Poi ci sono le spese indifferibili a cominciare da quelle per le missioni internazionali così delicate in questi tempi di guerra.
E c’è la grande attesa per le entrate che garantirà la sanatoria per le partite Iva su cui c’è però grande apprensione al Tesoro. Dalla mitica lotta all’evasione anche il Governo delle sanatorie si attende molto e non sa come andrà a finire.
Giorgetti cerca risorse nei tagli ai ministeri che dovranno contribuire per circa 3 miliardi, ma già ne devono realizzare 1,2 quest’anno e 1,5 il prossimo come da vecchi impegni (però vale la pena di ricordare che la spesa pubblica ordinaria è di circa mille miliardi l’anno).
E cerca anche un contribuito dalle banche che già si stanno attrezzando.
Se tutto questo andrà in porto il vero valore della manovra sarà quello non scritto dello spread basso. Che comunque significa fiducia.