L’iniziativa

La memoria si visita, si abita, si sperimenta

Una sessantina di luoghi della cultura saranno visitabili nel fine settimana 17-19 ottobre grazie al progetto della Fondazione Changes. La presidente Antonella Polimeni: più valore ai territori e intreccio di saperi

di Marina Mojana

Fra le decine di luoghi coinvolti dall’iniziativa Doors of Change, in programma dal 17 al 19 ottobre, ci sono anche il Battistero degli Ariani di Ravenna (nella foto),  monumento Unesco, con la visita che comprende pure la Chiesa paleocristiana dello Spirito Santo (chiusa al pubblico) e il muro di Droctful.

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Nel fine settimana del 17, 18 e 19 ottobre, circa 60 luoghi della cultura in Italia – musei, archivi, biblioteche, parchi archeologici e cantieri di restauro – apriranno le porte al pubblico, fisicamente e virtualmente, alcuni gratuitamente, per fare conoscere il progetto Changes – Cultural Heritage Innovation for Next-Gen Sustainable Society, ideato dalla Fondazione Changes. L’iniziativa nazionale, che mostra da vicino i risultati di studio e innovazione realizzati negli ultimi tre anni con i fondi del Pnrr del Ministero dell’Università e della Ricerca, si chiama Doors of Change, perché? «È un cambio di prospettiva profondo, che restituisce valore ai territori e intreccia in maniera transdisciplinare saperi accademici, competenze tecniche ed energie delle comunità locali, delle istituzioni, delle imprese», spiega Antonella Polimeni, magnifica rettrice della Sapienza-Università di Roma e presidente della Fondazione Changes. «Questa iniziativa segna un passaggio cruciale verso una cultura che non si limita a essere studiata o visitata – prosegue la presidente – ma che si vive, si abita, si sperimenta».

Il ricco cartellone è consultabile online (www.fondazionechanges.org/doors-of-change/) e presenta tredici visite virtuali, diciassette ibride e trenta fisiche in luoghi spesso chiusi ai non addetti ai lavori. È meglio prenotarsi, perché in alcuni siti l’accesso è consentito a un massimo di 25 persone.

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Per dare un’idea della qualità delle proposte in calendario, molto più articolate di semplici visite guidate, partiamo da Viterbo, dove venerdì 17 ottobre andrà in scena dal vivo @GRADI: I sensi del luogo e il patrimonio dialettale del Lazio. Si narra la storia del Complesso Monumentale di Santa Maria in Gradi, svelandola attraverso un’esperienza immersiva e interattiva, che lega passato e futuro. L’evento, arricchito da tecnologie digitali e narrazioni territoriali, esplora la storia dell’edificio e la sua evoluzione da convento domenicano a prigione e infine a sede dell’Università della Tuscia. Durante il percorso, Fra’ Martino, l’ologramma narrante, farà da guida attraverso le tre fasi storiche del complesso, con un racconto disponibile in italiano, in inglese e nella Lingua italiana dei segni (Lis). Ci si potrà cimentare in giochi investigativi come “La Congiura di Gradi”, ambientato nel 1494, per scoprire perché all’epoca l’idea di fondare un’università a Viterbo non andò in porto. Si potrà giocare online o direttamente in loco scansionando i QR code, oppure ammirare le installazioni di ecodesign, realizzate nello stile dell’antico complesso dagli studenti del Liceo artistico Orioli di Viterbo.

Sabato 18 ottobre, invece, sarà Napoli a ospitare un evento altrettanto originale, esito del progetto CoBaLTo - Community Based and Local Tourism, un approccio che valorizza l’identità dei quartieri, promuove la sostenibilità sociale, economica e ambientale e affida a reti locali – abitanti, associazioni, cooperative, commercianti – il ruolo di protagonisti nell’accoglienza. L’appuntamento è fissato alle ore 10 e alle 11 per due passeggiate esplorative lungo via dell’Anticaglia, cuore antico di Napoli, alla scoperta dei luoghi selezionati e mappati dalla comunità ospitale CoBaLTo. Il percorso integra siti archeologici, chiese, teatri, istituzioni culturali, archivi storici e laboratori artigianali, offrendo una visione corale della produzione culturale e sociale della città. Dal Museo Archeologico Nazionale al Teatro Bellini, dall’Accademia di Belle Arti al Complesso degli Incurabili, fino a spazi di innovazione sociale come Dialogue Place, botteghe e laboratori artigiani, l’itinerario mostra la stratificazione storica e la vitalità contemporanea di Napoli. I visitatori potranno vivere l’esperienza di un turismo che non “consuma” i luoghi, ma li abita insieme alla comunità che li custodisce.

A Ravenna sarà addirittura possibile partecipare a una caccia al tesoro nel centro storico cittadino domenica 19 ottobre, alle 16.30. L’obiettivo è far vivere un’avventura tra storia e presente, seguendo il filo conduttore del legame nascosto di Ravenna con l’acqua e il suo rapporto tra visibile e invisibile e scovandone gli indizi tra i monumenti più famosi e i luoghi meno noti della città romagnola.

L’offerta più ricca di Doors of Change si concentra nella giornata di sabato e tra le proposte ne segnaliamo una molto particolare: la visita al Campo 65 di Altamura (Bari), il 18 ottobre, alle 10.30 e alle 13. Tra boschi, pascoli e zone coltivate degli altipiani della Murgia si nascondono tracce di un patrimonio archeologico recente, diffuso e poco visibile, legato ai conflitti che hanno segnato il Novecento. Il Campo d’internamento PG65 per sottufficiali e truppa, costruito all’inizio della Seconda guerra mondiale con una capacità prevista di 12mila prigionieri, fu il più grande mai realizzato in Italia. Dell’enorme insediamento – oltre 30 ettari e più di cento edifici – rimangono oggi solo una dozzina di ruderi, nascosti nella campagna e difficilmente accessibili. Dal 2020 il sito è oggetto di uno dei pochi progetti italiani di archeologia del contemporaneo – l’unico nel Mezzogiorno – teso a restituire visibilità a questa “città invisibile”, cancellata nel 1988 e le cui macerie vennero usate per costruire un tratto della statale 96. «È in questa capacità di trasformare luoghi della memoria in luoghi del futuro – chiosa la rettrice Polimeni – che si misurano la vitalità e la forza della nostra comunità nazionale».

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