi, con le sue 14 camere circondate da un giardino mediterraneo, ha ottenuto nel 2024 la chiave dalla Guida Michelin. E la storia continua…

SOGGIORNI D’AUTORE ABI D’ORU. GRAND HOTEL TREMEZZO. LA PESCAIA RESORT. LARIOHOTELS. PASSALACQUA. PELLICANO HOTELS. PLANETA ESTATE. SINGER PALACE. VISTA HOTELS.

Riproduzione riservata ©
  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

Loading...
Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti