Memoir

La mattina scrivo, il pomeriggio faccio la fame

Il racconto di Franck Courtès, fotografo di successo che a metà carriera decide di diventare scrittore, descrive un sistema cinico, che non permette alcuna solidarietà, tutti sono contro tutti e si accetta qualsiasi umiliazione

di Lara Ricci

Franck Courtes posa per i fotografi sul tappeto rosso in occasione della proiezione del film «A pied d’œuvre» durante l’82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, a Venezia, in Italia, venerdì 29 agosto 2025. (Foto di Alessandra Tarantino/Invision/AP)

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Fotografo di mezza età per quotidiani e riviste di spettacoli che lo spedivano in giro per il mondo a fotografare stelle del cinema e della musica, Franck Courtès decide di diventare scrittore. Quella raccontata in La mattina scrivo (da cui è stato tratto il film di Valérie Donzelli vincitore del premio per la sceneggiatura alla Mostra di Venezia), con una parsimonia di parole che rispecchia la frugalità della sua nuova vita, è una precipitosa, e non autocompiaciuta, discesa nella povertà. E anche se non arriva ai margini allucinati di Fame, di Knut Hamsun, in cui il protagonista, che anche in questo caso coincide con l’autore, sprofonda più volte in un delirio da inedia, fiancheggiando la morte, è un memoir molto duro, che interroga e disturba.

Non paga il lavoro culturale (come lo chiamava Bianciardi, un libro rispolverato ora da Maria Teresa Carbone che cerca di raccontare cosa è diventato oggi, a 70 anni di distanza, nell’omonimo testo appena edito da un editore che, ironia della sorte, si chiama Arcadia). Ancor meno paga la scrittura, anche se si è pubblicati da una buona casa editrice e si ha qualche successo. Lasciato il suo bell’appartamento, Courtès si ritrova così ospite in un monolocale a piano terra prestatogli dalla madre, razionando il riscaldamento, l’elettricità e il cibo. Vergognandosi. È entrato a far parte dei dieci milioni di poveri francesi. Non riuscendo, alla sua età e senza qualifiche, a trovare un lavoro part-time qualsiasi («Non so nemmeno come si cerca un lavoro. Non ho mai scritto un curriculum vitae. Mi sento come una di quelle bestie dello zoo che, abbandonate nella natura selvaggia, non sanno come procacciarsi il cibo»), finisce per iscriversi alla Piattaforma.

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La Piattaforma è uno dei tanti siti dove nuovi e vecchi poveri si offrono per lavoretti tuttofare (smontaggio mobili, bricolage, fissaggio quadri, smaltimento calcinacci, etc): un mondo dove lo sfruttamento ha raggiunto una perfezione spietata. Gli aspiranti lavoratori sono costretti a pagare la Piattaforma per avere accesso all’impiego, il loro compenso si stabilisce in un’affollata asta al ribasso, e finito il compito sono sottomessi alle capricciose valutazioni di clienti che non rivedranno più. «Un operaio che un giorno è di cattivo umore o malato può vedere la sua valutazione abbassarsi con conseguenze dirette sulle sue future entrate», osserva Courtès. Una valutazione che ricorda quella «dei giochi televisivi e del circo romano. Il pollice sullo schermo ha rimpiazzato quello alzato o verso dell’arena gladiatoria».

È un sistema cinico, che non permette alcuna solidarietà, tutti sono contro tutti e si accetta qualsiasi umiliazione. È lo specchio e la sfera di cristallo in cui vedere il nostro mondo e il suo futuro. «Quand’ero bambino i miei genitori definivano poveri coloro che percepivano un salario minimo. Oggi chi ha un salario minimo con contratto a tempo determinato sembra quasi un privilegiato».

Il protagonista proverà anche il Reddito di Solidarietà, una solidarietà micragnosa. «Le morti non sono frequenti, e tuttavia capita che i beneficiari del Reddito di Solidarietà si tolgano la vita (...) E per tutti questi morti, contrariamente ai morti delle guerre vere, non si erige alcun monumento».  

Franck Courtès

La mattina scrivo

Traduzione di Maruzza Loria e Beniamino Assenti

Playground, pagg. 192, euro 17

Riproduzione riservata ©
  • Lara Ricci

    Lara Riccivicecaposervizio curatrice delle pagine di letteratura e poesia

    Luogo: Milano e Ginevra

    Lingue parlate: Inglese e francese correntemente, tedesco scolastico

    Argomenti: Letteratura, poesia, scienza, diritti umani

    Premi: Voltolino, Piazzano, Laigueglia, Quasimodo

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