Il confronto

La meccanica “promuove” il tavolo avviato al Mimit

Rosa (Ucimu): «Bene lo scatto delle prenotazioni al portale Gse». Almici (Anima): «Accolta la nostra proposta, primo passo per una nuova politica industriale»

di Luca Orlando

ADOLFO URSO MINISTRO TAVOLO CON IL MONDO DEI PRODUTTORI DELLA MECCANICA STRUMENTALE 7146

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Sono positivi i commenti delle imprese nel giorno della convocazione a Roma nella sede del Mimit della prima riunione dedicata al settore della meccanica.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Il nuovo Piano Transizione 5.0 - ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso - sta già riscontrando un ampio apprezzamento da parte delle imprese: dal 12 giugno ad oggi sulla piattaforma GSE sono state trasmesse 3.355 prenotazioni pari a oltre 1,25 miliardi di investimenti. Una misura organica da quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate. Un ulteriore passo in avanti dopo il successo della prima misura, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte».

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Anche se le tempistiche del varo effettivo del provvedimento, c0sì come accaduto per il precedente piano 5.0, sono state di molto superiori rispetto alle previsioni, le aziende del settore accolgono con favore la svolta.

«Lo scatto delle prenotazioni effettuate sulla piattaforma Gse in questi primi dieci giorni di operatività - conferma quanto Ucimu segnalava da tempo: la domanda di beni di investimento in tecnologie di ultima generazione in Italia è sicuramente dinamica. Strumenti di incentivo come questo dell’iperammortamento, previsto dal Nuovo Piano Transizione 5.0, funzionano soprattutto se sono pensati sul lungo periodo perché permettono alle imprese costruttrici di pianificare la produzione e a quelle utilizzatrici gli acquisti.

Urso, che ha sottolineato la forza della meccanica strumentale, con un valore delle esportazioni pari a circa 180 miliardi, ha poi evidenziato le principali vulnerabilità che il comparto è chiamato ad affrontare: la ridotta dimensione media delle imprese che ne limita la competitività sui mercati globali; la necessità di diversificare maggiormente la presenza geografica dell’export per ridurre l’esposizione alle crisi internazionali; il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato, che richiede un rafforzamento della formazione e della mobilità territoriale; la crescente pressione competitiva della Cina; e, infine, il ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale e la crescente esposizione ai rischi cyber. Alla luce di queste sfide, le strutture del Mimit hanno individuato quattro gruppi tecnici di lavoro dedicati a innovazione e tecnologie, competenze e formazione, export e internazionalizzazione, finanza e patrimonializzazione, che avranno l’obiettivo di definire proposte operative a sostegno della competitività e della crescita del settore.

«Accogliamo con favore - aggiunge il direttore generale dell’associazione Davide Della Bella - la proposta del Ministro Urso di aprire 4 tavoli di lavoro sulle tematiche di maggior interesse per le imprese. Da parte nostra confermiamo fin da ora l’interesse e la disponibilità a partecipare a questi gruppi con nostri rappresentanti per portare il contributo di un settore che è alla base della gran parte delle filiere produttive e che ha nell’innovazione e nell’internazionalizzazione i due asset principali per vincere la sfida della competitività internazionale».

Anche la Federazione Anima Confindustria in una nota esprime soddisfazione per il confronto avviato al Mimit, «momento che Anima Confindustria aveva auspicato nei mesi scorsi e che il ministro Adolfo Urso ha recentemente accolto, dimostrando una particolare attenzione verso un comparto strategico per l’economia nazionale».

All’incontro ha preso parte una delegazione di Anima Confindustria, guidata dal vicepresidente Marco Golinelli, e i rappresentanti delle principali realtà della filiera. Il confronto con il ministro ha messo al centro i principali temi per lo sviluppo dell’industria manifatturiera italiana e, in particolare, della meccanica varia e affine rappresentata da Anima. Un comparto che impiega 224.000 lavoratori e genera circa 60 miliardi di euro di fatturato, con una quota destinata ai mercati esteri pari a circa il 60% della produzione complessiva.

«Esprimiamo grande soddisfazione per questo primo incontro istituzionale dedicato all’industria meccanica, nato da un’iniziativa di Anima - ha dichiarato il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici - che costituisce un importante riconoscimento del valore economico, industriale e tecnologico delle imprese che rappresentiamo. Accogliamo positivamente l’apertura di un confronto diretto con il Ministero su temi che incidono concretamente sulla capacità competitiva delle nostre aziende. Consideriamo questo appuntamento un primo passo importante verso la definizione di una politica industriale più organica e coordinata, capace di guidare la crescita delle imprese, supportare l’innovazione, favorire la formazione delle competenze necessarie e affrontare in modo strutturale questioni cruciali come il costo dell’energia. Auspichiamo quindi che dal confronto di oggi, allargato a tutte le associazioni datoriali della filiera, nasca un percorso strutturato, con gruppi di lavoro tematici, tempi certi e un documento finale di indirizzo industriale capace di produrre misure concrete. Il nostro obiettivo comune deve essere chiaro: rafforzare la meccanica italiana come asset strategico nazionale, aumentare la competitività delle imprese e garantire che le transizioni in corso siano un’opportunità di crescita industriale, non un fattore di indebolimento produttivo».

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