La metamorfosi di Jambo a Trentola Ducenta
Il centro commerciale in provincia di Caserta confiscato alla camorra, diventa un polo del commercio, della cultura e dei servizi ai cittadini
di Vera Viola
3' di lettura
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La scommessa di Jambo è far convivere attività commerciali con iniziative di carattere sociale e far sì che le une diano linfa ed energia alle altre. Sembra poco, ma è una vera rivoluzione in un contesto che era partito da tutt’altre premesse.
Fondato nel 1993 da esponenti della locale criminalità organizzata, il centro commerciale con circa 100 negozi era presto diventato il cuore commerciale del centro casertano. A partire dal 2016 sono state sequestrate le quote e i beni della Cis Meridionale (la società che gestiva il Centro Jambo) nell’ambito del procedimento penale a carico di Michele Zagaria, ritenuto capo del clan dei Casalesi. Quote e beni successivamente confiscati definitivamente. La gestione della società Cis Meridionale viene poi trasferita all’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata), sotto l’egida del ministero dell’Interno.
La strada del rilancio è tortuosa e ricca di ostacoli, di fatto la società affidataria non riesce subito a dotarsi di un vero piano strategico e a individuare una nuova funzione dell’attività confiscata. Ma qualcosa cambia nel 2023, quando diventa amministratore giudiziario, Luigi Moscato, commercialista, 44 anni, nato a Benevento, già impegnato in incarichi di amministratore giudiziario su incarico dei Tribunali di Santa Maria Capua Vetere e di Napoli.
La sua intuizione è subito chiara: il centro deve avere una doppia anima, a quella commerciale che deve perseguire il profitto delle oltre cento insegne presenti, si deve aggiungere un’anima non profit, concentrata su azioni di carattere sociale e culturale. Il suo bacino di utenza è quello di un’area vasta che comprende cinque comuni – Trentola, Lusciano, San Marcellino, Aversa e Frignano – con in totale 100mila abitanti, con gravi carenze di servizi e infrastrutture. Per Moscato l’attività commerciale è locomotiva, con circa mille posti di lavoro compreso l’indotto, grazie anche a nuovi arrivi tra cui la libreria Mondadori. Ma, visto che gli spazi ci sono, sono collocati al centro della città – ritiene l’amministratore – è necessario che nasca una sorta di nuova piazza, con un’ampia offerta di servizi per colmare le carenze del territorio. «Perchè? – si domanda Moscato – perchè questo fa bene ai cittadini che hanno subìto lo strapotere e le privazioni imposte dal malaffare, e perchè le stesse attività commerciali, solo se sapranno diventare modello di legalità, dopo aver accettato negli anni bui del passato la convivenza con la criminalità, potranno acquistare maggiore visibilità e attirare visitatori e acquirenti».
Moscato apre uno Sportello per l’assistenza legale e uno per l’assistenza psicologica con la rete Dafne che assiste le donne vittime di reati; rilancia il teatro (sempre all’interno di Jambo) e incrementa le mostre d’arte. Apre al pubblico giovanile campetti di beach volley e palestre. A Natale ospita “il Villaggio di Babbo Natale”. Con il ministero della giustizia stipula un accordo finalizzato a coinvolgere i giovani ex detenuti nella gestione del centro. «Tutti gli spazi devono essere occupati», precisa l’amministratore giudiziario.



