La manifattura lombarda tiene nel secondo trimestre 2024
Secondo l’indagine di Unioncamere Lombardia, è aumentata l’occupazione e ha retto il fatturato
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In un contesto economico globale difficile, l’industria manifatturiera della Lombardia mostra segnali di una tenuta complessiva nel corso del 2024. Nel secondo trimestre dell’anno, secondo l’analisi congiunturale di Unioncamere Lombardia, le imprese, industriali e artigiane, hanno evidenziato una crescita dell’occupazione, con il fatturato che è salito per l’industria e rimasto stabile per l’artigianato. Luci e ombre per quanto riguarda la produzione, in aumento per l’artigianato (+0,1%), quando quella industriale è rimasta più debole (-0,7%). «I dati confermano ancora una volta la solidità del sistema lombardo. Come Regione Lombardia continuiamo a guardare al futuro con ottimismo e in modo propositivo rispetto ai livelli sovraregionali per quel che concerne le tematiche fondamentali che necessitano soluzioni urgenti, penso ad esempio ai costi energetici e all'accesso al credito», ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.
I numeri della Lombardia
Dalle analisi si rileva che la domanda interna resta con un segno positivo (+0,4% rispetto al trimestre precedente) mentre quella estera cala leggermente (-0,3%). L’assenza di significativi segnali di rafforzamento dell’attività industriale a livello globale insieme alla mancata accelerazione nella riduzione dell’inflazione e dei tassi d’interesse, influenzano le aspettative dell’industria lombarda: la maggior parte degli imprenditori prevede stabilità dei livelli, tra i restanti prevalgono invece le attese pessimistiche. I costi dell’energia sono ancora segnalati tra i maggiori fattori di incertezza, mentre c’è attesa di una progressiva riduzione dei tassi di interesse e di un calo dei costi delle materie prime, fattori che potrebbero favorire una ripresa più vigorosa. La tendenza della produzione industriale resta negativa, registrando un -1,2% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La produzione artigiana invece rimane al livello di un anno fa, e la variazione tendenziale è nulla. A livello settoriale permangono differenze, con alcuni che continuano a mostrare una crescita come chimica (+3,8%), gomma-plastica (+2,7) e carta-stampa (+2,3%) che ora beneficiano della riduzione dei costi energetici, e minerali non metalliferi (+2,6%) ancora trainati dall’edilizia, mentre appaiono in forte contrazione i comparti: pelli-calzature (-11,2%) e tessile (-11,1%). A questi ultimi si associano settori in contrazione più moderata ma comunque significativa: mezzi di trasporto (-3,7%), manifatturiere varie (-3,5%), siderurgia (-2,6%), meccanica (-2,0%), abbigliamento (-1,6%) e legno-mobilio (-1,0%). La crescita dei prezzi si è assestata, ma le piccole imprese e gli artigiani in particolare, lamentano ancora incrementi sensibili sia per le materie prime (+17,3% tendenziale) che per i prodotti finiti (+12,1%).
Pesa il contesto internazionale
«Secondo la nostra indagine congiunturale, il settore manifatturiero lombardo subisce l’andamento negativo del commercio mondiale e la debolezza della domanda interna, restano però ancora positivi i dati occupazionali, segnale della lungimiranza delle imprese lombarde che stanno affrontando questo momento di stagnazione guardando e preparandosi al futuro. Questo approccio positivo è anche confermato dalla propensione ad adottare nuove tecnologie. In quest’ultima indagine abbiamo approfondito anche l’intenzione degli imprenditori di adottare tecnologie che impiegano l’Intelligenza Artificiale. Emerge che il 23% delle imprese industriali e il 7% di quelle artigiane già la utilizzano o ha in programma di implementarla a breve. Di queste, oltre il 50% la ritiene un fattore determinante per incrementare la redditività; resta tuttavia critica la disponibilità delle figure professionali adeguate per impiegare efficacemente queste nuove tecnologie», ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia.
Serve un cambio di passo in Europa
«Sulla produzione industriale lombarda continua a pesare il contesto globale complesso e instabile, che in questa fase sta facendo emergere tutte le debolezze dell’industria europea. A preoccupare gli imprenditori lombardi è soprattutto la crisi strutturale tedesca: è evidente che, persa la leva garantita dall’approvvigionamento di gas a basso costo, i margini di competitività si sono ridotti drasticamente. Questo errore, unito alla scelta di abbracciare ideologicamente le politiche green regolamentando e vietando senza dare alternative tecnologiche e non prevedendo le conseguenze di tali scelte nei confronti di imprese, cittadini e lavoratori, sta portando alla scomparsa di interi mercati, come l’automotive, che hanno garantito il benessere europeo dal dopoguerra ad oggi», ha affermato Francesco Buzzella, presidente di Confindustria Lombardia, chiedendo a livello europeo di «invertire la rotta sviluppando politiche a sostegno dell’industria con un rilevante fondo europeo di investimenti che controbilanci i Piani di investimento Usa e Cina, - come indicato nel Piano Draghi –, politiche energetiche basate su un mix di fonti e riduzione dei tassi di interesse». «I fondamentali parametri della crescita vivono un miglioramento relativo rispetto al periodo pandemico, ma siamo dentro l’orizzonte di una crescita indebolita da una serie di numerose incognite geopolitiche e geoeconomiche: il fronte russo-ucraino, le tensioni israelo-palestinesi, le instabilità nell’area del canale di Suez», ha concluso Giovanni Bozzini, presidente Cna Lombardia, sottolineando che «i nostri imprenditori continuano a dare prova di grande resistenza e flessibilità. Ma sono a disagio per una serie di fattori che non riescono a controllare e a padroneggiare. L’Italia ha sempre due leve molto importanti nel Pnrr e nei fondi strutturali. Dobbiamo accelerare sul primo terreno e continuare a migliorarci nella spesa dei fondi europei. È inoltre fondamentale sorreggere il settore delle Pmi e dell’artigianato sul terreno della sostenibilità a tutti i livelli».


